Telecom, Fossati non ce la fa, ma per Telco vittoria a metà - CorCom

Telecom, Fossati non ce la fa, ma per Telco vittoria a metà

Respinta la proposta di revoca del cda. Ha votato il 54,26% del capitale, il 50,3% contro e il 42,3% a favore. Si è astenuto il 7,4%. Ma è giallo sul voto di BlackRock. Bocciati tutti i candidati “integrativi”, team resta in 11. Patuano: “Migliorare la governance”. Findim rilancia: all’assemblea di aprile proposta su nuovo statuto per arrivare a public company

20 Dic 2013

Mila Fiordalisi e Federica Meta

L’assemblea di Telecom respinge la proposta di revoca del cda avanzata da Fimdim e boccia tutti i nomi dei candidati, compresi quelli di Telco, Stefania Bariatti e Angelo Tantazzi. Il cda resta dunque composto da 11 membri. La bocciatura dei candidati è arrivata poco dopo il no alle revoca e dopo oltre otto ore di lavori . Alla votazione sulla revoca ha partecipato il 54,26% del capitale, di cui contrari alla proposta di Marco Fossati il 50,3%, a favore della revoca si è pronunciato il 42,3%, mentre gli astenuti sono stati in tutto il 7,4%.

Per la votazione sono stati necessari 35 minuti, un record nella storia del voto elettronico in assemblea, per procedere con gli adempimenti di voto e con lo scrutinio. “La proposta è respinta, pertanto il consiglio di amministrazione resta in carica”, ha detto Aldo Minucci in qualità di presidente dell’assemblea.

La proposta di revoca del consiglio di amministrazione di Telecom Italia è stata dunque bocciata dal 27,29% dei soci del gruppo, di cui il 22,38% in capo alla holding Telecom. Il fondo americano Blackrock invece – registrato in assemblea con il 5,15% – contrariamente alle attese non si è astenuto in toto. La percentuale di chi non ha votato è pari al 4,01%. Stando ai primi calcoli Blackrock non si sarebbe espresso a favore della conferma dell’attuale cda.

Dopo la bocciatura della sua proposta Fossati, rispondendo agli azionisti, i merito alla decsione dell’assemblea, ha detto: “Mi riservo, ma al momento non ho li estremi per impugnare nulla”.

“Il primo passo ora sarà proprorre un cambio di statuto da portare all’assemblea di aprile per arrivare a una public company e a una rappresentanza corretta e democratica – ha annunciato Fossati – Arriveremo all’apputamento con un programma più dettagliato e una squadra più professionale. Deve nascere dal consiglio e non da uno strappo in assemblea”.

“Oggi – ha però precisato il manager – abbiamo assistito a un voto che è un simbolo importante di cambiamento, ed è un segnale forte al mercato che va ascoltato, soprattutto da parte di chi guida l’azienda”.

“Siamo andati molto vicini (alla revoca ndr) – ha proseguito – L’espressione dei fondi anglosassoni è stata pesante e violenta, in quanto hanno epresso che c’è un conflitto di interesse in seno a questo cda”. Ad ogni modo, secondo Fossati, il messaggio che emerge “non è di contrasto non ci sono né vinti né vincitori”

In sede straordinaria l’Assemblea ha approvato l’eliminazione dell’indicazione del valore nominale delle azioni ordinarie e delle azioni di risparmio, con conseguente modifica dello statuto sociale. Ed ha approvato con l’81,06% di voti a favore l’aumento del capitale sociale con esclusione del diritto di opzione mediante emissione di azioni ordinarie a servizio della conversione del prestito obbligazionario a conversione obbligatoria emesso dalla controllata Telecom Finance S.A. per un importo pari a 1,3 miliardi di euro (“Guaranteed Subordinated Mandatory Convertible Bonds due 2016 convertible into ordinary shares of Telecom Italia S.p.A.”).