Sprint, licenziamenti in vista - CorCom

STRATEGIE

Sprint, licenziamenti in vista

Il Ceo Claure crede ancora nel consolidamento nonostante il fallimento della fusione con T-Mobile Us ed è pronto a trattare anche con gli Ott. Ma intanto deve concentrarsi sul taglio dei costi aziendali

15 Set 2014

Patrizia Licata

Il Chief executive officer di Sprint Marcelo Claure è ancora “aperto” a possibili acquisizioni, nonostante la ferma opposizione dei regolatori americani abbia impedito alla sua parent company Softbank di fondere Sprint con la rivale T-Mobile Us. Intanto, però, il Ceo della telco americana è impegnato a ridare valore al business della sua azienda, con una strategia che punta a offerte commerciali aggressive e a una netta riduzione dei costi aziendali.

E’ quanto ha rivelato Claure stesso nel corso della conferenza di Goldman Sachs Communacopia, nella quale ha sottolineato come Masayoshi Son, Ceo di Softbank, abbia tentato con ogni mezzo di acquisire T-Mobile Us. “Masa era deciso a prendersi la nostra concorrente più piccola”, ha detto Claure nell’intervento alla conferenza, pubblicata da Seeking Alpha. “Ma a un certo punto il governo ha fatto chiaramente capire che non avrebbe mai dato il via libera”.

Ciononostante, Claure ha dichiarato che Sprint crede ancora fermamente nel consolidamento sul mercato americano delle Tlc. “Questa è una partita che si gioca sulle grandi scale”, ha detto, aggiungendo che Sprint è “molto interessata ad intavolare trattative con le società del cavo, con gli operatori over-the-top e con altri carrier mobili”.

Nel frattempo, però, Claure deve concentrarsi su Sprint e sulla salute del suo business. Il Ceo ha ammesso che finora Sprint ha speso troppo per le sue operazioni, che non ha terminato la realizzazione della sua rete e che alcune delle sue offerte (in particolare Framily, che permetteva fino a 10 persone di abbonarsi allo stesso contratto ricevendo poi bollette separate) hanno confuso tanto i consumatori quanto il personale delle vendite.

Infatti, pochi giorni dopo aver preso il posto di Dan Hesse come Ceo di Sprint, Claure ha cancellato Framily e ha cominciato a lanciare una serie di offerte commerciali semplici basate su prezzi alla pari o inferiori a quelli della concorrenza. Questa strategia ha già dato frutti in T-Mobile: la filiale americana di Deutsche Telekom è riuscita, grazie a offerte molto aggressive sul prezzo, a conquistare un numero record di nuovi clienti.

T-Mobile lo ha dimostrato: si possono attrarre nuovi clienti. Loro sono riusciti a ottenere risultati eccezionali”, ha commentato Claure.

Ma non si tratta solo di offrire tariffe stracciate: Claure non nasconde che per ridare valore a Sprint occorrrerà agire sui costi, altrimenti i margini resteranno troppo sotto pressione. E questo vuol dire tagliare, anche posti di lavoro. “Ho parlato in maniera aperta e onesta con il mio team manageriale e ho chiarito che alcuni resteranno, altri no”, ha detto Claure. Oggi Sprint controlla ogni singolo dollaro che spende, ha spiegato il Ceo: terrà il necessario ma il superfluo dovrà essere eliminato.