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Tassa governativa sui cellulari. L’Adoc lancia la class action

L’associazione dei consumatori intende far valere quanto deciso dalla Commissione Tributaria del Veneto: il  cliente non è soggetto a provvedimenti amministrativi di concessione o autorizzazione

02 Mar 2011

L'Adoc (Associazione per la Difesa e l'Orientamento dei
Consumatori) scende in campo per il rimborso collettivo della tassa
di concessione governativa da parte degli operatori mobili.
L'associazione intende quello di far valere quanto sancito
dalla Commissione Tributaria Regionale del Veneto, che ha
dichiarato impropria l'applicazione della tassa in
questione.

La giurisprudenza tributaria ha infatti sentenziato che negli
ultimi tre anni "rimane necessaria soltanto
l'autorizzazione governativa (e quindi il pagamento della
tassa, ndr) per i gestori del servizio, mentre il cliente che si
abbona non è soggetto a provvedimenti amministrativi di
concessione o autorizzazione". Di conseguenza, secondo
l'Adoc, i consumatori hanno diritto di richiedere un rimborso
della tassa di concessione governativa versata nel periodo citato
dalla sentenza, cifra che ammonta a 5,16 euro al mese per i privati
e 12,91 euro al mese per i contratti business.

La diffida, scaricabile dal sito dell'associazione dei
consumatori, andrà inoltrata alla propria compagnia telefonica
(alla sede legale) per mezzo raccomandata A/R e per conoscenza
all'Adoc via fax, o posta elettronica, con in allegato le
fatture e le ricevute di pagamento.
Intanto – segnala Carlo Pileri, presidente dell'associazione
– "alcuni utenti ci segnalano che i gestori stanno già
eliminando tra le voci di spesa l'importo per la tassa di
concessione governativa. Segno che hanno recepito la sentenza, in
attesa di regolare quanto chiesto in precedenza".