LA GUERRA DELLE TARIFFE

Terminazione mobile, schiaffo dell’Europa alla Germania

La Commissione Ue alza il tiro contro le authority nazionali. E si appresta ad aprire una procedura d’infrazione sulla proposta di revisione delle tariffe deliberata dall’authority tedesca. Mossa a sorpresa dopo la “sconfitta” della Kroes sul mercato unico Tlc

Pubblicato il 09 Dic 2013

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La Commissione europea si appresta ad aprire una procedura d’infrazione contro la Germania sulla proposta di revisione delle tariffe di terminazione mobile deliberata dall’authority per le tlc nazionale (BNetzA) nel gennaio di quest’anno. Secondo quanto rivelato dal servizio d’informazione Mlex, lo scorso 29 ottobre Bruxelles ha notificato al governo tedesco una richiesta di chiarimenti che formalizza l’ultimo passaggio preliminare prima dell’avvio di un’azione legale.

Quest’informativa negli ambienti comunitari, e non solo, è definita come lettera di “pre-procedura”, poiché si traduce quasi sempre nell’apertura di una procedura vera e propria. Che peraltro, nel caso della Germania, appare ormai ineluttabile. E che, fatto più importante, segnerebbe un precedente rivoluzionario per il diritto europeo, andando a impattare frontalmente su altri contenziosi simili, a cominciare da quello tra Agcom e la stessa Commissione sulle tariffe dell’Ull. In altre parole significa che le perplessità affiorate nelle ultime settimane sulla fattibilità legale di una messa in procedura dell’Italia da parte di Bruxelles riguardo i canoni di unbundling 2013 verrebbero in parte fugati. Perché il caso tedesco indica che per la prima volta la Commissione sarebbe pronta a “incriminare” uno stato membro sulla scorta di un rimedio regolamentare stabilito da un’authority indipendente, e sul quale – in teoria – non ha alcun potere di veto.

Il prologo alla vicenda somiglia molto a quello che sta vivendo in questi giorni il Garante italiano. Lo scorso 28 giugno, dopo una fase di conciliazione conclusasi senza trovare un compromesso, la Commissione Ue aveva lanciato una scomunica ufficiale contro BNetzA consegnando ad una raccomandazione la richiesta ufficiale di abbassare le nuove tariffe di terminazione mobile. Stando a quanto lamenta l’Esecutivo di Bruxelles, il nuovo regime – per il momento sospeso – si potrebbe tradurre in un rincaro dell’80% delle stesse tariffe, con conseguenti e pesantissime ricadute sulle bollette di consumatori e imprese del paese. Di qui l’invito ad accantonarlo o quantomeno emendarlo, che però è stato fino ad oggi ignorato dal regolatore tedesco.

Nella raccomandazione inviata a BNetzA, Bruxelles argomentava che le nuove tariffe non ottemperano ai principi e gli obiettivi del quadro regolamentare europeo in materia di telecomunicazioni, incardinati come sono sulla promozione di maggior concorrenza nell’interesse dei consumatori. Nello specifico, la proposta del regolatore tedesco snobba il metodo di calcolo per le terminazioni mobili suggerito dalla Commissione in una raccomandazione del 2009. Peggio, essa delinea un “trattamento speciale”, ossia preferenziale, nei confronti dei 4 principali operatori mobili tedeschi: a tutte spese non solo dei loro omologhi stranieri, ma anche dei consumatori che risiedono in altri paesi tenuto conto degli effetti che il regime proposto avrebbe sulle tariffe di roaming. Va anche detto che per ragioni analoghe anche le nuove tariffe di terminazione fissa tedesche sono nel mirino di Bruxelles, oggetto anch’esse di un’indagine ufficiale.

Il Commissario per l’agenda digitale Neelie Kroes appare dunque sempre più determinata a forzare i confini dei trattati per costringere le authority europee a convergere verso tariffe uniformi in tutto il continente, un passaggio che reputa imprescindibile per attirare più investimenti nel malconcio mercato delle tlc europeo. Per parte loro, i regolatori nazionali non vogliono intendere ragione, e a difesa della loro autonomia hanno a più riprese agitato la “specificità” di ciascun mercato nazionale. La Commissione Ue ha provato a disarcionarli “con le buone”, essendosi attribuita nuovi poteri di veto sui rimedi regolamentari nel pacchetto sul mercato unico presentato in settembre. Ma, come spiega una fonte interna alla Commissione, “visto che l’approvazione di quest’ultimo è sempre più in bilico, per via del crescente scetticismo di stati membri e Europarlamento, la Kroes sta cominciando a tirare fuori l’artiglieria pesante”. Affidandosi all’extrema ratio, in questo caso assolutamente inedita, della procedura d’infrazione. Agcom è avvisata.

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