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LA VERTENZA

Teleperformance ritira i licenziamenti

Trovata l’intesa con i sindacati: i 785 lavoratori dichiarati in esubero torneranno a lavoro dopo un periodo iniziale di cassa integrazione. Fabio Gozzo (Uilcom): “Abbiamo evitato una situazione di allarme sociale”

11 Gen 2013

Federica Meta

Accordo raggiunto sulla vertenza Teleperformance che aveva annunciato il licenziamento di 785 lavoratori (621 a Taranto e 164 a Fiumicino). Secondo l’intesa trovata oggi al ministero del Lavoro, dopo un iniziale periodo di cassa integrazione di 3 e 6 mesi sulle sedi di Fiumicino Parco Leonardo e Taranto, i 785 lavoratori dichiarati in esubero torneranno tutti al lavoro con la possibilità di mantenere inalterato orario di lavoro e retribuzione di fatto. A fronte di ciò le organizzazioni sindacali hanno ritenuto necessario attivare in via temporanea per 30 mesi gli strumenti previsti in sede di legge 223/91 art. 4 e dall’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 per l’equiparazione economico inquadramentale del personale, la pianificazione temporale della prestazione lavorativa, la maturazione degli scatti di anzianita’, la definizione del salario di produttività.

“Grazie ad una difficile opera di mediazione – dice Fabio Gozzo della Uilcom Nazionale – abbiamo raggiunto un risultato importante e di grande soddisfazione e valore del quale, come Uilcom, rivendichiamo il merito perché con tale accordo si è evitato il licenziamento di centinaia di persone che, sopratutto in una città come Taranto già fortemente provata dalle note vicende dell’Ilva, avrebbe determinato una situazione di vero e proprio allarme sociale e si sono create le condizioni di rilancio dell’azienda”.

La proposta presentata ai sindacati da Teleperformance al tavolo prevedeva una rimodulazione dell’orario di lavoro su 33 ore settimanali di cui 13 ore, quelle attualmente coperte dalla Cig, a pianificazione variabile in base alle esigenze produttive.

L’azienda multinazionale dei call center, tra le prime in Italia ad aver stabilizzato già dal 2007 circa 2700 persone su attività sia di inbound che di outbound, ha registrato negli ultimi 2 anni un periodo di difficoltà dovuto alle mutate condizioni di mercato ed alla crisi economica che ha portato già al licenziamento di 330 persone nella sede di Roma.

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