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FINANZA

Telecom, attesa per conti e piano Cattaneo. Il mercato punta su ricavi in rialzo

Venerdì il cda sulla trimestrale e lunedì l’incontro con la comunità finanziaria. Gli analisti si aspettano 4,96 miliardi di fatturato per gli ultimi tre mesi, in aumento del 2,6%. Previsto un calo dello 0,6% per il business domestico. Ultrabroadband, riposizionamento sulla fascia alta e Iliad i fronti decisivi

01 Feb 2017

Andrea Frollà

In attesa di svelare alla comunità finanziaria le linee guida del primo piano Cattaneo, nonché di esaminare i risultati preliminari del quarto trimestre, Telecom Italia incassa l’outlook positivo degli analisti. A cavallo tra la fine della settimana in corso e l’inizio della prossima sono attese diverse novità dalla compagnia telefonica.

Prima la riunione del cda, chiamato a licenziare il piano firmato dall’Ad Flavio Cattaneo, poi l’incontro a New York con il mondo della finanza, desiderosa di capire la strategia di Telecom per i prossimi anni. Domani si riunisce invece il cda della controllata brasiliana, Tim Brasil, che presenterà i risultati preliminari il 3 febbraio. Per gli analisti l’anno si chiuderà confermando il trend di crescita trimestre su trimestre, con i ricavi del periodo settembre-dicembre fissati dal consensus in rialzo del 2,6% a 4,96 miliardi. L’Italia, che nel terzo trimestre aveva archiviato il miglior risultato dal 2007, frena e il consensus vede ricavi in calo dello 0,6% a 3.851 milioni. La stima a termine più lungo è di un fatturato da circa 19,5 miliardi nel 2019.

Nel dettaglio, spicca la previsione di Morgan Stanley che in un report descrive il titolo Telecom come “pronto per decollare senza ritardi” con tanto di invito agli investitori: “Godetevi il volo”. La banca d’affari ha di conseguenza alzato il target price in Borsa da 1,10 a 1,15 euro. “Pensiamo che i numeri del quarto trimestre 2016 e il business plan – sostengono da New York – aumenteranno la visibilità sul turnaround domestico. Il titolo è pronto per decollare senza ritardi”.

Anche per gli esperti di Banka Akros c’è da attendersi un segno più davanti alla voce ricavi di Telecom Italia. I suoi analisti si tengono sullo stesso prezzo obiettivo di Morgan Stanley e si attendono un trimestre solido, caratterizzato da un andamento positivo dell’Ebitda in Italia: ricavi in crescita dell’1,6% a 4,918 miliardi di euro, utile netto attorno ai 190 milioni, un Ebit a quota 960 milioni ed Ebitda in rialzo di oltre il 55% a 2,187 miliardi di euro. Previsto per i prossimi mesi un aumento modesto nei ricavi domestici e in Brasile. Secondo Banka Akros il taglio dei costi non sarà l’unica sfida da affrontare: aumento dei clienti a banda ultralarga, fornitura di contenuti per riposizionarsi su una fascia più alta di clientela e il nuovo operatore low cost con altro marchio anti-Iliad i fronti da tenere sotto osservazione.

Più allarmistico il giudizio di Bryan Garnier&Co. Nonostante le migliori prospettive in Brasile, l’ambizioso taglio dei costi e i piani di investimento, secondo il broker i cambiamenti strutturali del mercato fisso in Italia e specialmente l’arrivo di Iliad nel mercato mobile “rappresentano una vera e propria minaccia” per Telecom Italia.

Intanto in queste ora la telco ha inoltre smentito qualsiasi ipotesi di ridimensionamento per le attività di Tim a Torino, dopo le preoccupazioni espresse da alcuni esponenti politici sull’onda degli scioperi oggi in corso. “Per Tim la città di Torino rimane e rimarrà di fondamentale importanza. Il capoluogo piemontese, dove attualmente lavorano circa 3.000 dipendenti Tim, rappresenta il cuore pulsante della ricerca e dell’innovazione tecnologica del gruppo attraverso il centro di innovazione e sviluppo che in esso ha sede”. I trasferimenti in corso, spiega Tim, “riguardano poche unità di staff che operano in specifici ambiti aziendali già presenti in altre città e che per opportunità verranno accentrati in un’unica sede e che quindi, visto anche il rapporto con la popolazione aziendale impiegata sul territorio, non possono in alcun modo essere espressione della volontà di lasciare la città”.

Concludendo la telco ricorda la volontà del management di “salvaguardare il perimetro organizzativo e di gestire le eccedenze produttive attraverso processi di formazione e riqualificazione professionale che porteranno a un più efficace impiego delle competenze dei singoli, consentendo l’internalizzazione di attività ad alto valore aggiunto e il potenziamento delle attività legate al core business aziendale”.

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