Il divieto di telefonate indesiderate, introdotto ad aprile dal decreto Bollette per l’offerta commerciale di energia e gas, viene ora esteso anche all’ambito delle telecomunicazioni. È quanto prevede l’emendamento al decreto Accise ter approvato ieri in Commissione Finanze al Senato (nonostante l’assenza di parere favorevole da parte del governo).
I primi firmatari dell’emendamento che stringe ulteriormente la vite per il telemarketing selvaggio, i senatori della Lega Massimo Garavaglia e Giorgio Maria Bergesio, parlano di “un segnale importante a tutela dei cittadini, spesso bersaglio di telefonate invasive e ingannevoli”, ma la misura incontra un largo consenso anche nel mondo degli operatori Tlc, che vedono in questo intervento anchela correzione di un’asimmetria che rischiava di introdurre discipline differenti in mercati sempre più integrati.
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L’interrogazione dei senatori PD
Sul tema, a maggio c’era stata un’interrogazione al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso da parte dei senatori del Partito Democratico Cristina Tajani, Antonio Nicita e Antonio Misiani, che chiedevano al governo di intervenire per correggere gli effetti del decreto Bollette sulla vendita telefonica di servizi energetici.
Secondo i firmatari dell’interrogazione la norma nella sua forma originaria produceva un effetto distorsivo nel mercato delle offerte multiutility: le compagnie di telecomunicazioni che offrono anche servizi energetici non possono contattare i propri clienti telefonia o connettività per proporre loro luce e gas. Gli operatori energetici, al contrario, mantengono la possibilità di fare cross selling verso i propri clienti energia per offrire servizi di connettività e telecomunicazione.
Da qui discende un’asimmetria competitiva: soggetti che concorrono sugli stessi clienti, spesso attraverso canali commerciali analoghi e con pacchetti convergenti, vengono sottoposti a regole diverse.
In altre parole, la prima stretta colpiva il canale di acquisizione degli operatori che arrivano all’energia da altri settori, mentre lasciava intatto il vantaggio degli incumbent energetici che dispongono già di una base clienti luce e gas. La questione, spiegavano i senatori nell’interrogazione, non riguarda la necessità di contrastare le pratiche aggressive, ma il modo in cui il divieto viene applicato.
La nuova formulazione conferma il meccanismo di ingaggio
La formulazione che ha ottenuto il via libera dei senatori ieri mantiene comunque l’impianto della stretta adottata ad aprile, che prevede che il professionista possa contattare il consumatore per telefono, anche mediante l’invio di messaggi, qualora vi sia stata una richiesta effettuata direttamente al professionista oppure nel caso in cui il contatto sia stato effettuato nei confronti dei propri clienti di energia elettrica e gas che abbiano espresso specifico consenso a ricevere proposte di natura commerciale. Prevede inoltre che le chiamate debbano essere effettuate da un professionista con un numero che lo identifichi univocamente. In caso contrario i contratti sono nulli.
In mattinata era stata presentata in commissione una terza versione dell’emendamento che non prevedeva la possibilità di chiamate qualora vi fosse stata richiesta o consenso da parte del consumatore né il numero univoco per i professionisti, ma non è stata posta al voto.
Il plauso delle associazioni dei consumatori
Positivo il giudizio delle associazioni dei consumatori: il Codacons afferma che “è stato sventato un vero e proprio blitz a danno dei consumatori attraverso un emendamento incomprensibile che rappresentava un pericoloso passo indietro contro le telefonate selvagge. Ora finalmente le tutele previste per l’energia elettrica ed il gas si estenderanno anche al settore delle Tlc, mentre si attendono i provvedimenti di Agcom e Garante Privacy per rendere pienamente operative tutte le misure previste dal Decreto bollette e che scatteranno il prossimo 19 giugno”.
Anche per l’Unc si tratta di “un’ottima notizia”. In particolare Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha dichiarato che “gli italiani sono arcistufi di ricevere telefonate moleste negli orari meno opportuni. Ben venga, quindi, l’estensione alla telefonia del divieto di telefonate commerciali non richieste, già previsto per i contratti di energia elettrica e gas. Anche se la materia è meno complessa rispetto all’energia, dove è impossibile nell’arco di una chiamata avere un quadro adeguato per una scelta consapevole, si tratta di un giro di vite sacrosanto. Certo”, ha puntualizzato Dona, “non si può dire che la materia sia attinente ad un decreto legge sulle accise, ma se il Parlamento è oramai privato delle sue competenze in materia legislativa e costretto quasi soltanto a ratificare i provvedimenti d’urgenza del Governo, allora si tratta di legittima difesa”.






