RISORSE FRESCHE

Telecom si finanzia per 1,3 miliardi

Convertendo a scandenza 2016. Ricavi sostanzialmente stabili ma peggiora la redditività della gestione operativa. Indebitamento in calo di oltre un miliardo. In cassa liquidità per 24 mesi. Confermati i target per fine anno anche se rimangono le incertezze legate ad eventuali modifiche del quadro normativo e all’andamento del mercato

Pubblicato il 07 Nov 2013

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Nessun aumento di capitale ma emissione di un bond convertendo per un massimo di 1,3 miliardi con scadenza a novembre 2016. Questa la decisione presa dal Cda di Telecom Italia. L’Ad Marco Patuano dunque tira dritto per la sua strada nonostante il numero uno di Findim, Marco Fossati, abbia deciso di andare al duro scontro al punto da chiedere l’azzeramento del board.

In dettaglio, il collocamento istituzionale – rivolto esclusivamente a investitori qualificati, al di fuori degli Stati Uniti, Australia, Canada e Giappone – è immediato e l’azienda si attende termini il prima possibile ed in ogni caso entro l’8 novembre 2013. Tuttavia, i Joint Bookrunnes dell’offerta si riservano il diritto di terminare il collocamento istituzionale in qualsiasi momento.

In occasione del Cda sono stati anche approvati i conti della trimestrale e dei primi nove mesi 2013. Il risultato netto consolidato dei primi nove mesi risulta in perdita di 902 milioni, rispetto ai 1.938 milioni di euro nei primi nove mesi 2012). I ricavi dei primi nove mesi si attesta a 20.389 milioni di euro (-2,1% in termini organici rispetto a un anno fa) e l’ebitda risulta in calo (in termini organici) del 6,9% a quota 7.933 milioni di euro. L’ebit dei primi nove mesi è a quota 1.834 milioni (-12,8% in termini organici rispetto ai primi nove mesi del 2012). E al netto della svalutazione dell’avviamento per circa 2,2 miliardi di euro, il risultato si attesta a 4.021 milioni. Si riduce ulteriormente il debito, di 1,26 miliardi di euro rispetto al 30 settembre 2012 – ora dunque a quota 28.229 milioni di euro – e nel solo terzo trimestre la riduzione è stata di 584 milioni di euro. L’operating free cash flow dei nove mesi – a quota 2.777 milioni di euro – ha consentito di compensare pagamenti di dividendi e imposte per complessivi 1,1 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2013. Il margine di liquiditàl 30 settembre 2013 è pari a 13.453 milioni di euro e consente una copertura delle passività finanziarie di gruppo per i prossimi 24 mesi.

L’azienda conferma i target di fine anno, prevedendo per l’intero esercizio ricavi sostanzialmente stabili rispetto al 2012, una riduzione percentuale dell’ebitda a “mid-single digit” e un indebitamento finanziario netto rettificato inferiore a 27 miliardi. Ma precisa: “I risultati a consuntivo potrebbero differire, anche significativamente, da quelli previsti per l’intero esercizio 2013”, precisa Telecom nella nota sulla trimestrale. “Le informazioni previsionali si basano infatti su alcune assunzioni, ritenute ragionevoli, con particolare riferimento alle dinamiche competitive del mercato delle telecomunicazioni, ai continui sviluppi della concorrenza che caratterizzano il business delle Tlc in conseguenza del possibile ingresso di nuovi competitors e dell’introduzione di nuove ed innovative tecnologie, alle prospettive di crescita dell’economia e del mercato delle tlc, in Italia e negli altri mercati in cui il Gruppo opera, ai possibili sviluppi normativi e regolamentari, all’andamento dei mercati finanziari. Per loro natura tali valutazioni comportano rischi ed incertezze dipendenti da molteplici fattori, la maggior parte dei quali è al di fuori della sfera di controllo del gruppo”.

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