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DATI FINANZIARI

Telecom torna all’utile e batte le attese, Patuano: “Avanti tutta sulla fibra”

Profitti a quota 985 milioni nei primi 9 mesi dell’anno. Il debito cala di 800 milioni. L’Ad: “Abbiamo superato la guerra dei prezzi con la nostra politica basata sulla qualità del servizio”. E sul Brasile: “Obbligatorio valutare opportunità strategiche”

07 Nov 2014

F.Me.

Telecom Italia torna all’utile. Nei primi 9 mesi del 2014, la compagnia ha generato un utile netto di 985 milioni di euro, che si confronta con la perdita di 902 milioni registrata nello stesso periodo dell’anno scorso, sul quale pesava, però, la svalutazione dell’avviamento per 2,187 miliardi. In calo i ricavi del 9,1% a 15,972 miliardi, ma a parità di perimetro di consolidamento ed escludendo la variazione dei tassi di cambio, il calo sarebbe stato contenuto al 6% (-1,012 miliardi).

In calo anche l’Ebitda o margine operativo lordo del 7,7% a 6,588 miliardi, mentre l’Ebit o risultato operativo si è attestato a 3,393 miliardi, in forte aumento rispetto agli 1,483 dell’anno precedente, anche se vi pesava una svalutazione di 2,19 miliardi. In crescita, però, la marginalità, che passa dal 40,7% al 41,2%.

Riferendoci al solo terzo trimestre, i ricavi risultano in calo a 5,42 miliardi dai 5,68 dello stesso periodo del 2013. L’Ebitda si è attestato a 2,44 miliardi dai 2,24 del terzo trimestre 2013, così come l’utile netto è sceso da 505 a 442 milioni.

A fine settembre, l’indebitamento finanziario netto rettificato della compagnia era di 26,572 miliardi, -235 milioni rispetto alla fine del 2013 e -786 milioni rispetto al 30 giugno 2014. Da gennaio a luglio, gli investimenti effettuati ammontano a 2,64 miliardi, mentre il flusso di cassa generato è stato di 2,27 miliardi.

“I segnali di miglioramento che arrivano dal mercato Domestic sono ormai una realtà: abbiamo superato la stagione della ‘guerra dei prezzi’ contrapponendo la nostra politica incentrata sulla qualità del servizio a quanti prospettavano per il settore una competitività basata esclusivamente su continui ribassi, che avrebbe portato solo al declino – spiega l’Ad Marco Patuano – I nostri investimenti stanno portando risultati concreti, ad oggi sono più di 150.000 i clienti che si sono abbonati al servizio Tuttofibra, e stiamo procedendo con una media di oltre 1.500 nuovi contratti al giorno. Anche nella telefonia mobile, il 4G è ormai una tecnologia matura che sta entrando nell’uso quotidiano e che differenzia la nostra offerta rispetto a quella dei nostri competitor. Il rilancio della società è partito dal mercato italiano”.

I risultati sono in linea con il piano industriale triennale 2014-2016 e il presidente Giuseppe Recchi ha sottolineato come la compagnia perseguirà l’obiettivo dell’innovazione tecnologica, compatibilmente con la tenuta finanziaria, puntando sull’ultrabroadband fisso e mobile con circa 3 miliardi di euro all’anno.

I ricavi Domestic, pari a 11.336 milioni di euro (12.214 milioni di euro nei primi nove mesi del 2013), si riducono del 7,2% sia in termini reported che in termini organici.

In uno scenario congiunturale che continua a presentare una strutturale debolezza la performance dei primi nove mesi del 2014, in termini di variazione rispetto allo stesso periodo del 2013, presenta una riduzione del 7,2% (-878 milioni di euro), con un andamento nel terzo trimestre pari a -5,0%, in significativo recupero sia rispetto a quanto osservato nei periodi precedenti (secondo trimestre 2014: -8,2%, primo trimestre 2014: -8,3%) che all’intero esercizio 2013 (-9,5%).

La suddetta dinamica di ripresa dei ricavi è in particolare attribuibile a una progressiva stabilizzazione della customer base e dell’ARPU sui servizi voce tradizionali, prevalentemente sul Mobile, e ad una crescita dei ricavi Broadband Fisso, ICT e Mobile Internet.

Nel dettaglio i ricavi Core Domestic sono pari a 10.551 milioni di euro e si riducono del 7,5% (11.403 milioni di euro nei primi nove mesi del 2013).

I ricavi Consumer dei primi nove mesi del 2014 del segmento Consumer sono pari a 5.414 milioni di euro, con una riduzione di 517 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2013 (-8,7%). La performance, seppure ancora negativa, conferma il trend di recupero rispetto ai primi mesi dell’esercizio, registrando un peggioramento nel terzo trimestre 2014 rispetto allo stesso periodo del 2013 pari a -5,2%, in ripresa rispetto a quanto rilevato nei trimestri precedenti (-9,2% nel secondo trimestre rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente e -11,7% nel primo trimestre).

Tale recupero si evidenzia in particolare sui servizi Mobile (-335 milioni di euro pari a -12,4% nei primi nove mesi del 2014; -6,6% nel terzo trimestre 2014, a fronte di -13,7% nel secondo trimestre e -16,9% nel primo trimestre). Su tale risultato influisce il miglioramento della performance competitiva con progressiva stabilizzazione della customer base e dell’Arpu sulla voce e la costante crescita dell’internet mobile. Anche il Fisso presenta segnali di ripresa rispetto al trend di deterioramento osservato nel primo semestre: i ricavi da servizi dei primi nove mesi del 2014 presentano infatti una riduzione di 204 milioni di euro, pari a -6,7% con una performance nel terzo trimestre pari a -6,1% (a fronte di -7,9% nel secondo trimestre e -6,2% nel primo trimestre), grazie alla buona tenuta della market share ed al positivo andamento dell’ARPU, sostenuto dalla maggiore incidenza dei clienti con soluzioni flat e con upgrade di servizio (Superinternet e Fibra) e ad una crescita dei ricavi da servizi Broadband/Internet;

I ricavi del segmento Business sono pari a 3.589 milioni di euro con una riduzione di 296 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2013 (-7,6%). Il terzo trimestre, pur presentando una performance negativa rispetto allo stesso periodo del 2013, mostra segnali di miglioramento rispetto ai periodi precedenti, registrando un peggioramento di -5,8% rispetto allo stesso periodo del 2013, a fronte di -9,1% nel secondo trimestre e -7,8% nel primo trimestre. La flessione riguarda interamente i ricavi da servizi (-347 milioni di euro nei primi nove mesi del 2014 rispetto ai primi nove mesi del 2013), di cui -132 milioni di euro sul Mobile (-12,7%) e -221 milioni di euro sul Fisso (-8,2%).

In particolare sul Mobile, nonostante l’efficacia delle azioni di difesa e sviluppo della customer base (che presenta infatti una crescita del 3,3%), si conferma una contrazione di fatturato sui servizi tradizionali voce e messaging (-147 milioni di euro nei primi nove mesi del 2014, rispetto allo stesso periodo del 2013), attribuibile ad una dinamica di riposizionamento dei clienti su formule a minor livello complessivo di Arpu. Sul Fisso continua ad influire il negativo contesto congiunturale e la contrazione dei prezzi sempre sui servizi tradizionali voce e dati, ma con segnali di recupero nell’ultimo trimestre grazie alla costante crescita sui servizi Ict (+6,0% nel terzo trimestre 2014, di cui +17,5% sul Cloud);

Il segmento Wholesale presenta nei primi nove mesi del 2014 ricavi pari a 1.373 milioni di euro, con una riduzione rispetto al corrispondente periodo del 2013 di 57 milioni di euro (-4,0%). La flessione è prevalentemente riconducibile alla riduzione dei prezzi di terminazione fisso e mobile, all’avvio della migrazione verso soluzioni infrastrutturali IP e al calo dei prezzi sul roaming nazionale.

I ricavi dei primi nove mesi del 2014 di International Wholesale sono pari a 905 milioni di euro, in flessione rispetto al corrispondente periodo del 2013 (-30 milioni di euro, -3,2%). Risultano in contrazione sia i ricavi per i servizi Fonia (-15 milioni di euro, -2,2%) che i ricavi per i servizi IP/Data (-11 milioni di euro, -5,4%) per effetto dello sviluppo di dinamiche competitive con contrazione dei prezzi. Anche il segmento di business dedicato alle società multinazionali presenta una leggera flessione (-2 milioni di euro, -5,3%) mentre risultano in lieve crescita i ricavi per i servizi Mobile (+3 milioni di euro, +16,8%).

I ricavi del gruppo Olivetti nei primi nove mesi del 2014 sono pari a 154 milioni di euro, con una riduzione di 20 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2013 (-11,5%).

Sulla diminuzione dei ricavi incidono vari fattori, quali, principalmente, il rallentamento delle vendite all’estero (-13 milioni di euro, dei quali 5 milioni di euro in Sud America, 4 milioni di euro in Europa e quasi 4 milioni di euro nel Far East, Middle East e Africa).

I ricavi del gruppo Tim Brasil nei primi nove mesi del 2014 sono pari a 14.330 milioni di reais e risultano in calo del 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio 2013 (-408 milioni di reais). I ricavi da servizi si attestano a 12.129 milioni di reais, con una riduzione di 230 milioni di reais rispetto ai 12.359 milioni di reais dello stesso periodo del 2013 (-1,9%). I ricavi da vendita di prodotti si riducono, invece, da 2.379 milioni di reais dei primi nove mesi del 2013 a 2.201 milioni di reais dei primi nove mesi del 2014 (-7,5%); tale decremento è da attribuirsi a una contrazione dei volumi venduti, solo parzialmente compensata da un incremento dei prezzi. E proprio sul Brasile Patuano ha posto l’accento in conference call. “Penso che sia obbligatorio esplorare la possibilità di un’opportunità strategica”, ma Telecom Italia ha come punto di riferimento la disciplina finanziaria e la creazione di valore ha precisato.

“Non siamo disperati. Non vogliamo fare un deal a ogni costo – ha aggiunto – Se possiamo avere un buon deal lo proporremo. Ma non è obbligatorio. Penso che abbiamo dimostrato di essere in grado di fare le nostre analisi, il board è con noi, non abbiamo più conflitti di interesse. La governance è best in class. Mi sento molto a mio agio nel fare analisi e nel discutere nel board. Se ci saranno opportunità per creare valore noi saremo lì”.

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