TiMedia, nel Q1 le perdite scendono a 2,6 milioni - CorCom

BILANCI

TiMedia, nel Q1 le perdite scendono a 2,6 milioni

La società recupera 121,2 milioni rispetto ai primi tre mesi del 2013. I ricavi scendono del 17,5% a 12,5 milioni, Ebitda a 5,7 milioni e risultato operativo negativo per un milione di euro

08 Mag 2014

A.S.

Il primo trimestre 2014 si conclude per TIMedia con un rosso di 2,6 milioni di euro, e con un recupero di 121,2 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nei conti approvati oggi dal cda i ricavi sono scesi del 17,5% a 15,5 milioni di euro, con l’ebitda pari a 5,7 milioni e un risultato operativo negativo per un milione di euro.

L’indebitamento finanziario netto della società alla fine del trimestre è pari a 255,1 milioni di euro, in diminuzione di 4,8 milioni di euro rispetto a fine 2013 (259,9 milioni di euro).

Gli investimenti del primo trimestre 2014 sono pari a 2,1 milioni di euro e si riferiscono principalmente al completamento della rete di trasporto e backup e all’implementazione dell’infrastruttura di emissione per canali televisivi (Playout). Guardando ai risultati per settore di attività l’operating free cash flow di Timb (Telecom Italia Media Broadcasting) è pari a 9,0 milioni di euro mentre era azzerato nel primo trimestre 2013. Il risultato è da attribuire sostanzialmente alla migliore gestione del capitale circolante (+11,6 milioni di euro) parzialmente compensato dalla riduzione dell’Ebitda. Al 31 marzo 2014 i tre multiplex digitali di Timb coprono il 95,2% della popolazione italiana. La capacità

trasmissiva allocata è pari a circa 61,3 Mbps che rappresentano circa il 94% della capacità disponibile.

Tenuto conto dell’attuale contesto economico e regolatorio e non considerando ancora gli effetti dell’integrazione di Timb e Rete A il cui iter autorizzativo è ancora in corso, ”nel 2014 Ti Media prevede di mantenere l’attuale livello di occupazione di banda dell’Operatore di Rete Timb anche attraverso nuovi clienti – si legge nella nota del cda – di incrementare l’offerta di servizi aggiuntivi e, mantenendo un attento controllo dei costi, consentire così una generazione di cassa positiva”.