Tlc, rinnovato il contratto nazionale: 100 euro di aumento e fondo di solidarietà - CorCom

LAVORO

Tlc, rinnovato il contratto nazionale: 100 euro di aumento e fondo di solidarietà

L’intesa firmata tra Asstel e sindacati prevede regole ad hoc per gestire i processi di remotizzazione delle attività, adeguamenti normativi in termini di welfare nonché strumenti contro la violenza di genere

12 Nov 2020

Federica Meta

Giornalista

Firmato il rinnovo del contratto collettivo nazionale delle Tlc. L’intesa tra Asstel e sindacati coinvolge circa 120.000 lavoratrici e lavoratori e regola l’attività di un settore strategico per lo sviluppo del Paese e per la gestione dei processi di digitalizzazione.

L’accordo ha riguardato sia la parte normativa, che vede un deciso rafforzamento delle tutele dei lavoratori e dei diritti delle persone, che quella economica, che con un aumento medio di 100 euro assicura un adeguato livello di redistribuzione della produttività del settore.

Viene stabilita anche la creazione di un Fondo di Solidarietà bilaterale di settore attraverso il quale si potranno gestire i processi di riqualificazione e di ammodernamento delle competenze, accompagnando ed integrando i nuovi strumenti di politica attiva del lavoro garantendo la maggior occupabilità possibile.

“Il Ccnl scommette ancora sulla unicità della filiera e sulla tenuta complessiva di un settore composito che vede, soprattutto negli appalti di call center e di rete – si legge in una nota Slc, Fistel e Uilcom – gli elementi di maggiore complessità che occorre portare sempre di più ad un livello di industrializzazione tale da permettere di tutelare persone e lavoro”.

Quello delle Tlc è ormai un settore “di frontiera” nel quale si stanno concentrando tutti i cambiamenti organizzativi legati ai processi di digitalizzazione esasperati peraltro dall’attuale crisi pandemica.

“Con questo Ccnl le parti hanno provato a fornire uno strumento che sappia regolare i processi di remotizzazione del lavoro, nonché un adeguamento normativo a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori in termini di welfare – spiegano ancora i sindacati –  Processi che cambieranno sempre più il rapporto fra persone, luoghi e tempi di lavoro. Questi cambiamenti potranno davvero essere una opportunità per tutti se opportunamente governati e condivisi. La fase drammatica che attraversa il Paese non ha impedito alle parti di trovare il coraggio di fornire al settore uno strumento moderno di gestione dei processi”.

Ora la parola passa alle lavoratrici ed ai lavoratori: nelle prossime settimane verranno organizzate consultazioni capillari sia in presenza che in remoto al fine di raccoglierne le opinioni e, soprattutto, registrarne il voto.

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Per Fabrizio Solari, segretario generale della Slc, si tratta di “un buon contratto molto innovativo che prevede 26 nuovi profili professionali. Un contratto con i piedi nell’oggi e con lo sguardo sul domani. Viene accettata la sfida dell’innovazione, consolidati i diritti e si lancia un messaggio di volontà di riforme e di rilancio del Paese”.

“In questo particolare momento di emergenza sanitaria, le segreterie nazionali del settore – afferma Vito Vitale, segretario generale della Fistel – attraverso modalità da remoto insieme alla delegazione trattante hanno raggiunto un risultato positivo sul versante economico e normativo che va oltre l’inflazione stimata per il periodo di riferimento e valorizza i diritti e le tutele dei lavoratori. E’ importante, la parte del welfare, dei diritti, delle tutele contro la violenza di genere e tutela della salute”.

Salvo Ugliarolo, segretario generale della Uilcom esprime soddisfazione per “il risultato conseguito dopo una lunga e faticosa trattativa”.

“La firma, arrivata in un momento di emergenza non solo sanitaria ma anche economica e sociale, – sottolinea il sindacalista – è un segnale importante sia per le migliaia di lavoratori che coinvolge ma anche per il tutto il sistema Paese, dato che le Tlc sono un settore cruciale per la ripartenza del Paese. L’istituzione del fondo di solidarietà, nuove regole per il delicato mondo del contact center così come l’attenzione dimostrata verso i lavoratori più in difficoltà – penso a chi ha figli con patologie o disabilità, alle donne vittime di violenza – fanno di questa intesa un tassello importante per il rilancio delle relazioni industriali nell’era della digital transformation”.

Il commento di Asstel

“L’accordo raggiunto, in modalità completamente digitale a motivo del distanziamento imposto dalla pandemia, trova il suo ancoraggio nel Patto per la Fabbrica del 9 marzo 2018, firmato da Confindustria e dalle Confederazioni Sindacali, a vent’anni dalla firma del primo Ccnl del settore –  evidenzia il presidente di Asstel, Pietro Guindani L’accordo per la prima volta affronta anche un tema di politica industriale, centrale per la Filiera, ovvero l’impegno di avviare un percorso utile per affrontare in maniera sistemica i temi strutturali del settore Crm/Bpo, attraverso soluzioni che ne favoriscano le condizioni di sostenibilità complessiva, con particolare attenzione all’innovazione di servizio, la produttività del lavoro e lo sviluppo del capitale umano”.

Cosa prevede l’accordo sul contratto

Punto qualificante del negoziato è la rivisitazione del sistema di classificazione del personale legato ai processi di trasformazione digitale – in una prospettiva di sempre maggiore valorizzazione delle competenze – con l’inserimento di 26 nuovi profili professionali legati alle innovazioni digitali e il superamento di figure professionali non più presenti nel Settore.

Nell’Ipotesi di Accordo per il rinnovo del Ccnl è stato recepito, il Protocollo “Principi e Linee Guida per il Nuovo Lavoro Agile nella Filiera delle Telecomunicazioni” sottoscritto lo scorso luglio e che costituisce la cornice per ulteriori accordi di implementativi, demandati alla contrattazione di secondo livello.

Nell’ambito del sistema di tutele del lavoro, è stata prevista la costituzione di un Fondo Bilaterale di Solidarietà di Settore, a cui le imprese potranno far ricorso per il sostegno al reddito in caso di attuazione di misure per la riorganizzazione, la riduzione della forza lavoro o dell’orario di lavoro, nonché per il finanziamento di formazione professionale e riqualificazione.

Grande attenzione è stata posta all’aggiornamento della parte normativa del Ccnl, alle previsioni di legge e alla semplificazione delle previsioni contrattuali meritevoli di aggiornamento. In particolare, sono stati rivisitati gli istituti del mercato del lavoro – contratto a termine, somministrazione, part-time, apprendistato – e adeguate le disposizioni contrattuali su aspetti importanti della disciplina del rapporto di lavoro e dell’orario di lavoro. Sono state condivise discipline specifiche riferite a esigenze, anche di carattere sociale, dei lavoratori quali ferie solidali, ampliamento del periodo di comporto di malattia per i lavoratori affetti da gravi patologie, permessi e aspettative per le vittime di violenza e per genitori con figli affetti da DSA.

Per quanto riguarda il trattamento economico, è stato concordato un aumento del Trattamento Economico Minimo (Tem) di € 70 a regime al livello 5 della scala inquadramentale. L’aumento sarà corrisposto in quattro tranche a partire da aprile 2021. Con le stesse decorrenze verrà corrisposto, nell’ambito del Trattamento Economico Complessivo (Tec), l’Elemento Retributivo di Settore riferito alla produttività nella misura di €30. Sempre nell’ambito del Tec le Parti hanno concordato l’incremento della contribuzione aziendale al Fondo di Previdenza Telemaco all’1,3% da aprile 2021 eall’1,4% da dicembre 2022 e la contribuzione al Fondo Bilaterale di Solidarietà di Settore che sarà per 2/3 a carico azienda e 1/3 a carico dei lavoratori.

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