Tim Brasil, volano gli utili. Abreu: "Non c'è interesse a vendere" - CorCom

IL BILANCIO 2013

Tim Brasil, volano gli utili. Abreu: “Non c’è interesse a vendere”

La controllata di Telecom Italia archivia il 2013 con profitti a +4% e ricavi a +6,2%. Il ceo: “Siamo strategici per la capogruppo”. Gli analisti: “I risultati non impatteranno sui conti di TI”

14 Feb 2014

F.Me.

Volano gli utili di Tim Brasil. Nel 2013 la controllata di Telecom Italia ha registrato una crescita dell’utile netto del 4% a/a1,5 miliardi di reais brasiliani (460 milioni di euro circa). I ricavi netti totali, si legge in una nota, sono aumentati del 6,2% a 19,9 miliardi di reais con il fatturato del business della telefonia mobile in miglioramento del 3,5%, del traffico dati in aumento del 21,5% a 5,4 miliardi e della vendita di dispositivi in incremento del 37,4% a 3,2 miliardi. L’Arpu è peggiorato invece del 2,4% a 18,6 reais; l’Ebitda è salito del 4% a 5,2 miliardi, per un margine in flessione dal 26,7% al 26,1%, e l’Ebit del 5% a 2,44 miliardi.

Il consiglio di amministrazione ha proposto la corresponsione di un monte-dividendi di 843 milioni, il 13,5% in più rispetto all’anno scorso. La società pagherà in particolare 0,3488 reais per ogni azione ordinaria e 1,7444 per ogni certificato di deposito americano.

Gli analisti di Equita Sim hanno confermato sulle azioni ordinarie e sulle risparmio la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo rispettivamente a 0,98 euro e 0,79 euro. Gli esperti pensano che i conti del 4° trimestre 2013 di Tim Brasil, anche se un soffio sotto le attese, siano comunque “coerenti con le nostre previsioni 2013 per Telecom”.

Riguardo le speculazioni di queste settimane circa cessioni, il ceo Rodrigo Abreu, parlando in conference call, ha evidenziato che Tim Brasil ”è strategica” per Telecom e la capogruppo ”non ha interesse a venderla”. Il manager ha anche ribadito che non c’e’ nessun processo di vendita in corso.

Per il ceo i rumor sul futuro della controllata non impatteranno sul percorso strategico della società e lo ha ribadito anche agli azionisti, nella quale il manager spiega che “alla fine del 2013 ci sono state molte notizie e speculazioni sul futuro di Tim e di un eventuale consolidamento nel mercato brasiliano”, di grande importanza per il gruppo Telecom Italia e altri azionisti”.

“Mi sono personalmente impegnato – continua Abreu – a garantire che le voci non abbiano un impatto sul nostro lavoro e non toglierà l’attenzione dalla sua esecuzione quotidiana. Siamo pienamente impegnati nella realizzazione del nostro piano triennale e non lasceremo che i rumor e le speculazioni sulla nostra azienda ostacolano i nostri risultati e ci distolgano dal nostro percorso strategico”.

Abreu sottolinea che “molto è stato fatto nel 2013 sul miglioramento dell’infrastruttura e continueremo a lavorare a un ritmo intenso nel 2014. Ora siamo molto più preparati per il prossimo salto che verrà con l’intenso sviluppo dei servizi dati”. Il ceo di Tim Brasil illustra le sfide per il 2014: continuare a sviluppare il potenziale della base clienti, che oggi è la più grande comunità di utenti nel mercato brasiliano, attraverso la sostituzione fisso-mobile, soprattutto nell’uso dei dati mobili; continuare a perseguire la leadership di mercato, soprattutto nella crescita dei ricavi e dei risultati finanziari; anticipare la distribuzione e il lancio di soluzioni innovative e offerte; ampliare la qualità e la copertura in infrastrutture, “sempre alla ricerca dell’eccellenza operativa in tutto ciò che facciamo. Sono convinto che siamo sulla strada giusta”.

Secondo gli analisti i dati di Tim Brasil, sostanzialmente in linea con le attese, non avranno particolare impatto sui conti di Telecom, che saranno pubblicati agli inizi di marzo.

Mediobanca Securities afferma che “anche se i risultati brasiliani confermano un rallentamento nella crescita delle vendite, siamo stati pienamente rassicurati dall’aumento della redditività e vorremmo evidenziare l’incremento della quota di mercato nelle frequenze 4G, che si va ad aggiungere al visibile incremento dei ricavi”. Sfortunatamente, “l’impatto sui numeri di Telecom Italia potrebbe essere mitigato da un negativo effetto del cambio”, spiegano gli esperti. Piú in generale, per quanto riguarda il mercato brasiliano, gli analisti evidenziano che “resta estremamente frammentato e competitivo”.

Per gli analisti di Banca Akros i risultati di Tim Brasil sono stati “soddisfacenti” e sostanzialmente in linea “alle nostre previsioni”. La casa d’affari evidenzia l’incremento dell’Ebitda margin che è cresciuto “sia rispetto al precedente anno che su base trimestrale, grazie ad un’ulteriore riduzione” del costo medio per l’acquisizione di ogni nuovo cliente e “ad un minore accantonamento per perdite su crediti”. Akros sottolinea quindi che la crescita di Tim Brasil sta rallentando ma pensa che “non si avrà nessun impatto significativo sui risultati di Telecom e sulle prospettive di business”.