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L'ASSEMBLEA

Tim, Elliott batte Vivendi: “Pieno sostegno a Genish e al piano industriale”

La lista presentata da Paul Singer raccoglie il 49,84% dei voti dell’assemblea e si prende la maggioranza del cda con 10 consiglieri: “Ora dialogo costruttivo su dividendo e rete”. Ai francesi un consenso pari a 47,18% e 5 consiglieri: “Vigileremo perché si eviti lo smantellamento della compagnia, noi azionisti a lungo termine”. Genish verso la riconferma come Ad e Fulvio Conti alla presidenza

04 Mag 2018

F. Me

Vivendi perde la maggioranza nel cda di Tim. L’assemblea dei soci di Tim ha votato con il 49,84% in favore della lista presentata dal fondo Elliott per il rinnovo board. Sconfitta la lista presentata dal primo azionista del gruppo, Vivendi, che ottiene il consenso del 47,18% del capitale presente. Astenuto il 2,38% del capitale presente. Si confermano così le previsioni delle ultime ore sul consenso ottenuto dal fondo statunitense contro la società francese, che perde la maggioranza in consiglio. Al momento del voto erano presenti 4.140 azionisti detentori del 67,15% del capitale della società.

La lista presentata dal fondo Elliott ottiene così 10 consiglieri nel nuovo Cda di Tim. Vengono tutti eletti i candidati del fondo statunitense: Fulvio Conti, Alfredo Altavilla, Massimo Ferrari, Paola Giannotti de Ponti, Luigi Gubitosi, Paola Bonomo, Maria Elena Cappello, Lucia Morselli, Dante Roscini, Rocco Sabelli.

La vittoria odierna della lista indipendente in Tim, afferma il fondo Elliott in una nota, “manda un segnale forte all’Italia” e sul fatto che gli investitori attivisti non accetteranno un governo societario sotto gli standard. Apre poi “la strada alla massimizzazione della creazione di valore per tutti gli stakeholder di Tim”. Elliott continua a supportare pienamente il ceo Amos Genish e l’intero team di gestione- afferma – ed è pienamente in linea con il business plan di Genish.

Elliott Advisors saluta dunque con favore “il passo avanti odierno nella governance di Telecom Italia”. Il fondo afferma quindi di “attendere con impazienza il dialogo costruttivo e le considerazioni ponderate del board indipendente di Tim e del management sulle varie proposte di creazione di valore di Elliott, incluso il ripristino del dividendo nei tempi appropriati, esplorando alternative su Netco dopo la separazione legale, oltre al potenziale di una conversione delle azioni risparmio”. “Il nuovo cda indipendente di Tim può ora considerare in modo appropriato queste misure – aggiunge Elliott – e in più senza l’influenza sproporzionata di un singolo azionista. “Il voto storico di oggi – aggiunge – rappresenta una vittoria per tutti gli azionisti e apre un nuovo capitolo per Tim, in cui la società può costruire la fondazione di una nuova governance per assicurare una duratura creazione di valore per tutti gli azionisti”

I restanti 5 nel cda posti andranno ai candidati di Vivendi Amos Genish, Arnaud Roy de Puyfontaine, e come indipendenti Marella Moretti, Michele Valensise e Giuseppina Capaldo. Il cda resterà in carica fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2020.

“Continueremo a supportare la strategia di Amos Genish, staremo molto attenti e vigileremo per impedire la strategia di smantellamento della società. Siamo azionisti a lungo termine, sosteniamo la strategia industriale di Amos Genish”, commenta Simon Gillham, direttore della comunicazione di Vivendi, a margine dell’assemblea.

Per Vivendi trionfo del Fondo Elliott in assemblea “non è stata una vittoria decisa dal mercato ma dal fatto che la controllata del Governo, la Cdp, ha votato per un hedge fund americano invece che per un socio di lungo termine industriale, ha detto il portavoce, domandandosi come “un azionista controllato dal Governo, con soldi pubblici, possa votare per un hedge fund americano”.

Lunedì 7 maggio si riunirà il nuovo cda di Tim per distribuire le deleghe. Da quanto apprende l’Ansa da fonti vicine alla lista di Elliott, le deleghe saranno tutte attribuite ad Amos Genish, confermato amministratore delegato, mentre il nuovo presidente Fulvio Conti sarà una figura indipendente per rappresentare un gruppo che vuole essere a tutti gli effetti un modello anglosassone di public company. Si tratta di un segnale al governo per far capire che il golden power, applicato alla Tim di Vivendi, è oggi superato. Tim non avrà un vicepresidente. Le deleghe fino a oggi assegnate al vicepresidente Franco Bernabè, ossia quelle che richiedono il nulla osta sulla sicurezza, saranno attribuite a un componente italiano del nuovo cda targato Elliott. Tutte le funzioni controllo rischi, controllo interno, remunerazioni e parti correlate saranno gestite da comitati costituiti da membri del consiglio.

Il titolo di Tim appare nervoso  in Piazza Affari dopo la vittoria della lista del fondo Elliott. Il titolo, balzato all’improvviso da un calo dello 0,85 ad un rialzo dell’1%, ha successivamente segnato una flessione dello 0,2% a 0,83 euro per poi riprendersi nuovamente e salire dello 0,9%. Non si muove invece il titolo dell’azionista francese, che continua a guadagnare oltre l’1% sulla piazza di Parigi.

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