IL CASO

Telecom, pioggia di e-mail dei dipendenti a Renzi: “A rischio sviluppo del Paese”

Inviate 1.500 missive online: “Azienda strategica per la rete nazionale e per quella internazionale con Sparkle”. E sulle dimissioni di Patuano: “Era l’uomo al giusto al posto giusto”

21 Mar 2016

F.Me

Una pioggia di e-mail sta arrivando al premier, Matteo Renzi, da parte dei dipendenti di Telecom Italia, sottolineando che “Tim è ancora una azienda strategica per il Paese per la rete nazionale e soprattutto internazionale con Sparkle”. Nelle mail, secondo quanto risulta a Radiocor Plus, i dipendenti di Telecom chiedono al presidente del Consiglio “una profonda immediata riflessione sul tema”.

Le missive – che sono tutte uguali e ne sono già state spedite oltre 1.500 – fanno un chiaro riferimento alle imminenti dimissioni dell’Ad Marco Patuano e al dossier Tim Brasil: “Dalla stampa apprendo che ci sono state tra Patuano e Vivendi forti divergenze di opinione su alcuni aspetti gestionali, ed altro ancora, inclusa l’azione per ottenere una consistente riduzione dei costi, un miliardo di euro oltre i 600 milioni gia’ presenti nel piano triennale 2016-2018, che inevitabilmente si otterrebbe col licenziamento si qualche migliaio di dipendenti – si legge nella mail indirizzata al premier – Altro tema di disaccordo è la vendita di Tim Brasil che Vivendi probabilmente vorrebbe far fare a Patuano, con gravi conseguenze sull’occupazione”. Nella lettera online, infine, si fa riferimento alla cessione di Inwit per la quale si chiede “trasparenza”.

La lettera continua asserendo che sebbene “il suo ‘motto’ sia quello di incentivare gli investitori stranieri a venire in Italia” questo non si sposa con “la prospettiva di migliaia di licenziamenti di dipendenti di Telecom”.

“Mi auguro – è scritto ancora nella lettera – che questa mail la porti a ricercare le vere motivazioni che stanno spingendo Patuano a dimettersi da ad in quanto, temo, che quella principale sia proprio il raggiungimento della riduzione dei costi a discapito dei posti di lavoro delle maestranze di Telecom”. Si ricorda quindi che Patuano è un ‘uomo’ Telecom, da oltre 25 anni, la persona giusta al posto giusto per portare a compimento il piano industriale, che contempla altresì un altro aspetto che sta molto a cuore al suo governo: lo sviluppo della fibra ottica in Italia.

Preoccupazione anche nel sindacato. “Vorremmo delle informazioni ufficiali per poter definire orientamenti e preoccupazioni – ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso – Siamo alle conseguenze di un processo che ci ha reso deboli dove avevamo un’assoluta primazia”.

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Fa eco alle dichiarazioni di Camusso la Slc Cgil. “Le dimissioni dell’amministratore delegato sono la conferma che il socio francese ha acquisito il pieno controllo dell’azienda. Ci chiediamo a questo punto quale sia la contropartita che ha consentito ai francesi la scalata su Telecom”, è il duro commento di Michele Azzola, segretario nazionale.

“Il Governo italiano ha l’obbligo di fare chiarezza – incalza Azzola -. Cosa succederà ora dell’azienda? Il controllo della rete resterà di Telecom e l’azienda sarà protagonista della realizzazione della rete di nuova generazione?. Telecom dà lavoro ad oltre 100.000 persone, di cui 50.000 alle dirette dipendenze. Accordi raggiunti in segreto sugli assetti futuri delle telecomunicazioni rischiano di generare migliaia di esuberi che sarebbero diretta conseguenza e responsabilità delle decisioni assunte dal Governo. Già in queste ore indiscrezioni giornalistiche parlano un ridimensionamento del personale di migliaia di unità”. “E’ ora che il Governo, che pochi mesi or sono si è reso strumento di un’inutile mediazione sugli ammortizzatori sociali da applicare al personale, apra senza ulteriori ritardi un tavolo con tutti le parti coinvolte per spiegare quali politiche intende adottare”.

Sulla stessa posizione Salvo Ugliarolo Segretario Generale della Uilcom Uil il quale oltre ad evidenziate “l’assordante silenzio del Governo Italiano davanti all’ennesimo cambio dei vertici nella principale azienda delle Tlc del Paese” accusa il premier Matteo Renzi di “avallare spietate concorrenze a Telecom, utilizzando aziende pubbliche come Enel, piuttosto che “difendere ” una tra le aziende più importanti e strategiche per lo sviluppo dell’Italia dalla conquista di capitali esteri”.

“Le dimissioni di Marco Patuano da amministratore delegato di Telecom impongono una seria riflessione sulle strategie del piu’ importante gruppo di telecomunicazioni del Paese – dichiarano in una nota congiunta la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, e il segretario generale della Fistel Cisl, Vito Vitale – In questi anni abbiamo seguito con molta attenzione la politica industriale di Telecom avviata da Marco Patuano per dotare il Paese di una infrastruttura innovativa ed efficiente. Aver scelto di privilegiare la componente industriale e non quella finanziaria ci ha portati a condividere i vari piani industriali e ultimamente quello 2016-2018 che prevede 12 miliardi di investimenti in innovazione, banda ultraveloce, competitivita’ e business internazionale, con particolare attenzione al mantenimento dei livelli occupazionali e al perimetro industriale”. Le voci che si rincorrono “sulla discontinuita’ chiesta dall’azionista di riferimento Vivendi, dopo aver approvato il piano 2016-2018, ci preoccupano perche’ nel confermare gli investimenti, pare che si punti sulla riduzione dei costi e sulla possibile dismissione di Tim Brasile”.

Per il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, “è’ difficile dare giudizi, bisogna vedere alla fine quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere e quali le alternative”. “Tanti imprenditori italiani sono attivi e crescono sui mercati mondiali – ha detto inoltre Squinzi oggi a margine dell’assemblea di Federchimica – pensate cosa ha fatto Campari in Francia. Non esiste una linea precisa”.

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