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Telefonia fissa, basta vincoli per Telecom Italia

Una delibera Agcom, sottoposta a consultazione pubblica, propone la rimozione gli obblighi imposti all’incumbent nel 2006. “L’Italia è giunta a un sufficiente grado di concorrenza”

08 Apr 2010

Nelle chiamate da telefono fisso, sia per le famiglie che per gli
uffici, l'Italia è giunta a un sufficiente grado di
concorrenza, pertanto è possibile eliminare gli obblighi imposti
in passato a Telecom Italia per limitarne il potere di mercato. A
questa conclusione è arrivata l'Agcom che ha elaborato una
delibera posta ora al vaglio dei soggetti interessati, tra cui
anche operatori e associazioni dei consumatori, e che verrà
emanata dopo la relativa consultazione pubblica.

Tra gli obblighi che l'Agcom intende rimuovere – anche se
prevedendo un periodo di tempo transitorio di sei mesi a partire
dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, c'è quello di
comunicare preventivamente le variazioni di prezzo
all'Autorità stessa, perché questa essa possa controllarne la
replicabilità  da parte degli operatori alternativi:
l'obbligo, tuttavia, cade per le sole offerte di traffico
telefonico, e non per quelle che comprendono anche il canone, per
il quale rimane in vigore la comunicazione preventiva.
La delibera, sulla quale i concorrenti potranno dire la loro entro
30 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, prende le
mosse dall'analisi dei mercati 3 e 5, che nel 2007 la
Commissione europea ha eliminato dalla lista di quelli da
regolamentare, grazie all'avanzare della concorrenza. Per
poterli regolamentare ex ante, quindi, le Autorità dei vari Paesi
devono dimostrare
che i criteri scelti dalla Commissione europea per misurarne la
liberalizzazione non vengono soddisfatti.

Nella sua analisi,l'Agcom ha rilevato che, per quanto riguarda
il primo criterio, ''lo sviluppo delle reti degli operatori
alternativi e gli obblighi imposti nei mercati a monte riducono
considerevolmente le barriere all'ingresso
individuate''. Giudizio positivo anche sul secondo
criterio: ''Anche qualora i mercati considerati fossero
caratterizzati da forti ostacoli all'accesso dicarattere non
transitorio – si legge nella delibera – vi sono altri fattori che
caratterizzano tali mercati, quali l'andamento decrescente
delle quote di mercato dell'incumbent e dei prezzi che indicano
che i mercati in esame tendono verso una situazione di concorrenza
effettiva''.
L'Autorità ritiene quindi che ''la struttura e le
dinamiche riscontrate'', insieme alla regolamentazione
dell'accesso, ''siano in grado di ridurre le barriere
all'entrata nei mercati analizzati'', per questo i
rimedi imposti a Telecom Italia nel 2006 possono essere
rimossi.

Tra gli altri obblighi che cadranno, sempre dopo un periodo
transitorio di sei mesi, c'è quello che vieta a Telecom di
accorpare in modo indebito i servizi offerti: in sostanza l'ex
monopolista potrà offrire sul mercato le chiamate in abbinamento
al canone e a Internet, senza l'obbligo di venderli anche
disgiunti. Il colosso telefonico potrà anche prevedere delle
offerte mirate a determinati
clienti, per esempio di un operatore concorrente, pratica
commerciale fino a oggi non possibile: resta comunque fermo il
potere di vigilanza dell'Autorità su questo tema.

Per quanto riguarda l'obbligo relativo alla trasparenza e alla
pubblicazione delle informazioni, è vero che con la delibera
decade ma in realta' delibere successive e altre norme lo
prevedono per tutte le compagnie, quindi anche per Telecom Italia.
L'obbligo di selezione e preselezione del vettore, infine,
ritorna nelle norme relative all'interconnessione.