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LO SPIN OFF E LA NEWCO

Tim va avanti sullo scorporo. Conti: “Ma va definita remunerazione della rete”

Il presidente si dice fiducioso: “Buone possibilità che la questione sia affrontata e risolta dal nuovo governo”. In ballo la questione dei costi, ma per l’utilizzo del modello Rab “deve esserci un’infrastruttura unica, nell’interesse di tutti. Duplicare è uno spreco”

03 Ago 2018

Mila Fiordalisi

Condirettore

Lo spin off della rete Tim? “Non vuol dire solo scorporare una rete, ma anche disegnare il contorno delle attività di vendita di prodotti che usano la rete e rendere possibile competere in modo trasparente con la stessa”. In un’intervista al Sole 24Ore il presidente di Tim Fulvio Conti fa il punto sul progetto e interviene per mettere a tacere le speculazioni degli ultimi giorni sul valore di Tim. “

Tim sta lavorando alacremente al progetto”, evidenzia il presidente ribadendo il clima di “coesione” in azienda: “Il consiglio (cda, ndr) è uno, coeso, e intento a lavorare attraverso tutti gli strumenti che gli si danno”, ha detto Conti puntualizzando che la svalutazione fatta nei giorni scorsi dai francesi di Vivendi sui risultati di bilancio “non c’entra con il progetto e con il valore dell’azienda”. “Si tratta di valutazioni imposte dalla normativa contabile a seconda di come si classifica la partecipazione, con o senza controllo – ha puntualizzato Conti -. Ma in realtà non cambia nulla a riguardo del valore dell’azienda. Quello che mi ha sorpreso però è come hanno spiegato la scelta, attribuendo cioè la svalutazione a un rischio di execution del piano, dal momento che non sono più loro al controllo. Motivazione bizzarra considerato che sono nel board con quattro amministratori e il ceo, il capo-azienda che ha i poteri di execution del piano che il consiglio, da parte sua, sta seguendo”.

Riguardo specificamente al progetto di scorporo e all’eventualità della creazione di una newco delle reti Conti ci tiene a sottolineare che “duplicare è uno spreco: non è efficiente creare doppi binari, una doppia rete elettrica, un doppio acquedotto. Non discuto le motivazioni che sono dietro la spinta a investire fuori dal contesto delle proprie attività, ma credo che in qualche modo sia un tema sul quale in futuro bisognerà ragionare”. Relativamente al ruolo di Cassa Depositi e Prestiti “deve giustamente investire in aziende che sono in grado di crescere e di dare impulso al sistema economico nazionale. Con i nuovi vertici di Cdp, ancora non ci sono stati contatti. Si sono appena insediati e giustamente bisogna lasciare loro il tempo di impadronirsi dei diversi dossier che hanno sul tavolo. Presidente e ad sono persone di qualità ed esperienza”.

Per quel che riguarda in dettaglio la remunerazione della rete Tim “a me sembra che ci siano buone possibilità che la questione sia affrontata e risolta” dal nuovo governo. “La remunerazione è collegata al costo, ma per utilizzare il cosiddetto modello Rab deve esserci un’infrastruttura unica, nell’interesse di tutti”. “Mi pare che il ministro competente, Luigi Di Maio, guardi al settore con molta attenzione e questo mi sembra positivo”.

Determinante il recupero da parte di Tim “della centralità che merita” mantenendo rapporti di “buona cittadinanza” con Governo, istituzioni, clienti e regolatori. “Il mio obiettivo è rendere edotti tutti noi di quanto un’azienda come Tim sia una realtà importante per il Paese”.

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