L'INTERVENTO

Ue, Franco Accordino: “Per le reti pronta una bussola digitale”

L’Head of Unit Investment in High-Capacity Networks della Commissione Europea: “Generare maggiore offerta e domanda per milioni di imprese, famiglie ed enti oggi vuol dire sviluppare un intero ecosistema digitale che giri intorno al concetto di connettività capillare e sicura”

03 Mag 2022

Domenico Aliperto

In uno scenario geopolitico caratterizzato dalla gestione degli effetti del post-Covid e della crisi ucraina, l’Europa si trova sempre di più di fronte all’urgenza delle sfide dell’indipendenza tecnologica e della sovranità dei dati. Le reti a banda ultralarga rivestiranno un ruolo strategico nell’ottica di permettere a imprese e pubblica amministrazione di offrire servizi innovativi. Ecco perché la Commissione europea si è posta due importanti target per la fine del decennio, una vera e propria “bussola digitale”, come l’ha definita Franco Accordino, Head of Unit Investment in High-Capacity Networks della Commissione, parlando in occasione dell’edizione 2022 di Telco per l’Italia, l’evento organizzato dal gruppo Digital360 di scena oggi a Roma.

Rendere le reti ad alte prestazioni più capillari, sicure e profittevoli

Il primo obiettivo è portare la connettività gigabit a tutte le famiglie europee, mentre il secondo è quello di garantire l’accesso alla rete 5G all’interno di tutte le aree abitate. Generare maggiore offerta e domanda per milioni di imprese, famiglie ed enti oggi vuol dire sviluppare un intero ecosistema digitale che giri intorno al concetto di connettività”. Ma si tratta di un’opera necessaria anche per “trasformare i settori verticali – dalla sanità all’education, passando per l’industria e il monitoraggio ambientale – e per finalizzare concretamente la catena del valore digitale”.

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Accordino ha poi sottolineato quanto l’intero comparto dipenda dai chip. “Molti dei componenti dei router e dei punti d’accesso sono basati su processori che non sono realizzati in Europa. Noi naturalmente non siamo chiusi alla possibilità di forniture che provengono dall’esterno, ma intendiamo puntare su filiere capaci di sottolineare i valori europei, volontà ratificata un paio di settimane fa con l’accordo politico sul testo del Digital service act. Quando si parla di dinamizzare la filiera introduciamo sia il concetto di autonomia della supply chain europea, sia l’obiettivo di aiutare le telco a rivitalizzare il proprio business”, ha precisato Accordino. “I margini generati dal modello incentrato sul consumatore di banda ha ormai grossi limiti a causa della competizione dei prezzi, e ritengo che il settore delle Tlc dovrebbe puntare sul bundling di offerte che provengono anche da ambiti diverso, a partire dal Cloud, dalle soluzioni chiavi in mano per l’IoT e dall’intelligenza artificiale. Compito della Commissione è fornire opportunità perché questo stimolo raggiunga il board delle telco per fare salto. È una questione sopravvivenza oltre che di crescita”.

Accordino ha quindi citato il tema dei backbone. “Nello scenario geopolitico che sta emergendo occorre valutare nuovi criteri di sicurezza e fare in modo che i link strategici per la connettività tra le varie regioni rimangano in mano a europei. Per questo abbiamo fissato regole precise per messa in opera dei nodi: non sarà ammesso nella loro realizzazione il controllo da parte di un’entità esterna all’Unione.

Semplificare la burocrazia e indirizzare gli aiuti di stato

L’intervento di Accordino ha poi toccato i temi della semplificazione burocratica e degli aiuti di stato. “Bisogna semplificare a livello europeo, anche in Germania e in altri stati membri ci sono problemi simili all’Italia. Stiamo lavorando sulla revisione della direttiva in base agli obiettivi stabiliti nel 2014, che hanno dato maggiore enfasi sulle tecnologie del futuro, a partire da 5G e fibra. Ma puntiamo anche a fornire maggiore accesso all’infrastruttura fisica, migliorando le informazioni disponibili sulle strutture esistenti, così che gli operatori riescano ad aumentare le sinergie con i settori dell’ingegneria civile, accelerando lo sviluppo di nuovi approcci anche in chiave ecosostenibile. Abbiamo fatto la consultazione e analizzato l’impact assessment previsto per ogni strumento legislativo. Pensiamo dunque di finalizzare il lavoro per questa estate. Tutto ciò naturalmente andrà poi trasposto all’interno della normativa nazionale, e conto sulla buona volontà degli stakeholder italiani, e in particolare del Mise”.

La Commissione sta lavorando anche alle nuove linee guida per gli aiuti di stato, in parallelo a quelle sulle esenzioni. “Gli aiuti di stato erano finora basati sulle linee guida introdotte nel 2013-14, e nel frattempo sono successe molte cose. Rispetto all’Italia non posso ancora entrare nei dettagli”, ha detto Accordino. “La consultazione c’è stata a febbraio. Con l’introduzione del fallimento di mercato a un Gigabit, comunque, il governo dovrebbe essere in grado di intervenire su un perimetro più ampio. Gli obiettivi sono due: proteggere gli investimenti esistenti e aumentare le aree di intervento per la creazione di infrastrutture ad alta capacità. L’alternativa è portare la fibra a casa o fornire tecnologie equivalenti che garantiscano almeno un Gigabit in download. Quest’approccio permetterà di proteggere anche le tecnologie non Ftth, e promuovere la scalabilità delle soluzioni in fibra che, benché nominalmente potenti, non riescono ancora a fornire quelle prestazioni. Abbiamo poi introdotto il concetto di intervento nel settore mobile, ma devo dire che l’Italia si è dimostrata abbastanza lungimirante in questo senso, sul fronte del 5G. Investire però”, ha chiosato Accordino, “è una condizione necessaria ma non sufficiente. Occorre lavorare anche sulla formazione degli amministratori locali, e associare campagne di disseminazione per la comprensione di queste nuove regole sul territorio, in modo capillare. Senza dimenticare l’importanza delle skill – a cavallo di tecnico e legale – indispensabili per gestire la trasformazione. Anche per disseminare questo tipo di contenuti, stiamo utilizzando diversi strumenti di nuova concezione”.

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