Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Finanziamenti

Telecom,il convertendo va subito in porto: 1,3 miliardi in cassa

Già sottoscritte tutte le obbligazioni del prestito deciso ieri dal cda. La cedola annua è del 6,125 fisso. Non è stato necessario emettere obbligazioni di risparmio

30 Nov 1999

Telecom Italia fa cassa per 1.300 miliardi. Sono bastati pochi minuti all’azienda per collocare questa mattina tra gli investitori istituzionali il prestito obbligazionario subordinato equity-linked a tasso fisso per 1.300 euro milioni a conversione obbligatoria con scadenza novembre 2016 in azioni emesso da Telecom Italia Finance e garantito da Telecom Italia spa dopo la decisione in tal senso del consiglio di amministrazione di TI scoltosi ieri.
Le obbligazioni convertende ordinarie pagheranno una cedola annuale a tasso fisso annuo pari al 6,125% e saranno fissate ad un prezzo iniziale massimo di conversione pari al 122.5% del minimo prezzo di conversione delle obbligazioni convertende ordinarie. Il minimo prezzo di conversione sarà fissato e annunciato dopo la chiusura degli scambi su Borsa Italiana questa sera.
La deomanda è stata molto forte, tanto che non è stato necessario collocare anche obbligazioni convertende di risparmio.
Telecom Italia Finance presenterà la richiesta di ammissione a quotazione delle obbligazioni convertende ordinarie su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione riconosciuto a livello internazionale, entro e non oltre il 15 marzo 2014.
I proventi derivanti dalle obbligazioni convertende, informa una nota della società, “saranno destinati al perseguimento degli obiettivi aziendali generali” di Telecom Italia.
L’operazione era stata criticata dall’Asati, l’associazione dei piccoli azionisti di Telecom Italia in quanto rivolta soltanto agli investitori istituzionali senza consentire la partecipazione degli azionisti della società

Articolo 1 di 5