L'OPA

Tim, forte rimbalzo in Borsa. Il mercato crede nel rilancio di Kkr?

Le indiscrezioni di stampa secondo cui il fondo americano potrebbe alzare l’offerta fra i 70 e i 90 centesimi hanno dato sprint al titolo che ieri invece ha chiuso in ribasso. Intanto i sindacati chiedono maggiore presenza dello Stato in seno all’azienda e il ritorno al progetto della rete unica. E si schierano al fianco dell’Ad Luigi Gubitosi

Pubblicato il 24 Nov 2021

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Un rimbalzo del 15%. Tim in Borsa in grande spolvero dopo la chiusura di ieri sera alla soglia del -5%. A far salire il titolo – con tutta probabilità, le indiscrezioni di stampa sull’ipotesi di un rialzo dell’offerta da parte di Kkr, quantificata fra i 70 e i 90 centesimi, a seguito del “rifiuto” da parte di Vivendi (ha i titoli in carico a 83 centesimi) che ha già fatto sapere di non voler uscire di scena in primis proprio perché l’offerta da 50,5 centesimi è stata valutata insufficiente anche se i francesi hanno ribadito la loro volontà di restare in sella come investitori di lungo termine. Le voci sul rilancio da parte di Kkr però per ora non trovano conferma ufficiale. E un rialzo di questo tipo secondo alcuni analisti potrebbe compromettere i ritorni di Kkr poiché il margine sarebbe davvero risicato.

Intanto è in programma per venerdi 26 novembre il nuovo cda straordinario di Tim.  Sull’Ad Luigi Gubitosi pesa lo scontento di 11 Consiglieri :all’ordine del giorno la strategia di riorganizzazione, la governance e il deterioramento dei conti in vista della messa a punto del nuovo Piano strategico 2022-2024 la cui presentazione è prevista per il prossimo febbraio.

La questione più importante sul piatto resta quella del dossier rete unica. Stamattina in una nota congiunta le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, chiedono la riapertura del progetto nonché una maggiore presenza dello Stato tramite Cassa Depositi e Prestiti. (QUI LA NOTA DEI SINDACATI). I sindacati si schierano inoltre a difesa dell’Ad Luigi Gubitosi, mandarlo via sarebbe “un salto nel buio” e gli riconoscono di aver “instaurato corrette relazioni industriali. Il tutto finalizzato alla stabilità occupazionale, al rilancio delle attività e a un progressivo riconoscimento delle professionalità”.

Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha intato disdetto l’audizione, prevista domani al Copasir, per sopraggiunti impegni, stando a quanto si apprende da fonti del Comitato. Un’audizione attesa anche perché sarebbe potuta essere un’occasione per fare il punto sulla vicenda Tim. Giorgetti è fra l’altro l’unico ministro del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica a non essere stato ancora audito dal Comitato. Oggi al question time alla Camera sulla vicenda Tim Giorgetti ha ribadito quanto già detto ieri e cioè che “ogni valutazione non potrà che essere effettuata una volta che l’eventuale operazione sarà formalizzata. Nel qual caso -non è detto che avvenga – saranno attentamente vagliati i profili di interesse pubblico, che sono correlati sia agli asset di cui dispongono l’azienda e le sue controllate, in primo luogo la rete con i suoi evidenti profili strategici, sia all’integrità stessa dell’azienda e dei suoi occupati”. Giorgetti ha anche puntualizzato che “parlare di esercizio dei poteri speciali è prematuro“.

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