IL CDA

Tim, entro l’estate progetto di separazione asset. Stop al dossier Kkr: “No alla due diligence”

“Ci attendono sfide importanti, siamo convinti che con il supporto di tutti gli stakeholder saremo in grado di affrontarle e di trasformarle in concrete opportunità di sviluppo e crescita”. Intanto spunta Apax, il fondo dell’operazione Iliad su Vodafone

07 Apr 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

tim

Avanti tutta sul piano industriale mentre arriva lo stop a Kkr: “Il Board ha esaminato la lettera ricevuta da Kkr lo scorso 4 aprile e ha preso atto che Kkr ha dichiarato di non essere in grado di confermare, in assenza di una due diligence, la validità della manifestazione d’interesse indicativa e non vincolante presentata lo scorso 19 novembre e i termini della manifestazione stessa, incluso il prezzo di 0,505 euro per azione. Il Consiglio, alla luce della circostanza che Kkr ha ritenuto di non confermare la precedente manifestazione d’interesse e il prezzo indicato, ha deliberato all’unanimità di non ritenere opportuno, in questa fase, dare seguito alla richiesta di due diligence“, si legge nella nota emessa a conclusione del cdain cui si puntualizza che “qualora Kkr decidesse di presentare un’offerta concreta, completa e attrattiva (che contenga, fra le altre cose, anche l’indicazione del prezzo per azione ordinaria e di risparmio di Tim), il Consiglio di Amministrazione di Tim sarà nella posizione di riconsiderare la propria decisione nell’interesse di tutti gli azionisti”.

NetCo e ServCo: gli obiettivi di business

La fattibilità e la definizione del progetto di separazione prevista dal piano sarà definita entro l’estate”: lo scrivono l’Ad di Tim Pietro Labriola e il presidente Salvatore Rossi in una lettera inviata agli azionisti (SCARICA QUI LA LETTERA) allegata alla Relazione finanziaria (SCARICA QUI LA RELAZIONE), in cui si annuncia la roadmap prossima ventura del piano industriale nonché gli obiettivi da mettere a segno.  

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Nel ricordare che il piano industriale 2022-2024 prevede la creazione di entità di business separate e focalizzate l’una (Servco) sulle attività dedicate alla fornitura e vendita di servizi alla clientela finale (affari e residenziali) e l’altra (NetCo) sulle attività più prettamente infrastrutturali (sviluppo e manutenzione rete e fornitura servizi wholesale agli altri operatori) Labriola e Rossi sottolineano che “il piano definisce un modello di sviluppo confacente alle caratteristiche di ciascun segmento così da garantire massima flessibilità e specificità delle azioni che saranno intraprese al fine di valorizzare al meglio le rispettive potenzialità in termini di innovazione, redditività e creazione di valore”.

La nascita di soggetti interamente dedicati alla realizzazione di infrastrutture di rete “ha come obiettivo il miglioramento dell’efficienza del mercato rendendolo più solido e sostenibile a beneficio dei consumatori e dell’intero settore. Le motivazioni e le logiche che guidano il progetto di riassetto/ riorganizzazione attualmente allo studio (così come la nostra proposta di coinvestimento recentemente giudicata conforme alla normativa europea da parte di Agcom), non rappresentano quindi un caso isolato ma, al contrario, si inseriscono all’interno di un contesto che sembra evolvere in questa direzione”.

Il Piano Tim e il Pnrr

L’Ad e il Presidente accendono i riflettori anche sugli impatti del Piano a livello Paese: “Il nostro nuovo piano industriale punta a rafforzare e ampliare il segmento delle pubbliche amministrazioni e delle grandi imprese valorizzando ulteriormente i nostri asset e le nostre competenze nella creazione di proposizioni commerciali specifiche e integrate con riferimento all’offerta di servizi Cloud, IoT e Cybersecurity. Con riferimento all’opportunità offerta dalla disponibilità delle risorse finanziarie messe a disposizione dal fondo europeo Next Generation EU, la riorganizzazione finalizzata a pervenire a due strutture separate e focalizzate ognuna sul business di rispettiva competenza ci permetterà di fornire un miglior contributo e di essere più competitivi sia per quanto riguarda i progetti relativi alla fornitura di servizi digitali sia per quanto riguarda la realizzazione delle opere infrastrutturali. Al tempo stesso potremo anche meglio beneficiare degli stimoli all’adozione delle tecnologie dell’Ict previsti all’interno del Pnrr”.

Spunta il fondo Apax, lo stesso dell’operazione Iliad-Vodafone

Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, il private equity Apax ha avviato approfondimenti puntando ad alcune delle attività che confluiranno nella società dei servizi ServCo. Apax, il fondo che aveva tentato l’operazione Vodafone con Iliad, dunque va ad affiancarsi a Cvc e Kkr – che però resta in ballo per avlutare “altre opzioni strategiche” – e secondo indiscrezioni il dossier sarebbe sul tavolo anche di altri operatori internazionali, tra cui Apollo.

L’Assemblea approva il bilancio 2021 e la nomina di Labriola

L’Assemblea degli Azionisti di Tim ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2021 che si è chiuso con una perdita netta pari a 8,3 miliardi di euro coperta mediante integrale utilizzo degli utili portati a nuovo (pari a 7,3 miliardi di euro) e prelievo da riserve per 956,7 milioni. Approvata anche la relazione sulla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti nonché il piano di stock options 2022-2024 rivolto a una parte del management titolare di posizioni organizzative determinanti ai fini del business aziendale. L’Assemblea confermato Pietro Labriola, Direttore Generale di Tim, nella carica di Consigliere (già cooptato e nominato Amministratore Delegato lo scorso 21 gennaio 2022) con il 99,1% dei voti favorevoli. Il suo mandato cesserà unitamente a quello degli altri consiglieri a fare data dall’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2023

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