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L'EVENTO

Tim, al via la “madre di tutte le assemblee”: presente il 66,77% capitale

A Rozzano l’assise dei soci presieduta dal vicepresidente Franco Bernabè: all’ordine del giorno il rinnovo del Cda. Vivendi ed Elliott alla resa dei conti

04 Mag 2018

F. Me

Al via l’assemblea dei soci di Tim a Rozzano, in provincia di Milano. All’ordine del giorno il rinnovo del consiglio di amministrazione. In avvio è presente il 66,77% del capitale sociale, con la partecipazione 4100 azionisti, una percentuale in linea con le attese della vigilia. In apertura di assemblea, il vicepresidente Franco Bernabè, che dirige i lavori al posto del presidente di Tim, Arnaud de Puyfontaine, che si è dimesso lo scorso 22 marzo, ha dato lettura dei principali azionisti: Vivendi detiene la maggioranza relativa con il 23,94% del capitale, segue Paul Singer che detiene l’8,85% attraverso i fondi Elliott lnternational LP, Elliott Associates LP e The Liverpool Limited Partership. Cassa depositi e prestiti controlla il 4,78% del capitale.

E’ il giorno decisivo nello scontro per il controllo del cda tra Vivendi, primo socio del gruppo, e il fondo statunitense Elliott del finanziere Paul Singer. Entrambi i contendenti hanno proposto una lista, chi otterrà più voti dagli azionisti farà eleggere 10 membri del consiglio, i restanti 5 posti andranno alla lista sconfitta.

La media company del finanziere bretone Vicent Bollorè presenta una rosa di nomi che ricalca il cda uscente: oltre all’Ad Amos Genish, confermato dall’assemblea dello scorso 24 aprile, in lista si trovano i nomi di Arnaud Roy de Puyfontaine, Franco Bernabè, Marella Moretti, Frédéric Crepin, Michele Valensise, Giuseppina Capaldo, Anna Jones, Camilla Antonini, Stephane Roussel.

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Elliott candida una lista di nomi “di elevato standing e indiscussa personalità” – così nella nota con cui il fondo ha presentato i suoi candidati – tra cui Fulvio Conti, Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Paola Giannotti de Ponti, Luigi Gubitosi, Paola Bonomo, Maria Elena Cappello, Lucia Morselli, Dante Roscini, Rocco Sabelli. Con Elliott si è schierata Cdp, e si sono dichiarati contrari ai francesi anche i proxy advisor Glass Lewis, Iss e l’italiano Frontis. Assogestioni, in rappresentanza dei fondi, ha deciso all’unanimità di non presentare una lista alternativa a Elliott, sostenendo di fatto “un cambio della governance”, come ha spiegato il presidente Tommaso Corcos.

Nel giorno dell’assise Tim apre debole in Borsa:  il titolo, dopo i primi scambi, perde lo 0,12% a 0,84 euro.

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