INWIT rafforza la gestione delle proprie infrastrutture tecnologiche con l’inaugurazione, nella sede di Roma, dell’INOC, il nuovo INWIT Network Operation Center chiamato a monitorare e governare in modo continuo gli asset dell’azienda. Il centro nasce come struttura proprietaria e segna un passaggio rilevante nel percorso di internalizzazione delle attività più critiche per la qualità del servizio.
L’obiettivo è portare sotto un’unica cabina operativa la supervisione di torri di telecomunicazione, sistemi DAS, sensori IoT e gateway. Il nuovo hub lavora 24 ore su 24, 7 giorni su 7, raccogliendo segnalazioni, chiamate e allarmi, gestendo ordini di lavoro e attivando le procedure necessarie in caso di disservizi o eventi straordinari.
Per INWIT si tratta di uno degli investimenti strategici più significativi degli ultimi anni. La scelta di sviluppare un asset interno punta a migliorare efficienza, autonomia e rapidità decisionale, con ricadute dirette sui clienti e sulla possibilità di costruire nuovi servizi a valore aggiunto.
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Manutenzione garanzia di continuità e affidabilità
L’INOC si inserisce in un modello industriale che ha già dimensioni nazionali. INWIT garantisce ogni giorno il funzionamento di circa 26mila torri di telecomunicazione mobili e circa 850 coperture dedicate indoor DAS, i Distributed Antenna System utilizzati per portare connettività in ambienti come stazioni, metropolitane, tunnel, edifici complessi e luoghi ad alta frequentazione.
È un perimetro esteso, che richiede processi strutturati e una forte capacità di coordinamento tra sede centrale e territorio. La manutenzione diventa quindi una leva industriale, perché permette di preservare l’affidabilità degli asset e di ridurre l’impatto delle anomalie sugli operatori e sugli utenti finali.
In pratica, la gestione degli asset non si limita alla risposta al guasto, ma comprende pianificazione, sicurezza, verifica delle condizioni operative e capacità di intervento in contesti anche complessi o remoti.
Quattro leve per ridurre i tempi di disservizio
La gestione dell’INOC poggia su quattro componenti integrate. La prima è rappresentata dai processi, con procedure standard documentate per la gestione degli incidenti, le escalation e il rispetto degli accordi sul livello di servizio. La seconda riguarda le competenze, con un team che unisce operatori di primo livello, figure tecniche specializzate ed engineering senior per la risoluzione delle anomalie più articolate.
La terza componente è la gestione degli eventi in modalità near real time. Il centro analizza allarmi e metriche, li filtra per priorità e li collega alle azioni operative più opportune. La quarta è la tecnologia, con piattaforme di monitoraggio e trouble ticketing sempre attive, integrate con automazione e intelligenza artificiale per analizzare lo stato degli elementi di rete e supportare attività preventive.
Questo assetto consente di passare da una logica prevalentemente reattiva a un modello più evoluto, nel quale l’anomalia viene intercettata, classificata e indirizzata verso la soluzione più efficace. Il valore dell’INOC sta proprio nella capacità di collegare i dati tecnici alle decisioni operative, riducendo passaggi intermedi e tempi di risposta.
Dal sistema di manutenzione ai KPI
Il centro romano dialoga con l’ecosistema digitale già utilizzato da INWIT per la manutenzione. Il cuore di questa architettura è il Sistema Gestione Manutenzione, lo strumento che consente di pianificare, gestire e controllare gli interventi sugli asset. Attraverso la piattaforma vengono seguite le attività programmate annuali, semestrali e quinquennali, la risoluzione dei guasti incidentali, le certificazioni, le richieste di accesso e le misure di sicurezza, lo scarico delle schede rischi per INWIT e per i tenant per gli accessi in sicurezza secondo le procedure aziendali.
I dati aggiornati a dicembre 2025 restituiscono la scala delle attività. INWIT registra 47mila interventi correttivi in campo, 39mila interventi di manutenzione ordinaria, 44,5mila interventi di manutenzione straordinaria e 44mila segnalazioni per attività manutentive provenienti dai tenant. A questi numeri si aggiungono 3,6mila gestioni di problematiche di accesso ai siti, oltre 5,2mila interventi sugli Energy Meters e più di 2,1mila attività collegate al Security Operation Center e agli istituti di vigilanza.
Gli indicatori operativi, invece, confermano il livello di presidio. Il sistema coordina migliaia di segnalazioni al mese e mantiene una disponibilità media della rete superiore al 99,5%. Ogni segnalazione viene presa in carico entro 30 minuti e, per le infrastrutture più critiche, i tempi medi di ripristino si collocano tra 6 e 10 ore.
Centri interconnessi, funzioni diverse
L’INOC si innesta su una struttura composta da centri operativi specializzati. Il Security Operation Center monitora la sicurezza fisica dei siti, gestendo accessi, intrusioni e sistemi di videosorveglianza. Il Network Operation Center coordina la manutenzione ordinaria e correttiva, seguendo allarmi, reclami, guasti e attività programmate. Il DAS Operations Center è dedicato alla gestione da remoto delle small cell e dei sistemi DAS installati in stazioni, metropolitane e tunnel, ed effettua un troubleshooting di secondo livello da remoto che consente di ripristinare velocemente i guasti e minimizza gli interventi in campo.
La distinzione tra le funzioni permette di presidiare aspetti diversi della rete senza frammentare le responsabilità. Ogni segnalazione viene seguita fino alla chiusura e le informazioni restano disponibili lungo l’intero percorso dell’intervento, nonché storicizzate per effettuare monitoraggi mensili e trend analysis. In questo modo INWIT può combinare la vista centrale sugli asset con il lavoro delle squadre tecniche sul territorio.
Il coordinamento diventa particolarmente importante nei momenti di picco, quando più eventi si sovrappongono o quando fattori esterni, come condizioni meteo, difficoltà di accesso o problemi alla rete di distribuzione/alimentazione, possono incidere sui tempi di risoluzione. In questi casi la priorità non è soltanto aprire un ticket, ma assegnarlo correttamente, seguirne l’evoluzione e chiuderlo con dati verificabili.
Campo e centrale condividono gli stessi dati
La digitalizzazione del modello operativo coinvolge anche le Field Company che eseguono gli interventi in campo. I tecnici utilizzano l’App Field Service, collegata al Sistema Gestione Manutenzione, per ricevere l’ordine di lavoro, consultare la documentazione di sicurezza, aggiornare lo stato dell’attività e trasmettere le informazioni alle centrali operative.
Il flusso digitale copre l’intero intervento, dal collaudo degli allarmi alla compilazione delle checklist di manutenzione programmata. Questo consente di ridurre le aree grigie tra apertura della segnalazione, attività sul sito e chiusura del ticket. Nelle giornate più intense il sistema può registrare oltre 2.000 allarmi attivi simultaneamente, distribuiti per priorità e area geografica.
L’integrazione tra centro e territorio è uno degli elementi che rende più solido il modello. Il tecnico non opera come un terminale isolato, ma come parte di una catena informativa aggiornata. Il centro può quindi seguire l’andamento delle attività, ricalibrare le priorità e intervenire quando serve un’escalation tecnica.
Accessi digitali per la sicurezza fisica
La protezione dei siti è un altro tassello del sistema. INWIT utilizza soluzioni meccatroniche, come cilindri e lucchetti digitali, che consentono l’ingresso solo a personale autorizzato. L’apertura è subordinata alla presa visione della Scheda Rischi e alla verifica delle credenziali attraverso il sistema interno di Identity Manager.
Questo modello rafforza la sicurezza degli operatori e degli asset, soprattutto nelle aree isolate o difficili da raggiungere. La gestione digitale degli accessi consente di sapere chi interviene, quando entra nel sito e con quale autorizzazione. Per una rete distribuita su tutto il territorio nazionale, il controllo fisico delle infrastrutture ha lo stesso peso della supervisione tecnica.
L’INOC aggiunge a questo impianto una vista più ordinata sugli eventi, permettendo di collegare eventuali anomalie di sicurezza con lo stato operativo degli asset. La convergenza tra monitoraggio, accessi e procedure riduce il rischio di disallineamenti e rende più rapido il coordinamento con gli istituti di vigilanza o con le squadre sul campo.
Dati e algoritmi per il salto predittivo
La prossima fase di evoluzione riguarda la manutenzione predittiva. L’integrazione di sensori, telemetria e intelligenza artificiale permette di individuare in anticipo segnali di degrado o anomalie ricorrenti, con l’obiettivo di intervenire prima che si produca un guasto.
Il beneficio non riguarda soltanto l’affidabilità. Una lettura più precisa dei dati può contribuire a ridurre i consumi energetici, ottimizzare gli interventi e rendere più sostenibile la gestione degli asset. In questo scenario l’INOC diventa il punto in cui le informazioni tecniche vengono raccolte, interpretate e trasformate in indicazioni operative.
Il caso Lampedusa e il valore degli asset condivisi
Il ruolo delle infrastrutture emerge con particolare evidenza nei territori più difficili da servire. Nel 2025 la torre INWIT di Lampedusa è stata al centro di un importante percorso di manutenzione e potenziamento. Accanto alla struttura esistente è stata realizzata una nuova torre, che garantisce la continuità della connettività e abilita la tratta in ponte radio più estesa d’Europa, pari a 147 chilometri tra Lampedusa e Pantelleria. A questa si affianca una tratta di 50 chilometri tra Lampedusa e Linosa.
L’infrastruttura ospita anche apparati delle forze dell’ordine per attività di sicurezza e monitoraggio in mare. Inoltre, assicura le comunicazioni dell’isola in condizioni critiche, ad esempio quando il cavo sottomarino non è operativo. È un esempio concreto di come torri e sistemi condivisi possano sostenere servizi essenziali anche in aree geografiche estreme.
L’INOC nasce per rendere più solida questa capacità di governo. Un’infrastruttura diffusa richiede strumenti comuni, persone specializzate e dati affidabili. Portare queste funzioni in un centro proprietario significa rafforzare il controllo operativo, migliorare la qualità degli interventi e preparare il terreno a servizi che potranno estendersi oltre il perimetro interno dell’azienda.




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