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FORUM AMBROSETTI CERNOBBIO

Tim Brasil, Recchi: “Res valet quantum vendi potest”

Il presidente di Telecom Italia ribadisce il valore strategico della costola sud americana e mette a tacere le voci sul conflitto di interesse di Mediobanca in qualità di advisor nella valutazione del merger con Gvt. Alleanza con Mediaset? “Non ne abbiamo mai parlato”

07 Set 2014

Mila Fiordalisi

“Res valet quantum vendi potest”. Ha usato una massima latina il presidente di Telecom Italia Giuseppe Recchi per ribadire il valore di Tim Brasil per la compagnia di Tlc . “L’ipotesi di aggregazione con Gvt è stata una parentesi che ora si è chiusa”, ha detto il presidente in occasione del Forum Ambrosetti di Cernobbio. “’Il piano originale di Telecom sul Brasile era quello di una crescita organica”. “Con Vivendi si era presentata un’opportunità di valutare un’opzione diversa. Le operazioni si costruiscono su dei range di valutazione, su cui i board danno un’autorizzazione e poi insieme al board si era deciso fino a dove spingersi. Abbiamo deciso di avere una disciplina finanziaria, non abbiamo voluto fare nessun inseguimento al rialzo, come già aveva anticipato il nostro amministratore delegato”.

Relativamente ai presunti conflitti di interesse al momento della scelta dell’advisor per la valutazione dell’offerta su Gvt a Vivendi che ha visto in campo Mediobanca, Recchi ha puntualizzato che “bisogna separare Mediobanca come azionista, per cui ha una piccola percentuale, e Mediobanca come operatore o prestatore di denaro così come le altre banche; in più abbiamo delle procedure molto rigorose per i conflitti con le parti correlate che passano attraverso i comitati di controllo e rischi, sono gestite da consiglieri espressi dalle liste di minoranza e poi passano in consiglio per cui c’è una verifica molto puntuale. “Abbiamo valutato che Mediobanca, per le sue competenze, la sua capacità e anche per la sua conoscenza delle parti, avesse un grande valore aggiunto per noi; le banche internazionali poi non sono infinite e noi avevamo, credo le migliori”, ha aggiunto Recchi.

Il presidente è intervenuto anche in merito alla questione della governance: “Abbiamo una società che può essere considerata una public company, per cui il cantiere sulla governance è sempre aperto, i benchmarck internazionali non mancano”. “Non c’è un gruppo di lavoro preciso ma stiamo facendo esercizio di revisione della governance per vedere dove possiamo ancora migliorarla rispetto ad oggi”.

Riflettori puntati anche sulla presunta alleanza con Mediaset. “Non ne abbiamo mai parlato”, ha detto Recchi. “Quello che abbiamo detto – precisa Recchi – è che in una fase di trasformazione del settore in cui, come si è visto in altri mercati, i distributori di contenuti potrebbero avvicinarsi ai distributori di dati chiunque vende contenuti per noi è un interlocutore”. Recchi ha ricordato l’ accordo “solido e stabile con Sky” ma ogni società di contenuti, aggiunge “per noi è un venditore di prodotti”.

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