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IL REPORT MEDIOBANCA

Tim prima per investimenti in Europa, Fastweb regina del fatturato

Italia quarto mercato. Le Tlc valgono l’1,8% del Pil. La fotografia nel report di Mediobanca. In flessione i ricavi delle compagnie ma fanno ben sperare per il futuro gli investimenti in infrastrutture. Iliad vicina alla quota di Poste

07 Nov 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

Tim è prima sugli investimenti industriali. Vodafone ha la maggiore solidità finanziaria. E Fastweb è l’unica compagnia italiana a veder crescere il proprio fatturato sia nel 2018 (+8,2%) sia negli ultimi cinque anni (+24,6%). In calo di oltre 600 milioni i ricavi da telefonia mobile di Tim, Vodafone e Wind Tre. Sale solo Iliad, ma è ancora una “startup”: da 55 ai 177 milioni nel giugno 2019. Queste alcune delle principali evidenze emerse dall’indagine dell’Area Studi Mediobanca sul settore Tlc (QUI IL REPORT COMPLETO).

Italia quarto mercato per dimensioni, le Tlc valgono l’1,8% del Pil

L’Italia si conferma quarto mercato europeo per dimensioni, dietro a Germania, Regno Unito e Francia. Il settore Tlc italiano rappresenta l’1,8% del Pil nazionale e il 5,9% degli investimenti complessivi, al netto dell’asta per l’assegnazione delle licenze d’uso delle frequenze 5G, che ha comportato introiti per lo Stato italiano per 6,55 miliardi. In un contesto di leggera flessione dei ricavi nel 2018 (31,6€ mld, -2%), dovuti al calo della telefonia mobile (-5,3%), a far ben sperare per il futuro sono proprio gli investimenti in infrastrutture (8,4 miliardi, +17%), che si avvicinano ai livelli della Germania – si legge nel report di Mediobanca. È Deutsche Telekom, davanti alla spagnola Telefònica, a guidare la classifica delle Tlc europee per fatturato. Più indietro, al sesto posto, Tim, che vanta tuttavia un tasso di investimento industriale sul fatturato da prima della classe (30,1% nell’ultimo triennio), superiore persino ai colossi americani AT&T e Verizon Communications, primi al mondo per ricavi. Nei primi 6 mesi del 2019, infine, l’andamento dei principali operatori italiani è stato altalenante (specialmente nella telefonia mobile) con Fastweb unica compagnia in crescita, oltre alla startup Iliad.

Per quanto riguarda le maggiori compagnie di telecomunicazioni europee sul gradino più alto del podio troviamo la tedesca Deutsche Telekom (75,7 miliardi di fatturato nel 2018, +0,7% sul 2017 e +20,7 sul 2014), davanti alla spagnola Telefònica (48,7 miliardi, -6,4% sul 2018, -11,3% sul 2014), alla britannica Vodafone (43,7€ miliardi, -2,2% sul 2017 e +3% sul 2014) e alla francese Orange (41,4€ miliardi, +1,3% sul 2017 e +4,9% sul 2014). La prima italiana, Tim, si colloca al sesto posto con un fatturato di 18,9 miliardi, in calo del 3,3% rispetto al 2017 e dell’11,7% sul 2014.

Nei primi sei mesi 2019 il fatturato aggregato dei principali operatori telefonici europei è cresciuto del +1,5%. Aumentano, in particolare, i ricavi di Deutsche Telekom (+6,8%), Telenor (+1,7%) e Orange (+0,2%), mentre sono in calo quelli di Telefònica (0,9%), Vodafone Group (-2,3%) e Telecom Italia (-4,4%).

Tim prima per investimenti industriali

Tim primeggia in quanto a investimenti industriali sul fatturato (sia materiali che immateriali), con un 34,7% nel 2018 che la pone al primo posto davanti a Telenor (29,8%) e Altice Europe (21,9%). Sempre nel 2018 gli investimenti industriali di Tim sono stati pari a 6,5€ mld (inclusi 2,4 miliardi dovuti all’aggiudicazione di frequenze telefoniche per lo sviluppo del 5G in Italia.

Tim segna una redditività industriale del 17,5% (Mon su fatturato), inferiore solo a quella di Telenor (23%) e di Swisscom (17,6%). Telenor segna l’incidenza migliore anche in termini di risultato corrente (21,4%) e risultato netto (13,3%). Per quanto riguarda il risultato netto cumulato nel periodo 2014-2018, in testa si colloca Telefònica (14,6 miliardi), che stacca di poco Deutsche Telekom (14,5 miliardi) e BT Group (13,2 miliardi). Tim si posiziona al settimo posto avendo accumulato utili per 2,8€ miliardi, di cui 2,1 ottenuti dalla controllata brasiliana.

Fastweb l’unica telco con il fatturato in crescita

Fastweb è l’unica compagnia a veder crescere il proprio fatturato sia nel 2018 (+8,2%) che negli ultimi cinque anni (+24,6%). La classifica dei player del nostro paese è dominata da Tim, con un fatturato di 18,7 miliardi, nonostante il calo del 4,2% rispetto al 2017. Si conferma al secondo posto Vodafone Italia (5,9  miliardi, -5,6 sul 2017), seguita da Wind Tre (5,4 miliardi, -9,9% sul 2017). La maggiore contrazione del fatturato la registra Tiscali (-18% sul 2018 e -22,4% sul 2014). Sul fronte della redditività industriale nel 2018 svetta Tim (Mon al 17,5%), seguita da Wind Tre (15,4%) e Vodafone (10,1%). Tim è al primo posto anche per risultato corrente (10,3%), che supera di poco sia Vodafone sia Wind Tre (entrambe al 10%). Grazie a plusvalenze Tiscali (50,4%) è top performer in quanto a risultato netto, indice che registra invece l’arretramento di Tim, passata dal 5,8% al -7,6%.

Nei primi 6 mesi del 2019 sale Fastweb +3,8%, ma scendono Wind Tre (-3,8%), Tim (-4,4%), Vodafone (-6,7% nel 1Q 2020 chiuso nel giugno 2019) e Tiscali (-20%). Negativo l’andamento dei ricavi della telefonia mobile per i tre principali gruppi, in calo di oltre 600 milioni rispetto allo stesso periodo del 2018; quelli di Iliad passano invece dai 55 ai 177 milioni nel giugno 2019.

Mercato mobile: Iliad vicina a quota Poste

Per quanto concerne le quote di mercato nel mobile (inclusi gli operatori virtuali e le not human SIM), Tim è il primo operatore (30,4% a fine giugno 2019), davanti a Vodafone Italia (29%), Wind Tre (28,5%), PosteMobile (4%) e Iliad (3,7%). Nel fisso (voce + dati) al primo posto c’è sempre Tim al 48,1%, seguita da Vodafone Italia (14,8%), Wind Tre (13,6%), Fastweb (13,6%), Linkem (3,1%) e Tiscali (1,9%). Tim detiene la maggiore quota di mercato anche nella banda larga (43,2%). Inseguono Vodafone (16,3%), Fastweb (15,1%), Wind Tre al (14,1%), Linkem (3,6%) e Tiscali (2,6%).

Vodafone spicca per proiezione estera

La britannica Vodafone Group guida la classifica degli operatori europei con maggiore proiezione estera con una quota di fatturato realizzato all’estero pari all’84,9%. Seguono la norvegese Telenor (al 74,3%) e la spagnola Telefònica (73,9%). Le 10 compagnie europee più importanti fatturano all’estero mediamente il 47,6% del totale (era il 51,5% nel 2017). Sotto la media Tim, con una quota del 24,1%, di cui 23% in Brasile.

Riguardo al profilo patrimoniale, Vodafone ha la maggiore solidità finanziaria, con debiti finanziari sul patrimonio netto pari all’86,4% (in peggioramento rispetto al 63,1% del 2017), mentre per Tim l’incidenza è più elevata (134%), ma comunque in riduzione rispetto al 159,4% del 2014. Valori simili per Telenor (131,6%) e Deutsche Telekom (143,4%), mentre Telefónica segna la leva più elevata (202,8%).

Gli Stati Uniti al top mondiale. AT&T regina delle telco

Nel 2018 si conferma il primato del mercato statunitense delle telecomunicazioni 294 miliardi (+2,8% sul 2015), seguito dall’Europa (215 miliardi, +0,5%) e dalla Cina a 189 miliardi ma in crescita del 21,2%). In corso un ulteriore consolidamento nel settore mobile Usa nel 2019 con la fusione dei colossi T-Mobile US e Sprint.  Un’americana guida la classifica dei primi tre operatori internazionali nel 2018: AT&T con ricavi appena inferiori ai 150 miliardi (+6,4% in valuta locale sul 2017), seguita dalla connazionale Verizon Communications con 114 miliardi (+3,8% in valuta locale) e dalla giapponese Ntt (94,4€ miliardi), che scalza dal terzo posto la cinese China Mobile (93,6 miliardi). Stabile al sedicesimo posto Tim con 18,7€ miliardi.  Nel 2018 i margini industriali più elevati sono stati realizzati da Verizon Communications (23% il MON sul fatturato), seguita dalla giapponese Kddi (20%), da Telecom Italia (17,5%) e da China Mobile (17,1%). Tim è il maggior operatore mondiale quanto a tasso di investimenti industriali sul fatturato (30,1% medio nell’ultimo triennio).

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