I RUMORS

Tim e Iliad si fonderanno? L’Opa di Kkr e i piani di Xavier Niel

La stampa francese apre a inediti scenari. Il patron del quarto operatore mobile, che siede nel board del fondo americano, avrebbe già in testa una strategia di lungo periodo. Intanto si va avanti sul dossier Opa: spunta Jp Morgan. Al vaglio la costituzione di un veicolo con 45 miliardi in pancia per assumere il controllo e rifinanziare il debito. Cdp e Vivendi puntano a cambiare il cda? Il 2 dicembre informativa urgente di Giorgetti alla Camera

30 Nov 2021

Mila Fiordalisi

Direttore

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“Se Kkr acquista Telecom Italia la rivenderà in cinque anni e sarà pronta a consolidare il settore in Italia”: questa l’ipotesi lanciata dalle colonne di Bfm Business secondo cui l’Opa degli americani potrebbe trasformarsi in una resa dei conti fra Vincent Bolloré, il patron di Vivendi, e Xavier Niel, il rivale di Free, l’operatore a cui fa capo Iliad nonché membro del board del fondo Kkr.

Il mercato italiano è molto frammentato, ancor più che in Francia, con cinque operatori mobili: Vodafone, Tim, Windtre, Free-Iliad e Fastweb. “Xavier Niel sta applicando esattamente la stessa strategia della Francia: dopo aver tagliato i prezzi e conquistato una quota di mercato del 12%, sogna di diventare più grande sposando Iliad con un concorrente”, si legge su di Bfm Business. E il concorrente in questione sarebbe Tim. Vendere Iliad a Tim in cambio di un aumento di capitale: questa l’ipotesi messa nero su bianco da uno dei più autorevoli media francesi di notizie economiche secondo cui l’immagine di Vincent Bolloré in Italia si è progressivamente incrinata.  “Silvio Berlusconi, ancora influente, non ha digerito l’offesa di Vincent Bolloré (nell’operazione Mediaset, ndr)”. Il gruppo ha firmato due armistizi, con la famiglia Berlusconi e il fondo attivista Elliott, ma non sarebbe bastato a placare gli animi. Xavier Niel, dal canto suo, gode di una buona immagine grazie al calo dei prezzi che ha imposto al mercato italiano, dice Bfm Business. Xavier Niel e Vincent Bolloré si erano già combattuti per il controllo di Telecom Italia nel 2015. All’epoca Vivendi divenne il primo azionista nel giro di poche settimane, ma il governo italiano non aveva apprezzato il “raid” di Vincent Bolloré. Xavier Niel aveva poi investito in Tim e Vincent Bolloré ha poi dovuto arrendersi Xavier Niel, con una perdita di circa 200 milioni di euro (Niel poi smontò la sua posizione nel 2018).

L’ipotesi di un consolidamento in Italia viene considerata da Equita più che possibile: “Non si tratta di una tesi inverosimile a nostro avviso visto che Niel aveva provato a costruire una posizione in Tim in passato (prima dell’ingresso di Iliad in Italia a dire il vero), per l’interesse di Iliad per la rete fissa e per il business corporate e per la maggiore apertura dei regolatori a un consolidamento nel mercato”. Secondo gli analisti, potrebbe rappresentare l’exit più interessante di Kkr dalla ServiceCo, mentre sulla NetCo l’exit sarebbe verso un’integrazione con Open Fiber in un operatore wholesale only. Altre indiscrezioni di stampa ipotizzano una possibile mossa di Vivendi e Cdp per cambiare il consiglio di amministrazione: “Un accordo tra i due soci non appare scontato vista la posizione del governo sul deal Kkr e implicherebbe un obbligo di Opa – scrivono ancora da Equita – per cui lo vedremmo fattibile solo con un terzo socio finanziario pronto a supportare l’operazione”.

Jp Morgan al fianco di Kkr: Bidco con 45 miliardi di liquidità

Intanto secondo quanto scrive il quotidiano il Messaggero in un “allegato” sul tavolo del board di Tim che sta lavorando al dossier Kkr, Jp Morgan avrebbe dato la propria disponibilità a supportare l’operazione. Kkr costituirebbe una Bidco – un veicolo – dotato di una liquidità di 45 miliardi che servirebbero per il cambio di controllo e per rifinanziare il debito da 34 miliardi più gli 11 che andrebbero a costituire la cash confirmation da rilasciare a Consob. Jp Morgan avrebbe dato anche la propria disponibilità ad alzare il commitment oltre i 45 miliardi nel caso in cui Kkr decidesse di alzare l’offerta.

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La lettera di Gubitosi ai dipendenti

Mentre le speculazioni sull’operazione Kkr si infittiscono, in una lettera ai dipendenti (QUI LA LETTERA), l’ormai ex Ad di Tim Luigi Gubitosi ha ricapitolato quanto fatto in questi anni (Gubitosi è stato in carica 3 anni) e soprattutto quanto andrà fatto nei prossimi:Ora si ratta di continuare e rafforzare quanto fatto in questi anni, mettendosi al servizio dei numerosi progetti che, grazie ai fondi del Pnrr, possono permettere quel salto in avanti in termini di digitalizzazione e progresso da cui dipende lo sviluppo del Paese e la sua competitività per gli anni a venire”. Gubitosi nell’evidenziare di aver scoperto “sin dai primi giorni un’azienda con grandi professionalità e competenze preziose, ricca di tecnologia, innovazione e spirito di servizio verso i clienti e il Paese”, ha anche però trovato un’azienda “stanca per le numerose vicende societarie e i tanti cambiamenti di governance che, come testimoniano le vicende più recenti, si susseguono ancora con troppa frequenza”.

Intanto Luciano Sale lascerà in via consensuale il proprio incarico di Direttore Human Resources, Organization & Real Estate di TIM a far data da oggi. Lo riferisce Tim. L’interim della Direzione viene affidato a Giovanna Bellezza, attuale responsabile Human Resources, Business Partner & Labour Cost Planning.

Fibercop, avanti tutta sugli accordi di co-investimento

Vanno intanto avanti gli accordi di co-investimento in casa Fibercop: siglato oggi quello con AfinnaOne, che utilizzerà la rete di accesso secondaria in fibra ottica fino alle abitazioni di FiberCop secondo il modello ‘accesso all’armadio ottico’, basata sull’acquisto, in modalità Iru a 20 anni, di apparati dell’infrastruttura in fibra dedicati. L’accordo fa seguito a quello siglato appena qualche giorno fa con Connectivia che utilizzerà, in 6 comuni della Campania, la rete di accesso secondaria in fibra ottica fino alle abitazioni.

La Regione Lazio lancia l’allarme occupazione

L’assessore al Lavoro e Nuovi diritti della Regione Lazio, Claudio Di Berardino ha inviato una lettera al Ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti in cui ha chiesto l’attivazione di un tavolo ad hoc per discutere del futuro dell’azienda. “Sono circa 40mila i lavoratori di Tim che operano sul territorio nazionale e circa 11mila di essi sono presenti nella Regione Lazio. Nel condividere la preoccupazione per le ricadute sul territorio laziale in termini economici e sociali, nonché per le conseguenze negative che potrebbero colpire tutto l’indotto che ruota intorno a Tim, ritengo sia opportuno avviare un confronto con i vertici aziendali e con le organizzazioni sindacali con l’obiettivo di conoscere il futuro del piano industriale della società. Ritengo sia necessario tutelare tutti gli interessi in gioco, quelli dei consumatori, dei piccoli azionisti e mettere in atto una vera e propria strategia industriale di più ampio respiro per un settore strategico come quello delle telecomunicazioni ad alto contenuto di innovazione”.

Salvini incontra i sindacati, Giorgetti alla Camera il 2 dicembre

Il laeder della Lega Matteo Salvini ha incontrato i sindacati delle telecomunicazioni per fare il punto della situazione sul dossier Tim. Salvini si è confrontato con Cgil, Cisl, Uil e Ugl: “tra le altre cose, sono state ribadite l’urgenza di difendere l’occupazione, il no alla svendita, il no allo spezzatino e la necessità di difendere l’interesse nazionale e il patrimonio aziendale. Salvini e i sindacati si sono ripromessi di rimanere in stretto contatto. Il segretario ha garantito la massima attenzione anche da parte dei ministri della Lega a partire da Giancarlo Giorgetti”, rende noto l’ufficio stampa di Salvini.

“Abbiamo espresso le nostre forti preoccupazioni sul futuro di Tim”, sottolinea il segretario generale della Uilcom Salvo Ugliarolo all’uscita dal Senato dopo l’incontro con il segretario della Lega Matteo Salvini. “Abbiamo spiegato, come sindacato le nostre contrarietà ad operazioni di spacchettamento dell’azienda che non farebbero altro che creare migliaia di esuberi a discapito del paese. Il Senatore Salvini – spiega Ugliarolo – si è reso disponibile a seguire la vicenda confermando le preoccupazioni dei sindacati”. Le parti si sono lasciate con impegno a monitorare e a rivedersi a stretto giro.

Prevista per il 2 dicembre l’informativa urgente del ministro Giorgetti alla Camera. Nella stessa giornata è previsto anche un incontro con i sindacati.

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