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La “nuova” Tim farà leva su ServiceCo. Piano “snello” per la crescita di ricavi e margini, Labriola affila le armi

Il manager ha più che chiara la linea da seguire per il rilancio. Non solo infrastrutture, riflettori puntati sulla partita dei servizi con nuove iniziative commerciali. Il tutto garantendo la piena tenuta occupazionale. Per la rete ruolo chiave di Cdp e Kkr. Ma i sindacati restano scettici: “Spezzatini rischiano di essere pericolosi”

25 Gen 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

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È un piano “snello” quello che Pietro Labriola sta mettendo a punto per il rilancio di Tim, la “nuova” Tim. Già sottoposto in prima visione ai consiglieri lo scorso 18 gennaio, domani 26 gennaio farà un nuovo passaggio al Cda, occasione anche per fare il punto sul dossier Kkr.

Di fatto il “cuore della nuova Tim sarà ServiceCo. Nella NetCo a fare la parte del leone darà Cassa deposititi e prestiti e riguardo a Kkr si prospetta un ruolo chiave nella partita della rete anche e soprattutto in considerazione della presenza in qualità di azionista della wholesale company di Tim. Sempre secondo quanto risulta a CorCom gli americani potrebbero aumentare il proprio peso proprio in Fibercop.

L’obiettivo di Labriola, secondo quanto risulta a CorCom, è dunque di riorganizzare l’azienda per consentirne la crescita sia sul fronte delle infrastrutture ma soprattutto dei servizi. Crescita del business che concretamente si tradurrà – o almeno è questa la linea su cui sarà impiantato il nuovo Piano industriale che sarà svelato i primi di marzo – in aumento dei ricavi e dei margini dopo i profit warning lanciati nel corso dell’ultimo anno a causa degli insoddisfacenti risultati portati a casa da Gubitosi, che ne hanno di fatto compromesso il futuro a capo dell’azienda ben più dell’impasse del dossier rete unica.

Vivendi, primo azionista, punta al rilancio di Tim in particolare proprio sul fonte dei servizi, area in cui l’azienda lascia decisamente a desiderare – il flop dell’accordo con Dazn è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso – nell’ottica di dare vita a una grande media company, obiettivo da sempre caldeggiato dai francesi. Secondo quanto risulta a CorCom Labriola sta lavorando dunque a una serie di azioni mirate a una crescita organica che attraverso la separazione dei business con la costituzione di due entità separate, una NetCo (per le reti) e una ServiceCo (per i servizi). Un piano che consentirà di mantenere salde le risorse in campo senza dunque aprire fronti critici in merito all’occupazione. Proprio sul fronte della “ripartizione” delle risorse umane starebbe ragionando Labriola in ottica di valorizzazione e del lancio di nuove iniziative in particolare sul fronte commerciale.

L’incontro con i sindacati: la guardia resta alta

“Usciamo dalla riunione con tanti, troppi dubbi. L’auspicio è che si arrivi a un ulteriore confronto su ipotesi concrete”: Salvo Ugliarolo, segretario generale della Uilcom Uil racconta a CorCom l’esito dell’incontro di un paio d’ore tenutosi questa mattina fra le sigle sindacali – in campo anche Slc Cgile e Fistel Cisl con il neo amministratore delegato Pietro Labriola. (QUI LA NOTA CONGIUNTA DEI SINDACATI)

“Si è trattato di un incontro perlopiù nterlocutorio. Non si è entrati nel merito del piano industriale ma abbiamo colto l’occasione per ribadire la nostra contrariertà a scorporo della rete o a operazioni che rischiano di spaccare l’azienda, come sta emergendo da indiscrezioni di stampa. Labriola ci ha confermato la volontà di continuare il modello di relazioni con i sindacati alla stregua di quanto fatto negli ultimi due anni”, sottolinea Ugliarolo annunciando che Labriola ha promesso ulteriori confronti con sindacati “man mano che ci saranno aggiornamenti sul piano industriale che sarà presentato il prossimo 3 marzo”. Ugliarolo auspica inoltre “che non ci siano cambi al governo dovuti a eventuali ripercussioni a seguito dell’elezione del Presidente della Repubblica, affinché si possa riprendere il confronto con Giorgetti. Ribadiamo: l’operatore verticale è fonte di garanzia per lo sviluppo della rete ma anche per la tenuta occupazionale”.

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