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Telco Usa: “Con il piano Obama a rischio la Net neutrality”

La UsTelecom teme che i criteri di accesso ai 4 miliardi stanziati per combattere il digital divide violino le regole della Federal Communications Commission

03 Lug 2009

Le Telco statunitensi nicchiano sui 4 miliardi di dollari che
l’amministrazione Obama stanzierà per diffondere la banda larga
nel Paese. USTelecom, l’associazione che rappresenta le più
importanti compagnie telefoniche statunitensi tra cui Verizon
Communications e At&t,  sta analizzando i requisiti necessari per
accedere ai fondi. “Siamo preoccupati che alcune di queste nuove
disposizioni vadano al di là delle leggi attuali e delle regole
della Federal Communications Commission (Fcc)”. ha spiegato il
presidente della USTelecom Walter McCormick. Il Dipartimento del
Commercio e dell’Agricoltura, infatti, nel redigere i criteri di
selezione dei  progetti anti-digital divide ha stabilito di dare
priorità a quelli che garantiscono velocità più elevate della
tecnologia Dsl e del wireless. Violando, a detta delle Telco, il
principio della Net neutrality.

I 4 miliardi rientrano nel mega-programma da 7,2 miliardi di
dollari fortemente voluto dal presidente Obama per realizzare
un'affidabile rete Internet ad alta velocità nelle aree rurali
degli Usa. "Questo finanziamento è un ‘acconto’
sull'impegno del presidente di estendere i benefici educativi
ed economici di Internet a tutte le comunità – aveva spiegato il
vicepresidente Joe Biden nel dare l’annuncio -. Si tratta inoltre
di fondi che andranno a stimolare il mercato del lavoro nel settore
delle Tlc, dando fiato all’economia tutta”. Lo stanziamento fa
seguito alla decisione, presa scorso febbraio,  di inserire il
programma banda larga nel pacchetto di stimoli fiscali da 787
miliardi di dollari.

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