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TRADE WAR

Caso Huawei, le telco Usa passano ai fatti: virata su Nokia ed Ericsson

Le piccole compagnie americane pronte a rimpiazzare l’azienda cinese, “bannata” dal mercato, e firmare contratti di approvvigionamento con i big player europei

26 Giu 2019

Antonio Dini

Sarà una parte d’Europa a beneficiare della guerra commerciale scatenata da Donald Trump ai danni della Cina in generale e di Huawei e Zte in particolare? Secondo quanto rivela Reuters, in questi giorni sono andati avanti i colloqui commerciali tra le “telco di campagna” americane, cioè le piccole compagnie telefoniche regionali come Pine Belt in Alabama e Union Wireless nel Wyoming, e i colossi europei Nokia ed Ericsson.

L’obiettivo delle piccole telco è riuscire a rimpiazzare le apparecchiature a basso costo che avrebbero comprato dai fornitori cinesi. Secondo Reuters le telco si aspetterebbero anche degli aiuti statali per coprire una parte dei costi.
I colloqui sono fondamentali per i piccoli operatori che si erano affidati a Huawei o Zte Corp per dispositivi di rete mobile economici e di alta qualità negli ultimi anni, mentre le grandi compagnie di telecomunicazioni statunitensi avevano evitato l’azienda cinese. Il governo americano ha definito Huawei come una minaccia alla sicurezza e ha vietato alle società statunitensi di fare affari con l’azienda cinese.

Ma cambiare fornitore non sarà facile. Nokia ed Ericsson, che hanno entrambi sofferto finanziariamente negli ultimi anni, non hanno prodotti ai prezzi di Huawei, dicono analisti e dirigenti aziendali.
I prezzi di Huawei “non erano basati sul mercato”, ha detto un dirigente del settore delle attrezzature che ha lavorato per anni nel Nord America. “Non avevano senso.”
Roger Entner, un analista di Recon Analytics, ha stimato che Huawei e la sua connazionale, Zte, hanno prezzi dal 30% al 50% in meno rispetto ai rivali.

I colloqui continueranno fino a quando il Congresso degli Stati Uniti non approverà un decreto per fornirà sussidi per 700 milioni di dollari che aiutino le telco di campagna ad effettuare il passaggio al 5G, sostengono le fonti di Reuters. Nessuna azione però è stata effettuata sul progetto di legge da quando è stato introdotto a maggio.
La Rural Wireless Association (RWA), una associazione di categoria del settore, stima che dovrebbe costare tra gli 800 milioni e un miliardo di dollari installare nuove attrezzature.
John Nettles, presidente di Pine Belt, ha dichiarato di aver contattato Ericsson e Nokia l’anno scorso, quando è stato inizialmente proposto il divieto federale di utilizzare denaro dal fondo universale di 8,5 miliardi di dollari per le attrezzature cinesi.

«La conversazione – ha detto a Reuters – è andata avanti per circa un anno e stanno cercando modi per abbattere il prezzo, portandolo alla portata dei vettori più piccoli. Senza uno sconto, i vettori rurali non sarebbero in grado di permetterselo».
Union Wireless ha detto a Reuters che è in contatto con Nokia, ma ha rifiutato di fornire dettagli.

Altre fonti nel settore hanno confermato a Reuters che Nokia ed Ericsson erano in trattative con i vettori rurali, ma non ci saranno discussioni di dettaglio fino a fine anno, poiché i regolatori del mercato stanno ancora cercando di determinare quali parti delle infrastrutture devono essere sostituite.
Ericsson e Nokia, tuttavia, potrebbero avere pochi incentivi a offrire sconti in quanto le economie di scala non sono favorevoli alle telco rurali.

L’opportunità di 700 milioni di dollari infatti è sparpagliata tra piccoli operatori che in totale, secondo un dirigente del settore, necessitano di più di duemila stazioni base. In confronto, gli operatori statunitensi tradizionali gestiscono ciascuna reti di oltre 50mila stazioni base.
Anche la disponibilità di personale locale che gestisce la sostituzione delle apparecchiature potrebbe essere un problema.

«La risorsa più scarsa negli Stati Uniti oggi sono quelli che si arrampicano sulle torre. In questo settore c’è un’enorme crescita dell’occupazione in questo momento», sostengono gli esperti del settore.
I gestori di reti wireless rurali servono in genere da 50mila a 100mila abbonati in aree remote che sono fuori dalla portata di grandi compagnie di telecomunicazioni come Verizon o AT&T, e sono spesso l’unico fornitore regionale. Tra questi vettori, l’RWA ha stimato che il 25% dei suoi membri dispone di apparecchiature Huawei o ZTE.
La SI Wireless, che ha 20mila clienti mobili nelle parti occidentali del Kentucky e del Tennessee, ha affermato che la maggior parte della sua rete utilizza apparecchiature Huawei.
Viaero, che serve 110mila clienti mobili in tutto il Colorado orientale, Kansas occidentale, Nebraska e parti del Wyoming e del Sud Dakota, ha dichiarato che circa l’80% delle apparecchiature di rete, inclusi core, wireless, microonde e fibra, è stato fabbricato da Huawei.
«Le società di telecomunicazioni rurali – dice un analista di Recon Analytics – non sono molto redditizie e molti proprietari hanno circa 50, 60 e 70 anni. Se devono ribaltare completamente la loro rete, probabilmente chiuderanno se non riescono a trovare facilmente un acquirente». Questo però significa che le comunicazioni di base potrebbero scomparire del tutto nelle comunità rurali servite peggio.

L’avvento delle reti 5G pone un dilemma: le aziende che sono costrette a rifare le reti a causa delle apparecchiature cinesi presenti sul loro network potrebbero provare a passare immediatamente al 5G, ma ciò sarebbe più costoso a breve termine. Tuttavia, il 5G potrebbe conferire ai vettori rurali una certa influenza con Nokia ed Ericsson.
L’analista di Handelsbanken, Daniel Djurberg, ha notato che le piccole offerte aumenterebbero il numero di vittorie 5G che Nokia e Ericsson stanno contando per mostrare i loro progressi nella nuova tecnologia. Ericsson e Nokia sono probabilmente interessati alle offerte anche per ragioni strategiche.

«È importante essere negli Stati Uniti – dice Bengt Nordstrom, direttore della società di consulenza con sede a Stoccolma Northstream che fornisce consulenza a operatori e venditori – e questi operatori possono essere acquistati da operatori più grandi in un secondo momento, ma sarebbero già posizionati con Ericsson e Nokia». Insomma, un vantaggio strategico non di secondo piano.

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