LA PRESA DI GVT

Telecom-Vivendi, fari sul vertice di oggi

Incontro in Costa Smeralda fra i vertici delle aziende. Sul tavolo la proposta industriale di Marco Patuano. Focus sulla governance della newco che verrebbe a formarsi con l’integrazione Gvt-Tim Brasil. Ora la parola passa al cda del 27 cda di Telecom Italia

22 Ago 2014

r.c.

Sembra siano in arrivo buone notizie dalla Sardegna, a conclusione dell’incontro fra Marco Patuano e Vincent Bolloré. Stando a Milano Finanza è emersa dal vertice una visione condivisa sulle prospettive industriali dell’accordo per l’alleanza tra le due società. Ora la parola spetta però al cda di Telecom Italia, in calendario mercoledì prossimo 27 agosto, durante il quale verrà presentato il piano da sottoporre al vaglio della riunione del board di Vivendi il giorno successivo.

All’incontro organizzato in Costa Smeralda, ancora in corso mentre scriviamo, hanno preso parte il numero uno di Mediobanca (che oltre che socio finanziario è anche advisor di Telecom I. nell’operazione allo studio), Alberto Nagel, insieme a Giuseppe Recchi, Marco Patuano e Tarak Ben Ammar, rispettivamente presidente, ad e consigliere di Telecom. Alla riunione prenderà parte anche Vincent Bollorè, principale azionista di Vivendi (5,04%) nonché presidente dell’azienda transalpina.

L’incontro di oggi punta su una delle questioni più delicate dell’offerta per Gvt, ovvero la governance della nuova società che si verrebbe a formare con l’integrazione con Tim Brasil. I tempi sono comunque stretti, in vista del Cda di Telecom convocato per mercoledì pomeriggio.

Secondo indiscrezioni di stampa il piano messo a punto da Patuano prevede che Gvt venga pagata per due terzi in azioni Telecom e Tim Brasil, rivenienti da due aumenti di capitale dedicati a Vivendi, e per un terzo cash. Sulla base di una valorizzazione di Gvt di 7,2 mld, Vivendi riceverebbe in cambio titoli Telecom e Tim Brasil per 4,8 mld, mentre il saldo di 2,4 mld verrebbe versato dalla controllata brasiliana in contanti.

Fra le ipotesi allo studio quella che, in caso di alleanza con Vivendi, Telecom Italia detenga una quota di controllo del 51% della newco brasiliana composta da Tim Partecipacoes (posseduta al 67% da Tim Brasil) e Gvt. Vivendi manterrebbe il 14-15%. Allo studio i termini dell’ingresso di Vivendi in Telecom con una quota del 15-20% probabilmente attraverso un aumento di capitale riservato da portare in assemblea per avere il via libera dei due terzi del capitale presente. Vivendi diventerebbe socio di riferimento scalzando Telefonica. Lo schema è un’alleanza carta contro carta con un saldo cash per Vivendi sotto i 500 milioni. Il punto interrogativo rimane il tipo di mix migliore per scambiare azioni e attività. Tim Brasil potrebbe entrare in Gvt con una combinazione di contanti e titoli di Tim Partecipacoes mentre il pacchetto rimanente di Gvt verrebbe conferito nell’aumento di capitale Telecom Italia.

Secondo Reuters però si va facendo strada l’ipotesi che Telecom Italia possa invece detenere una quota di minoranza nella società brasiliana che nascererebbe dalla fusione GVT-Tim Brasil, contro patti che però le garantirebbero una posizione forte nella governance, mentre l’ingresso di Vivendi nel capitale del gruppo italiano sarebbe regolato da opzioni.

Sarà preponderante il ruolo dei consiglieri indipendenti al cda Telecom della prossima settimana. Previsto l’assenso dei soci italiani di Telco, Generali, Mediobanca e Intesa Sanpaolo che dall’operazione potrebbero aspettarsi una valorizzazione più congrua per rivendere le proprie quote.

L’incognita numero uno è la reazione di Telefonica da cui ci si aspetta una controffensiva, non solo attraverso un rialzo sul prezzo, ma anche aggiungendo collaborazioni industriali.

Un altro ostacolo potrebbe venire dalle risposte che Cade e Anatel, i due antitrust brasiliani, daranno ai consulenti di Telecom sulla fattibilità di un piano che, creando un nuovo campione nazionale, potrebbe sollevare riserve.

Gli analisti hanno messo sotto la lente le mosse del gruppo italiano. Secondo Nomura “con il mercato brasiliano sempre piú orientato alla convergenza dei servizi, per Telecom è imperativo competere in modo aggressivo per Gvt, anche per rafforzare il proprio appeal per qualsiasi offerente interessato a quel mercato nel medio periodo”.

Secondo Banca Akros il fatto che nella proposta di Telefonica la componente cash sia la parte dominante (Akros nota, infatti, che nelle ‘battaglie’ a suon di rilanci di solito l’escalation avviene proprio sulla parte in contanti) e la possibilità di ricevere azioni Telecom non rappresenta un’esclusiva a disposizione solo dell’azienda italiana visto che la stessa Telefonica ha offerto a Vivendi la sua quota residuale in Telecom ad esercizio del bond convertibile. Inoltre, il coinvolgimento di Vivendi sembra contraddire le sua recenti strategiche e potrebbe rappresentare un ostacolo per Bollorè, mettendo in evidenza il fatto che il suo interesse non è perfettamente allineato a quello del gruppo.

Sul fronte opposto, comunque, le opposizioni interne in Telecom dovrebbero essere limitate visto che il collegamento con Vivendi è stato piú volte indicato tra le direzioni strategiche presentate da Fossati, il Governo Renzi potrebbe vedere con favore un’intesa con un player francese e i soci di Telco potrebbero essere influenzati dal ruolo centrale di Mediobanca e Generali tramite il legame strategico con Bollorè.