IL REPORT

Tlc e tariffe a 28 giorni, meglio i servizi aggiuntivi o i rimborsi?

Secondo l’indagine effettuata da SosTariffe.it, in molti casi ai consumatori conviene accettare le proposte alternative all’indennizzo monetario previsto per legge rispetto al sistema di fatturazione giudicato scorretto. Ecco come scegliere

Pubblicato il 27 Giu 2019

Fatturazione a 28 giorni, al via i ristori alternativi__ tab 27-06-2019

Il caso delle tariffe Internet casa e mobile a 28 giorni è giunto a uno snodo decisivo. In attesa del prossimo 4 luglio, data in cui il Consiglio di Stato stabilirà se i rimborsi dovranno essere automatici oppure no, le compagnie telefoniche hanno iniziato a proporre ai clienti modalità alternative di ristoro, sotto forma di servizi, sconti, offerte di tutti i tipi. I consumatori sono liberi di accettarli, rinunciando al rimborso di legge. Ma quanto convengono davvero? L’ultimo studio SosTariffe.it ha cercato di fare il punto della situazione, verificando il valore reale delle controfferte finora proposte dagli operatori.

Secondo le simulazioni SosTariffe.it, in media i servizi alternativi proposti dalle compagnie telefoniche valgono 52 euro. Mentre il valore medio dell’indennizzo monetario è di 18 euro. La differenza tra i due è del 65,38%, a vantaggio dei rimborsi alternativi, che a un primo acchito dunque paiono convenienti.

Guardando più nel dettaglio tuttavia, si nota come non sempre optare per le offerte delle compagnie telefoniche comporti un effettivo vantaggio. I ristori proposti dai provider, infatti, oscillano da un valore minimo di 28 euro a un massimo di 61 euro.

Mentre invece per il rimborso monetario, i clienti si dovranno accontentare di indennizzi compresi tra i 13 e i 31 euro. SosTariffe.it infatti ha stimato che in percentuale la differenza minima di valore tra il servizio alternativo scelto e il rimborso richiedibile in denaro oscilla tra -9,68% a +369%. Si potrebbero verificare cioè alcuni casi limite: se, per esempio, si ha diritto a un rimborso monetario di 31 euro, ma si sceglie un servizio che ne vale 28 euro, si perde circa il 9,68% del valore del rimborso. Se spetta un rimborso monetario di 13 euro ma si opta per un servizio dal valore di 61 euro, si otterrà una ricompensa pari a tre volte e mezzo il valore dell’indennizzo (+369%).

L’effettiva convenienza del ristoro alternativo, pertanto, va valutata caso per caso. Ma cosa offrono le compagnie telefoniche al posto del denaro? Il paniere dei servizi alternativi proposti è molto ampio: si va dalle chiamate illimitate, ai pacchetti di gigabyte anche da condividere, dai trattamenti in centri benessere fino ai voucher e agli abbonamenti a riviste.

Da tenere presente che i dati sono ricavati da una simulazione di SosTariffe.it, realizzata a giugno 2019: non tutte le condizioni stimate e presentate, sono state confermate dai vari provider. Potrebbero pertanto subire delle variazioni.

In media comunque, tra i rimborsi alternativi proposti si trovano sconti e buoni regalo del valore di circa 60 euro. Per esempio offerte sull’acquisto di un nuovo dispositivo, su vacanze e corsi di lingua, trattamenti in centri benessere, e sullo shopping effettuato su portali di e-commerce convenzionati. Nel pacchetto degli indennizzi alternativi c’è spazio anche per i servizi con un valore medio di 33 euro, con la possibilità di accedere a canali tematici o il servizio”Chi è” per scoprire chi ha chiamato visualizzandone il numero sul display del proprio dispositivo.

Infine la terza proposta di compensazione comprende tariffe gratis, con un valore medio di 31 euro e per esempio la possibilità di usufruire di 50 gigabyte al mese sulla propria sim dati o ancora di chiamate nazionali senza limiti verso i fissi e i mobili o una connessione internet ultrarapida fino a 100 megabyte al secondo.

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