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IL PARERE

Terminazione mobile, l’Antitrust: “Prezzi devono scendere, Italia si allinei subito all’Europa”

L’Autorità rileva “un disallineamento rispetto ai valori dei paesi più efficienti” e invita ad intervenire “anticipando al 2020 i valori target”

04 Feb 2019

F. Me

Sui prezzi di terminazione mobile l’Italia si allinei all’Europa. Lo dice l’Antitrust nel parere richiesto da Agcom in merito alla delibera di consultazione pubblica recante “Consultazione pubblica concernente l’identificazione e l’analisi dei mercati dei servizi di terminazione delle chiamate vocali su singole reti mobili”.

Agcom rileva per l’Italia “un disallineamento crescente del prezzo di terminazione rispetto ai valori dei paesi più efficienti” e “il più alto rapporto in Europa tra prezzo di terminazione mobile e prezzo di terminazione fissa”.

“Tale situazione appare suscettibile di creare distorsioni della concorrenza, in particolare tra operatori fornitori e richiedenti il servizio di terminazione, tra operatori con diversi flussi di traffico e tra operatori che utilizzano diverse tecnologie di rete – si legge nel parere – Considerato il livello di armonizzazione del trattamento regolamentare dei prezzi raggiunto in Europa, appare opportuno, per assicurare i dovuti livelli di efficienza e la minimizzazione delle possibili distorsioni di mercato che deriverebbero da prezzi eccessivi, che il suindicato modello di costo elabori e determini il prezzo di terminazione in Italia non solo sulla base di variabili afferenti a generici operatori efficienti, ma anche in relazione ai prezzi di terminazione vigenti nei Paesi europei con i livelli di prezzo più bassi.

Secondo Agcm tali efficienze dovrebbero essere riflesse nei prezzi di terminazione mobile, in tempi rapidi, “possibilmente già a partire dal 2019 e anticipando al 2020 i valori target della terminazione, in linea con gli altri Paesi europei”.

In merito alla simmetria dei prezzi di terminazione tra tutti gli operatori, Agcm osserva come i maggiori disallineamenti siano riscontrabili nelle condizioni tecniche ed economiche di fornitura dei servizi accessori. Tra questi: la configurazione dell’interconnessione; la co-ubicazione in centrale; le interfacce di accesso ai nodi; l’energia e il condizionamento in centrale; i flussi d’interconnessione; il servizio di triggering; l’espletamento di studi di fattibilità.

Antitrust condivide inoltre le proposte Agcom in merito alla definizione di dodici mercati rilevanti, di dimensione geografica nazionale, dei servizi di terminazione di chiamate vocali su singola rete mobile.

Ok anche all’identificazione di dodici operatori detentori di significativo potere di mercato, tra cui gli operatori Mno, titolari della rete di accesso radiomobile, e gli operatori Full Mvno, “in quanto in grado di negoziare le condizioni economiche e di gestire il servizio di terminazione del traffico”, conclude l’Autorità.

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