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IL BOARD

Tim stringe con Mediaset. Scontro con i sindaci su Canal+

Il cda autorizza la prosecuzione dei negoziati con il Biscione per l’acquisto di contentuti. Ma sale la tensione sulla jv con la tv francese: il collegio sindacale pronto a ricorrere alla Consob. Rimandata la questione spin off

06 Dic 2017

Federica Meta

Giornalista

Tim accelera sull’accordo con Mediaset. Il Consiglio di amministrazione ha autorizzato a maggioranza a proseguire la negoziazione per finalizzare un nuovo accordo con il Biscione per l’acquisto di contenuti. Uno degli elementi principali del piano strategico 2018-2020, sul tavolo del board di ieri, di Tim è quello di proporre un’offerta convergente che includa contenuti video all’interno delle proprie offerte per fisso e mobile, come già avvenuto con il lancio di Tim Show, l’offerta di contenuti multimediali premium con musica, video game, serie Tv e notizie per i clienti Tim senza costi aggiuntivi. Secondo indiscrezioni si parla di cifre superiori ai 400 milioni, spalmate in un arco temporale di 5-6 anni.

In quest’ottica, il Consiglio ha autorizzato a maggioranza il management a proseguire le trattative e chiudere un nuovo e completo accordo pluriennale con il Gruppo.

L’accordo potrà essere attivo a partire dal 2018 sui canali lineari e on-demand ed arricchirà la piattaforma TimVision. I clienti Timpotranno accedere ai contenuti da Decoder, Smart Tv, Web e App mobile. La Società sta negoziando accordi analoghi con altri player di mercato.

Il cda ha autorizzato anche i vertici a negoziare con Mediaset l’acquisto dei diritti di Premium relativi alle partite del girone di ritorno del campionato di Seria A Tim 2017/2018, le partite della Uefa Champions League 2018 e altri eventi calcistici internazionali offerti da Premium. Questo accordo sostituirà quello attualmente in vigore tra Tim e Mediaset.

Sul tavolo anche la questione Canal+: la joint venture è stata approvata a maggioranza  sulla scorta di una modifica agli accordi raggiunti “volta ad accertare la durata degli impegni, dunque a confermare la qualificazione dell’iniziativa come operazione con parte correlata di minore rilevanza”, si legge nella mota di Tim. Circostanza che però il Collegio Sindacale aveva contestato nelle scorse settimane: secondo i sindaci che l’operazione sia da considerare con parti corrrelate di maggiore rilevanza e che pertanto debba essere rispettata la procedura che prevede il passaggio vincolante al comitato degli indipendenti che devono approvare l’operazione con il sì di almeno sei consiglieri su dieci (se non passa, non c’è appello in assemblea).

In questo senso i sindaci avevano chiesto e ottenuto l’integrazione all’ordine del giorno del cda di ieri, proprio per ridiscutere la “costituzione” della jv. È stata però respinta dal board, sempre “a maggioranza”, la posizione dei sindaci che, a questo punto, si riservano di presentare un esposto alla Consob sulla delibera consiliare.

Il board  ha discusso anche le linee guida del Piano Industriale 2018-2020 e approvare il budget preliminare per il 2018. In passato la società approvava il budget e piano strategico contemporaneamente, generalmente nel primo trimestre dell’anno.

“Approvando un budget preliminare con tre mesi di anticipo indichiamo piani e obbiettivi chiari fin dall’inizio del 2018 permettendo, dunque, alla Società di avviare la propria ambiziosa strategia con l’obiettivo di raggiungere un modello di business migliorato e sostenibile”, ha sottolineato l’Ad di Tim Amos Genish.

Il budget preliminare per il 2018 conferma le linee guida fornite in occasione dell’approvazione del Piano Strategico 2017-2019. Il Budget preliminare 2018 sarà completato e recepito nel Piano Strategico 2018-2020, che sarà discusso dal Consiglio di Amministrazione del 6 marzo 2018.

Il Piano sarà incentrato sulla creazione di valore per massimizzare convergenza e offerte in bundle scalabili sfruttando al massimo l’estensione delle reti ultra broadband di Tim in fibra e Lte; si baserà su un maggiore e migliore utilizzo di data analytics e digitalizzazione, che contribuirà a migliorare l’efficienza permettendo una maggiore qualità del servizio alla clientela e a produrre margini più alti e aumentare la generazione di cassa. In questo quadro, l’Ad ha presentato una panoramica dello scenario regolatorio, tenendo conto dei punti di vista del Governo e delle autorità di settore. La presentazione ha trattato, tra gli altri temi, i diversi modelli di separazione della rete fissa di accesso, confrontandoli con altre esperienze internazionali. Nei prossimi mesi il management continuerà a vagliare le diverse ipotesi per stabilire se la separazione della rete sia necessaria per rispondere agli input delle istituzioni e per creare valore.  

 

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Federica Meta
Giornalista

Giornalista professionista. Laureata in Scienze Politiche all’Università Sapienza di Roma, si è specializzata presso l’ateneo di Tor Vergata frequentando la Scuola Superiore di giornalismo. Ha iniziato la sua carriera nella agenzie di stampa occupandosi di cronaca locale per poi passare a collaborare con vari settimanali di approfondimento sui temi della Digital Transformation. Dal 2007 è redattrice presso CorCom, testata del Gruppo Digital 360, e si occupa di tematiche quali PA digitale, smart city, Industria 4.0, smart working