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DIGITAL AGENDA SCOREBOARD

Ue, nelle chiamate mobili gap di prezzo fino al 774%

Il mercato unico delle Tlc è ancora lontano, ammonisce il commissario Neelie Kroes. Secondo il Digital Agenda Scoreboard il maggior divario è nelle chiamate nazionali: in Lituania le tariffe più basse, l’Olanda il Paese più caro. Italia tra i più convenienti

06 Ago 2013

Patrizia Licata

Troppe discrepanze ancora tra i prezzi delle telefonate su cellulare nei diversi paesi dell’Unione europea. Il nuovo studio (Digital Agenda Scoreboard 2012) pubblicato dalla Commissione Ue indica che le differenze di prezzo in Europa per servizi uguali possono essere enormi. Il divario maggiore è nelle chiamate mobili nazionali: esiste un gap del 774% tra la Lituania, il paese dove queste chiamate costano meno, e l’Olanda, il paese più caro.

Le differenze di prezzo non possono essere giustificate da variazioni nella qualità del servizio offerto o nel costo affrontato dal provider per offrire il servizio, e nemmeno dalle differenze nel potere d’acquisto dei consumatori nei diversi paesi dell’Ue, indica la Commissione.

“Come questi numeri mostrano chiaramente, i 28 mercati telecom dell’Europa oggi non offrono quei vantaggi al consumatore che un singolo mercato offrirebbe”, commenta il Vice Presidente della Commissione europea Neelie Kroes. “E’ fondamentale che l’intera Ue si muova rapidamente verso la realizzazione del singolo mercato perché il nostro continente sia veramente interconnesso”.

L’Italia si colloca tra i paesi meno cari. Nella classifica stilata dalla Commissione, il costo medio al minuto di una chiamata su cellulare è di 1,9 centesimi di euro in Lituania, 2,2 centesimi in Romania, 3,5 centesimi in Lettonia, 4,4 centesimi in Bulgaria, 4,6 centesimi in Portogallo, circa 6 centesimi in Ungheria e Finlandia, quasi 7 centesimi in Italia. La media Ue è di 9,1 centesimi. All’estremo opposto si collocano, come abbiamo visto, i Paesi Bassi (14,7 centesimi), ma parlare al telefonino costa caro anche in Lussemburgo (14,6), Belgio (13,8), Spagna (13,3) e Francia (12,7), mentre Uk, Danimarca e Germania sono più o meno allineate con la media Ue.

Anche nelle telefonate mobili internazionali le differenze di prezzo possono essere rilevanti. O2 fa pagare in Uk 1,19 euro al minuto e in Germania 75 centesimi; Belgacom in Belgio chiede 97 centesimi al minuto. Tim in Italia pratica un prezzo di 35 centesimi al minuto, come Telenor in Ungheria e Orange in Francia. Chiamare all’estero dalla Spagna con Movistar costa 65 centesimi al minuto.

Le differenze di prezzo in altre categorie merceologiche sono molto meno marcate che nella telefonia, grazie al mercato unico, fa notare la Commissione. Per esempio, un litro di latte costa tra i 69 e i 99 centesimi ovunque ci si trovi in Ue, il che significa una differenza del 43%. Il prezzo di un iPad ha un’oscillazione di appena l’11% all’interno dell’Unione.

Decisa a porre riparo a queste differenze così nette, il vice presidente Kroes ha già annunciato che presenterà a settembre un nuovo pacchetto di proposte per rafforzare il singolo mercato europeo delle telecomunicazioni.

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