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Stoccolma, Londra e Parigi le “networked” city d’Europa

La top ten mondiale elaborata da Ericsson e Arthur D. Little vede in pole position Singapore. “Dove c’è più Ict si gestiscono al meglio infrastrutture, sicurezza e sanità”

13 Mag 2011

Singapore, Stoccolma, Seul, Londra, Parigi, New York, Tokyo, Los
Angeles, Shanghai e Pechino. Sono queste le prime dieci città del
Networked Society City Index, la top ten delle città più connesse
e tecnologiche del mondo, realizzata da Ericsson in tandem con la
società di consulenza Arthur D. Little.

Il Networked Society City Index, appena presentato all’Ericsson
Business Innovation Forum di San Josè, nella Silicon Valley,
mostra che le città caratterizzate da un maggiore tasso di
penetrazione dell’Ict riescono a gestire meglio questioni
relative all’ambiente, alle infrastrutture, alla pubblica
sicurezza, alla qualità della sanità e all’istruzione.

Erik Almqvist, Director di Arthur D. Little Nordic, ha dichiarato:
"La realizzazione di una società connessa è una delle
maggiori sfide del nostro tempo. Nonostante questa analisi
costituisca solo un punto di partenza per approfondire il legame
tra gli investimenti nell’Ict e lo sviluppo sostenibile, ci
auguriamo che questo studio possa rappresentare una fonte di
ispirazione per le città che non hanno ancora integrato la
tecnologia nei propri processi e servizi”.

Le prime tre città classificate, Singapore, Stoccolma e Seoul,
grazie agli investimenti nell’Ict, hanno raggiunto numerosi
obiettivi in ambito sociale, economico e ambientale. Singapore, per
esempio, sta guidando l’innovazione nel settore della sanità
digitale e sta introducendo sistemi all’avanguardia per gestire
al meglio il traffico.

A Stoccolma, invece, l’Ict è utilizzato come leva per favorire
la collaborazione in ambito R&S e la condivisione di sapere, mentre
Seoul sfrutta le potenzialità dell’Ict per realizzare progetti
high-tech sostenibili.

L’index può essere anche un ottimo strumento per stimolare le
città classificate nelle ultime posizioni a migliorare,
incoraggiandole a fornire l’accesso alle tecnologie digitali e la
formazione in ambito Ict ai segmenti meno privilegiati della
popolazione con l’obiettivo di ridurre il digital divide.

Mathieu Lefevre, Executive Director della New Cities Foundation, ha
dichiarato: “La ‘città connessa’ è già una realtà e avrà
un impatto significativo su una parte sempre maggiore della
popolazione mondiale. Ericsson, come è dimostrato da questo nuovo
Networked Society City Index, ha colto l’importanza di questo
trend globale ed è in prima linea nel favorire la realizzazione di
un pianeta urbanizzato sempre più connesso.” Attualmente, più
del 50% della popolazione mondiale vive in aree urbane e si stima
che entro il 2030 si raggiungerà una percentuale pari al 60% con
oltre 30 megalopoli, città che contano almeno 10 milioni di
abitanti, che registreranno un incremento del 40%. In questo
contesto i decisori, grazie a quanto imparato dalle città in testa
al Networked Society City Index, avranno un importante strumento
per promuovere e garantire uno sviluppo sostenibile”.

Erik Kruse, del Networked Society Lab Ericsson, ha dichiarato:
“Fornire esempi di come l’Ict possa sostenere lo sviluppo di
una città attraverso la pubblicazione di questa classifica può
favorire la promozione del dialogo con i decisori per incrementare
l’utilizzo dell’ICT e consentire di raggiungere con successo
gli obiettivi economici, ambientali e sociali”.

Le prime 10 città del Networked Society City Index sono:
Singapore, Stoccolma, Seoul, Londra, Parigi, New York, Tokyo, Los
Angeles, Shanghai e Pechino.