STRATEGIE

Tim, Vivendi: “Abbiamo ambizioni più alte di Krr. Pieno sostegno a Labriola”

Il ceo de Puyfontaine: “L’azienda ha molto potenziale in un mercato che ha prospettive per il futuro, Italia più che mai priorità”

26 Apr 2022

F. Me.

Arnaud-de-puyfontaine

Pieno sostegno di Vivendi al piano dell’Ad di Tim, Pietro Labriola. Il presidente e ceo della media company francese, Arnaud de Puyfontaine è stato chiaro, rispondendo alle domande dei soci in assemblea.

“L’Italia resta più che mai una priorità – ha sottolineato –  per il nostro gruppo”. Di qui l’intenzione di “rimettere sulla strada del successo Telecom Italia”, esprimendo “tutto il nostro sostegno” a Labriola e al “nuovo piano strategico e ambizioso” per Telecom Italia. “Vivendi – ha assicurato Puyfontaine – resta determinata a svolgere il suo ruolo di azionista industriale di lungo termine”.

In questo quadro si inserisce il commento sull’offerta del Kkr. “Non è stata un’offerta – ha puntualizzato – ma una manifestazione di interesse, una lettera di intenzione soggetta a molti parametri diversi che non si è mai concretizzata. In ogni caso abbiamo ambizioni molto più importanti sul valore di Tim’.

“Per noi Tim ha molto potenziale in un mercato che ha prospettive per il futuro ed è la ragione per cui siamo primo azionisti – ha aggiunto – Intendiamo agire come azionisti per fare in modo che questo valore sia cristalizzato”.

I risultati di Vivendi

Il gruppo francese dei media Vivendi ha conseguito nel primo trimestre vendite pari a 2,38 miliardi di euro, in aumento del 7,9% rispetto all’anno precedente a cambi costanti ed escludendo le acquisizioni. Lo ha reso noto la societa’ che nello stesso periodo del 2021 aveva registrato vendite pari a 2,1 miliardi. La divisione pay-tv Canal Plus, la piu’ grande risorsa dell’azienda dopo lo spin-off di Universal Music Group, ha registrato un aumento delle vendite pari al 6% a 1,45 miliardi di euro. Bene anche le vendite dell’unita’ pubblicitaria di Vivendi, Havas, che sono aumentate dell’11,3% a 591 milioni di euro.

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Il conglomerato francese Bolloré ha registrato nel primo trimestre un balzo del 33% del fatturato a 5,7 miliardi di euro, grazie in particolare all’aumento dei diritti di movimentazione portuale e all’impennata dei prezzi del petrolio legati alla guerra in Ucraina. A cambi e perimetro costanti, ha comunicato il gruppo, l’attività di trasporto e logistica ha segnato una crescita del 47% a 2,4 miliardi di euro. La filiale africana, la cui vendita per 5,7 miliardi di euro all’armatore italo-svizzero Msc dovrebbe concludersi entro un anno, ha visto crescere le vendite del 16% a 627 milioni di euro. L’attività di logistica petrolifera ha beneficiato dal canto suo “dell’aumento del prezzo dei prodotti petroliferi, in un contesto internazionale segnato dalla guerra in Ucraina” e il suo fatturato è aumentato del 52% a 848 milioni di euro.

“Vivendi ha ottenuto risultati importanti in Europa negli ultimi anni: soprattutto in Italia, dove è stato regolato il conflitto con Mediaset e la situazione su Tim sembra essersi normalizzata, dopo i problemi causati qualche anno fa dal fondo Elliott”, ha detto Yannick Bollore’, presidente del consiglio di sorveglianza di Vivendi, durante l’assemblea degli azionisti del gruppo francese.

L’operazione Oi

L’operazione di acquisizione degli asset mobili di Oi per circa 7 miliradid reais, portata a termine la scorsa settimana assieme a Telefonica e Claro, porterà per Tim Brasil a una creazione di valore complessiva fra i 16 e i 19 miliardi reais (3-3,6 miliardi di euro) grazie a sinergie commerciali e di infrastrutture.

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