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Tim, Moody’s: “Significativo cambio di strategia, separazione rete può sbloccare valore degli asset”

Inevitabile il downgrade a causa del riassetto dei conti 2021 che porta l’outlook a negativo ma la società di rating lega il giudizio sugli anni a venire all’execution del nuovo piano industriale: determinanti le implicazioni sul modello di business di ciascuna entità. Assist al nuovo management. Il titolo continua a salire in Borsa

09 Mar 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

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Il nuovo management lancerà un significativo cambio di strategia, con una potenziale separazione della rete che potrebbe sbloccare il valore di alcuni assets. E porta con sé una significativa esperienza dal precedente turn around delle attività brasiliane, di cui potrebbe beneficiare nella realizzazione della strategia di Tim”: assist all’Ad Pietro Labriola e alla nuova squadra dall’agenzia Moody’s che nonostante abbia tagliato il rating da Ba2 a Ba3, con outlook negativo – come conseguenza dei risultati 2021 ossia del riassetto effettuato che ha comportato una significativa riduzione dell’Ebitda organico –confida nelle linee guida del nuovo piano industriale e soprattutto nell’execution.

Riguardo al downgrade dei rating “riflette le metriche di credito molto più deboli del previsto a causa dell’esposizione elevata alle condizioni competitive nel mercato italiano e l’impatto negativo dalla strategia dei contenuti”, afferma Ernesto Bisagno, Moody’s vice president senior credit officer e lead analyst per Telecom Italia. Ma di contro “il miglioramento delle metriche di credito dipenderà dalla capacità dell’azienda di ripristinare la crescita degli utili nel 2023 in un mercato altamente competitivo“, evidenzia Moody’s. “La società ha anche affermato che sta esplorando la separazione delle sue operazioni all’ingrosso, includendo principalmente le reti primarie e secondarie, dalle attività di vendita al dettaglio, concentrandosi principalmente sui clienti consumer e aziendali. La società ha delineato i vantaggi associati al cosiddetto ritardo delle sue operazioni, in quanto le entità che operano in modo indipendente aumenterebbero il loro focus strategico, ottenendo al contempo alcuni sgravi normativi e beneficiando di un’allocazione del capitale più efficiente. Il processo richiederebbe 12-18 mesi per essere completato con maggiori dettagli sulla struttura del capitale di ciascuna entità da fornire più avanti nel 2022”.

E proprio riguardo all’outlook si puntualizza che “se la società dovesse procedere con la strategia di delayering, Moody’s valuterebbe le sue implicazioni sul modello di business di ciascuna entità, nonché sul profilo finanziario futuro, inclusi la traiettoria di deleveraging e il potenziale di generare flussi di cassa liberi. Ciò potrebbe in definitiva portare a un risultato di valutazione diverso”.

Il titolo di Tim continua intanto a crescere in Borsa dopo il crollo della scorsa settimana.

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