Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Tlc, Savarese: “Remunerare la premium quality”

Secondo il consigliere di Agcom ci vuole un impegno forte della Ue per aiutare le telco dal peso di un’eccessiva regolamentazione: “Troppa asimmettria con gli Ott. Alle Tlc dovrebbe essere permesso di far pagare gli extra come fanno le compagnie aree low cost”

30 Nov 2011

"Ci vuole un impegno forte della Ue per aiutare le telco, che
con le attuali regole rischiano di restare soffocate". È un
rischio a fronte di “un mercato a sviluppo continuo e
globalizzato. Quello delle tlc tende a essere il solo settore
davvero regolato in un contesto di deregolazione”.
Enzo Savarese, consigliere di Agcom vede un
pericolo ormai gravante sul mestiere degli operatori. Ma anche una
soluzione: “La liberalizzazione: meno regole per tutti”. Il
concetto di fondo è questo: le istituzioni della Ue si stanno
orientando a rafforzare la normativa privacy e per la neutralità
della rete, in capo a telco e Ott. “Di fatto però temo che
riusciranno a farla valere solo sulle telco, alla prova dei fatti;
mentre i soggetti esteri resteranno praticamente deregolamentati.
Di qui forti svantaggi competitivi per gli operatori tlc”.
La Commissione Ue vuole che si rispettino le norme europee
quando si trattano dati europei.

È giusto che non ci sia asimmetria. Regole leggere permettono agli
Ott di fare affari con i dati degli utenti. Di contro le telco
devono rispettare regole molto dettagliate emanate dalle autorità
di privacy alle quali non sono soggetti gli Ott.
Il risultato di queste differenze?
Nella migliore delle ipotesi è un accanimento sulle telco: ne fa
aumentare i costi, ne complica i rapporti con i clienti. Nella
peggiore, è concorrenza sleale. Si rischia di creare posizioni di
vantaggio scorrette, a favore degli Ott.
Perché concorrenza sleale? Non è scontato che telco e Ott
facciano lo stesso mestiere e quindi siano in
concorrenza.

Non è scontato, vero, ma si rivolgono allo stesso tipo di
utilizzatore. Con servizi che tendono sempre più a essere
sovrapponibili. Pensiamo alla telefonia via web. Quando gli Ott
hanno app che possono coincidere con quelle della telefonia
tradizionali bisogna fissare regole, le stesse per tutti. O in
alternativa alleggerire quelle delle telco.
Quindi? Più o meno regole per tutti?
Io direi meno regole per tutti. È vero che la Commissione Ue vuole
fare il percorso inverso, ma è di difficile applicazione. Una
buona regola per essere rispettata deve essere rispettabile. Questa
della privacy verso gli Ott rischia di essere solo teorica. E
quindi di fatto non applicata.
Che cosa potrebbero fare le telco se avessero regole più
leggere? Nuovi modelli di business, oltre a un risparmio di
costi?

Sì. È vero, poter sfruttare grossi database con i dati dei
clienti crea problemi alla concorrenza. L’altra faccia della
medaglia è però che permette di migliorare i servizi. Potrebbero
nascerne nuovi, più personalizzati, per le esigenze e le abitudini
del singolo utente.
Anche per quanto riguarda la neutralità della rete le
telco ritengono che le regole siano sbilanciate a favore degli Ott.
Un migliore equilibrio è possibile?

Non c’è business se non c’è remunerazione di tutti gli attori
della stessa catena. Bisogna trovare accordi virtuosi per
remunerare il servizio di connettività banda larga, anche in vista
delle reti di nuova generazione. Bisogna garantire un servizio best
effort alla qualità migliore possibile e poi remunerare la premium
quality. Un po’ come fanno le compagnie aeree low cost. Hanno il
posto a sedere al prezzo più basso possibile e poi fanno pagare
gli extra: il pasto, l’imbarco prioritario.
Alcuni temono che accordi tra i maggiori Ott e le telco per
connessioni “premium” fino al cliente, possano fare da barriera
d’ingresso a piccole aziende innovative che non possano
permettersi di pagare le telco.

Giustissima preoccupazione ma è un problema di equilibrio. La
qualità deve essere prezzata dall’operatore in base alla
capacità e alla volontà di spesa dell’innovatore. In modo tale
che questo non finisca fuori mercato
Ma come trovare il giusto equilibrio di
mercato?

Il mercato ha bisogno di stimoli e quando non ci arriva da solo
avrà bisogno di una regolazione, attraverso concertazione e moral
suasion, coinvolgendo tutte le parti.
Alcuni operatori mobili denunciano vincoli burocratici troppo
stringenti, rispetto a quelli dei fornitori di servizi wi-fi.
E hanno ragione. In molti Paesi non c’è tutta questa burocrazia,
eccessiva, per l’attivazione e la gestione delle sim card.
Bisognerebbe liberalizzare il mercato. Altrimenti penalizziamo gli
operatori italiani.