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CRISI

Tlc, i project bond della Ue entrano nella fase pilota

E’ stato firmato oggi l’accordo di cooperazione tra Commissione Ue e Bei sulla condivisione dei rischi necessario per l’avvio legale del programma. Il commissario Olli Rehn: “Forniamo soluzioni per sostenere gli investimenti a lungo termine”

07 Nov 2012

F.Me.

I project bond per il finanziamento delle infrastrutture Tlc, energetiche e dei trasporti sono entrati ufficialmente nella fase pilota. E’ stato firmato oggi l’accordo di cooperazione tra Commissione Ue e Bei sulla condivisione dei rischi necessario per l’avvio legale del progetto.

La fase pilota avrà a sua disposizione fondi per 230 milioni di euro dal bilancio Ue, con l’obiettivo di raccogliere fondi sul mercato per un valore superiore a 4 miliardi di euro per finanziare i progetti infrastrutturali tramite partnership pubblico-privato. “Stiamo fornendo soluzioni per sostenere gli investimenti a lungo termine e rimettere l’Ue sulla strada della crescita sostenibile”, ha sottolineato il commissario Ue Olli Rehn nel firmare l’intesa, ricordando che un euro del bilancio Ue investito nei project bond genera 20 euro di investimenti per la crescita. La firma dei primi progetti è attesa, ha annunciato il presidente della Bei, Werner Hoyer, “all’inizio del 2013”.

Lo scorso 5 luglio Parlamento europeo ha approvato i project bond per le tecnologie dell’informazione. La plenaria del Parlamento europeo ha definitivamente approvato praticamente all’unanimità (579 sì, 32 no, 9 astenuti) lo stanziamento di 230 milioni di euro in garanzie per il progetto pilota di project bond da emettere nel 2012 e 2013 per lo sviluppo di infrastrutture europee nei settori dell’energia (10 milioni), dei trasporti (200 milioni e delle tecnologie d’informazione (20 milioni). Le somme saranno accantonate dal bilancio Ue a garanzia di emissioni da parte della Banca europea per gli investimenti (Bei) e dovrebbero generare investimenti per complessivi 4,6 miliardi.

Il progetto pilota fa parte del pacchetto per la crescita concordato nel vertice europeo della settimana scorsa. Gli investimenti in grandi infrastrutture europee entro il 2020 è stimato dalla Unione europea in 1.500 miliardi di euro. “Il settore privato dovrebbe finanziare la maggior parte di questi investimenti di sicuro profitto – ha osservato il relatore, il socialdemocratico svedese Goran Farm – ma il ruolo del settore pubblico europeo sarà cruciale nel raggiungere gli obiettivi di crescita Eu2020″.

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