SERVIZIO UNIVERSALE

Telefonia pubblica, cambiano le regole: cadono gli obblighi per Tim

L’Agcom delibera la revisione: la telco non sarà più tenuta a rispettare alcun criterio di distribuzione delle postazioni sul territorio nazionale, né tantomeno determinate condizioni economiche. Ma dovrà garantire la presenza in ospedali e strutture sanitarie con almeno 10 posti letto e in carceri e caserme con almeno 50 occupanti

Pubblicato il 25 Mag 2023

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Le postazioni di telefonia pubblica distribuite sul territorio nazionale non saranno più obbligatorie. Lo ha stabilito Agcom con la delibera n. 98/23/Cons in linea con quanto stabilito dall’articolo 97 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche. Secondo l’Autorità non è  più necessario continuare a garantire la disponibilità, nell’ambito degli obblighi del servizio universale.

Per ospedali, caserme e carceri garanzia del servizio

“Con tale provvedimento Tim non sarà più tenuta a rispettare alcun criterio di distribuzione delle postazioni di telefonia pubblica stradale sul territorio nazionale, né tantomeno determinate condizioni economiche”, si legge nel provvedimento. L’Autorità ha però stabilito che Tim continui a garantire la disponibilità di postazioni nei luoghi di rilevanza sociale, quali ospedali e strutture sanitarie equivalenti, con almeno 10 posti letto, carceri, caserme, con almeno 50 occupanti. La telco dovrà dunque garantire “un servizio telefonico che abbia le caratteristiche tipiche dei servizi pubblici: disponibilità per chiunque ne faccia richiesta e condizioni economiche regolate”, spiega l’Autorità.

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