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IL DOCUMENTO

Tim, ecco il piano remunerazione 2019. Si punta sugli obiettivi di business

Il presidente del Comitato Alfredo Altavilla ha illustrato la relazione 2018 in vista dell’Assemblea del 29 marzo. Nel documento anche le decisioni per l’anno in corso. Ridisegnata l’architettura del sistema di incentivazione variabile a breve termine

08 Mar 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

“In un contesto di mutamento organizzativo e di mercato, il Comitato si è posto l’obiettivo di lavorare sui sistemi retributivi affinché possano sostenere coerentemente la strategia di business e la creazione di valore per gli azionisti, nel rispetto del costante allineamento con le best practice internazionali”: con queste parole Alfredo Altavilla, Presidente del Comitato per le Nomine e la Remunerazione di Tim introduce la Relazione sulla Remunerazione 2018 pubblicata in vista dell’Assemblea del 29 marzo.

Nel documento di una quarantina di pagine sono stati messi nero su bianco il consuntivo in materia di remunerazione per l’esercizio 2018 e la politica di remunerazione per l’anno in corso per amministratori e dirigenti con responsabilità strategiche.

Molti gli stati gli argomenti affrontati: tra i principali – si legge nella lettera di Altavilla – il lancio del nuovo Piano di performance share 2018-2020, le tematiche di remunerazione connesse al rinnovo del Vertice, la successione nella posizione di AD; l’esame dei pacchetti retributivi dell’Amministratore Delegato e del Presidente, con successivo trasferimento al Consiglio di Amministrazione delle proprie raccomandazioni al riguardo. “Nell’ultima parte dell’anno il Comitato si è occupato di ridisegnare l’architettura del sistema di incentivazione variabile a breve termine (Mbo) – sottolinea il presidente – con particolare riguardo sia alla fissazione dell’obiettivo gate, che alla individuazione degli obiettivi economico -finanziari e funzionali correlati ai nuovi indirizzi strutturali e strategici dell’azienda”.

Per il 2019 si conferma l’orientamento ad allineare progressivamente il posizionamento individuale (commisurato alle responsabilità assegnate e al ruolo ricoperto) ai riferimenti di mercato, determinati sulla base di periodici benchmark. E si conferma anche l’obiettivo gate Tim Group Ebitda, il cui raggiungimento a livello minimo costituisce condizione di accesso a tutti gli obiettivi incentivati, con l’effetto che il suo mancato conseguimento non consente l’erogazione del bonus. Per l’Amministratore Delegato il livello minimo dell’obiettivo gate è fissato al 95% del valore posto a livello target.

Nelle slide a seguire remunerazioni e obiettivi

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