Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Tlc: in fumo 40 miliardi all’anno a causa di errori tecnici

Kpmg: i buchi nelle operations fanno “sparire” dall’1% al 10% delle revenue. I servizi prepagati sono l’area più vulnerabile

08 Apr 2010

L’industria mondiale delle telecomunicazioni perde ben 40
miliardi di dollari ogni anno a causa del revenue leakage, secondo
i nuovi dati pubblicati da Kpmg. Con il termine revenue leakage ci
si riferisce a tutti gli eventi che, nel mondo delle Operations, a
causa di “buchi” tecnici o di processo involontari, finiscono
col condurre alla perdita di ricavi per servizi realmente
erogati.

La soluzione per gli operatori telecom, avvertono gli analisti,
passa per lo sviluppo di strumenti più efficaci di revenue
assurance automatizzata, la diffusione della nozione di revenue
assurance all’interno dell’azienda e la raccolta tempestiva di
informazioni accurate per rimediare subito a un eventuale
“buco”. "Il vero problema per gli operatori di tutto il
mondo è disporre in modo rapido dei dati necessari”, afferma
Sean Collins, presidente globale della divisione communications and
media di Kpmg.

Il 54% degli operatori telecom intervistati (74 in 46 Paesi) ha
dichiarato di perdere più dell’1% del revenue a causa del
fenomeno del leakage. Per il 15% i buchi nel settore Operations
causano una perdita di oltre il 3% sulle entrate, ma qualcuno
ammette che il leakage incide anche per il 10%.

Fatturazioni errate, errori nel roaming, mancanza di scambio di
informazioni tra uffici diversi che si occupano del billing sono
tipiche aree di leakage. Trovare però dove si verifica la perdita
di revenue è difficile perché a volte le aziende non riescono a
reperire i dati necessari in modo accurato: il 40% circa delle
telecom intervistate stima di essere in grado di identificare meno
della metà delle aree di leakage; sui mercati in via di sviluppo
le aziende riescono a scovare solo il 10% dei buchi che fanno
sparire parte del guadagno. Non è facile nemmeno sanare il
problema, una volta individuato: il 60% degli intervistati è
riuscito a risolvere con successo meno della metà del leakage.

Il vero tallone d’Achille sono i servizi prepagati: la grande
maggioranza degli operatori sentiti da Kpmg li ritiene “il flusso
di entrate più vulnerabile al fenomeno del leakage”. "Gli
account prepagati sono vulnerabili per la natura real-time della
transazione”, spiega Clare Patterson, adviser di Kpmg Europe.

Le aziende britanniche sono le più efficienti nello scovare le
aree di leakage e nel porvi rimedio, nota la Patterson: la metà
dei buchi viene identificata e il tasso di recupero è del 75%.
"Le telco britanniche sono fra le meno colpite nel mondo
grazie alla maturità dei loro sistemi di revenue assurance, anche
se il flusso costante di nuove tecnologie e prodotti come le
applicazioni mobili e i modelli di business aperti è una continua
sfida a tenere gli occhi aperti contro il revenue leakage”,
avverte la Patterson.

I commenti sono chiusi.

LinkedIn

Twitter

Whatsapp

Facebook

Google+

Link