L'OPERAZIONE

Tim, Labriola rilancia e compra altre 500mila azioni

Un milione quelle acquistate appena qualche giorno fa. Asati si appella a manager e dirigenti della società affinché seguano l’esempio. Sul tavolo il dossier rete unica, ma la partita è inevitabilmente legata alla nomina del nuovo Governo

26 Ago 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

Foto Pietro Labriola

Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim, ha acquistato un ulteriore pacchetto da 500mila azioni della società. Operazione che fa seguito all’acquisto di 1 milione di azioni di appena qualche giorno fa.

La partita del rilancio

Il manager punta dunque a dare un segnale forte al mercato relativamente al proprio personale coinvolgimento nell’operazione di rilancio dell’azienda attraverso il nuovo piano industriale che fa leva sullo scorporo per valorizzare tutti gli asset in capo all’azienda con un focus molto forte sui servizi – a partire da quelli cloud e digitali – oltre che sulle infrastrutture di rete.

Nonostante il valore del titolo Tim continui a perdere in Borsa – anche se stamattina in apertura di contrattazioni l’azione è partita con un recupero di 1,5 punti percentualiil manager scommette dunque sulla ripresa.

Asati: “Altri dirigenti comprino azioni per dare segnale”

“L’acquisto di azioni Tim da parte dell’Ad (il 22 e il 25 Agosto) è un importante segnale per il mercato, poiché evidenzia che l’Ad crede che il piano industriale della società sia in grado di creare valore.

Penso sia importante che anche i dirigenti e i membri del cda acquistino azioni Tim (la quotazione di una azione è circa 0,20 centesimi) per dare al mercato un altro segnale di fiducia nella crescita di valore del titolo e per evidenziare il totale allineamento dei dirigenti e del Cda con l’Ad”, evidenzia in una nota Franco Lombardi, presidente di Asati, l’associazione che rappresenta i piccoli azionisti Tim.

Riflettori sul dossie rete unica

È sul dossier rete unica che sono puntati i riflettori e le attese. La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni è fra le più agguerrite sulla questione. E ha dichiarato nei giorni scorsi che la rete dovrebbe tornare sotto il controllo pubblico con un peso forte di Cassa depositi e prestiti, il “veicolo” attraverso cui portare avanti la partita presumibilmente attraverso una scalata all’azionariato con un’Opa direttamente su tutta la telco. Cdp che vanta il 60% di open Fiber diventerebbe dunque l’azionista di controllo di entrambe le società, operazione che velocizzerebbe la successiva integrazione degli asset.

Sul controllo pubblico della rete si sono espressi a favore i sindacati che in questi mesi hanno fatto dura battaglia contro il progetto di scorporo annunciato da Labriola. Per capire come andrà a finire bisognerà inevitabilmente aspettare l’esito della torna elettorale. Se il centrodestra – dato per favorito – dovesse vincere le elezioni con Fratelli d’Italia a fare la parte del leone è evidente che i “desiderata” della leader Meloni assumerebbero un peso specifico rilevante.

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