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IL CDA

Tim: “Avanti con la trattativa Open Fiber”. Pace fatta con Sky, via alla nuova strategia TimVision

Approvati i conti del primo semestre: operating free cash flow a 1,5 miliardi, con un miglioramento di 604 milioni di euro. In calo il debito. Arpu in crescita sul fisso e sul mobile

01 Ago 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

Primo semestre 2019 in linea con gli obiettivi del piano triennale “TIMe to deliver and delever”. E’ quanto emerge dal cda di Tim, presieduto da Fulvio Conti, che ha confermato il mandato all’Ad Luigi Gubitosi di proseguire la trattativa sul “dossier” Open Fiber.

Il dato più significativo della semestrale riguarda l’operating free cash flow che ha raggiunto 1,5 miliardi di euro, con un miglioramento di 604 milioni di euro rispetto al primo semestre 2018. L’equity free cash flow si è attestato a 786 milioni di euro, +526 milioni di euro YoY. E conseguentemente l’indebitamento finanziario netto al 30 giugno si è ridotto di 539 milioni di euro da fine 2018 (e di 349 milioni di euro rispetto al 31 marzo 2019), raggiungendo 24,7 miliardi di euro (l’accordo vincolante per la cessione di Persidera, la cui finalizzazione è prevista entro l’anno porterà ad un ulteriore riduzione dell’indebitamento finanziario netto per 160 milioni).

Una sensibile riduzione dei costi è attesa dagli accordi firmati con Vodafone relativi alla condivisione della componente attiva della rete 5G, alla condivisione degli apparati attivi della rete 4G e all’ampliamento dell’attuale accordo di condivisione delle infrastrutture di rete passive. Gli accordi renderanno possibile una sensibile riduzione dei costi con sinergie attese per Vodafone e Tim pari a oltre 800 milioni ciascuno nei prossimi 10 anni, a cui si aggiunge un beneficio atteso in termini di Ebidta per la nuova Inwit di oltre 200 milioni al 2026, grazie a sinergie, attività contrattualizzate e nuove opportunità.

Tornando ai conti del semestre i ricavi di Gruppo nel semestre raggiungono 9,0 miliardi, con una riduzione del 3,4% YoY, quasi interamente imputabile al traffico voce internazionale di Sparkle; escludendo questa componente e i ricavi da prodotto, la variazione dei ricavi da servizi si riduce a -1,2%. L’Ebitda reported di Gruppo nei primi sei mesi è stato 4,1 miliardi di euro, con un incremento di 8,9% YoY grazie alla prosecuzione delle azioni di ottimizzazione dei costi e ad un saldo positivo delle partite non ricorrenti, che beneficiano per 662 milioni di euro dell’esito favorevole per Tim Brasil dei contenziosi relativi a una doppia imposizione fiscale in parte controbilanciati da 296 milioni di accantonamenti.  Conseguentemente l’indicatore Ebitda reported-Capex raggiunge i 2,6 miliardi di euro, con un incremento del 21,0% YoY.

Pace fatta con Sky, via alla nuova offerta TimVision

Il cda rende noto inoltre che è stato siglato l’accordo con Sky “che pone fine ad una disputa contrattuale nata alcuni anni fa e dà a Tim la possibilità di commercializzare l’offerta NowTV-Ticket Sport che contiene eventi sportivi di grande rilevanza quali le 7 partite su 10 della serie A Tim”, si legge in una nota della società. “Questo tassello importante consentirà la realizzazione di un pacchetto di offerta TimVision che aggregherà e distribuirà anche i contenuti degli altri partner di Tim: Discovery, Mediaset, Netflix, Amazon Prime ed Eurosport”.

Avanti sul dossier Open Fiber

Il management ha presentato al Consiglio di Amministrazione lo stato di avanzamento sia del progetto di sviluppo di una partnership nei servizi finanziari a supporto del business Tim, sia del confronto con Open Fiber e i suoi azionisti a seguito della firma di un Non Disclosure Agreement comunicato in data 20 giugno 2019 “confermando su quest’ultimo punto il mandato all’Amministratore Delegato a proseguire nella trattativa”, si legge nella nota.

Fibra e 5G, si prosegue con gli investimenti

Tim rende noto di aver raggiunto circa il 99% della popolazione con il 4G e l’80% con la fibra, ed è impegnata a coprire l’intero Paese con lo sviluppo di fibra, 5G (copertura nazionale prevista entro il 2025) e Fixed Wireless Access. A livello di Gruppo gli investimenti del secondo trimestre ammontano a 874 milioni di euro (-6,0% YoY), di cui 659 milioni di euro in Italia (-6,5% YoY).

I risultati del secondo trimestre 2019

I ricavi di Gruppo nel secondo trimestre si attestano a 4.523 milioni di euro (-3,9% YoY su base organica). I ricavi da servizi, pari a 4.143 milioni di euro, presentano un calo di 107 milioni di euro rispetto al secondo trimestre 2018 (-2,5% YoY) in miglioramento rispetto al primo trimestre 2019 (-3,0% YoY) seppur influenzata dalla consistente riduzione dei contratti relativi a servizi di Wholesale Internazionale a marginalità bassa o nulla avviata a inizio anno e foriera di un significativo progresso a livello di Ebitda per Sparkle (+17% YoY nel secondo trimestre). Al netto di quest’ultimo impatto (-96 milioni di euro YoY) l’andamento dei ricavi da servizi rispetto all’anno precedente è stabile (-0,4% YoY) a livello di Gruppo (-2,0% nel primo trimestre) e in riduzione dell’1,2% per il Domestic (-2,7% nel primo trimestre).

In Italia cresce l’Arpu consumer, broadband e mobile

Per quanto riguarda l’Italia, nel fisso si è registrato un incremento sia dell’Arpu consumer (+8,3% YoY) e broadband (+17,2% YoY) sia del numero di clienti fibra, retail e wholesale, che raggiungono i 6,3 milioni di linee, con una crescita del 45% YoY e del 5,6% rispetto al primo trimestre 2019. Tale continua migrazione da rame a fibra, insieme all’impatto positivo dei nuovi prezzi wholesale regolamentati e allo sviluppo del’ICT in ambito business (+16% YoY), hanno consentito una crescita dei ricavi da servizi del 2,2% YoY e di quelli complessivi del 3,0% al netto della menzionata discontinuità su Wholesale Internazionale (Sparkle).

Nel mobile si è registrata un’inversione del trend di riduzione dell’Arpu, che è cresciuto rispetto al trimestre precedente da 12,4 euro per linea / mese a 12,5 euro. Un segnale di un ritorno alla normalità del mercato si legge nella ulteriore attenuazione del fenomeno della Mobile Number Portability, che registra una flessione del 36% su base annua e dell’11% sul trimestre precedente (2,6 milioni di linee vs 2,9). Il numero complessivo delle linee mobili di Tim si attesta a 31,7 milioni a fine giugno, in crescita dello 0,1% YoY. Il tasso di disconnessione (churn rate) si è ridotto di 1.7pp YoY e di 0.9pp QoQ.

Buona performance nel Wholesale domestico

Buona la performance del Wholesale Domestico, che registra un incremento di ricavi da servizi del 14,4% YoY, per effetto della citata migrazione dei clienti da rame a fibra oltre alla stabilizzazione delle tariffe regolamentate e del segmento Business il cui fatturato cresce dello 0,4%. Il segmento Consumer risente dell’andamento del mobile, con ricavi da servizi in calo del 5,6% rispetto al secondo trimestre del 2018.

In crescita i ricavi da servizi di Tim Brasil

In Brasile Tim ha incrementato i ricavi da servizi del 2,4% YoY (+1,7% YoY nel primo trimestre) grazie alle politiche commerciali attuate nel segmento mobile e nonostante le avverse dinamiche macroeconomiche e di mercato, confermando ancora una volta la guidance.

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