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Uk, broadband su, tariffe giù. La svolta di British Telecom

Connessioni a 24 Mb per il 55% della popolazione nel 2010. E nel 2011 la copertura arriverà al 75% per un totale di 20 milioni di cittadini. In discesa i prezzi all’ingrosso per gli Olo

25 Set 2009

Se l’esempio che il Governo italiano ha volute seguire sui temi
della banda larga è quello inglese, considerate l’ingaggio di
Francesco Caio per preparare un piano per il superamento del
digital divide sulla scia di quello che l’ingegnere ha
preparato per il Regno Unito, da Londra arrivano buone notizie.
British Telecom, l’incumbent dell’Isola, ha infatti
annunciato che intende raddoppiare la grandezza della sua
broadband superveloce e diminuire i canoni d’accesso per chi
compra all’ingrosso (ovvero gli altri operatori).

Attualmente, Bt offre una rete di seconda generazione, ancora
basata sul rame, con velocità fino a 24 megabit al secondo con
una copertura attorno al 40% della popolazione e coi nuovi
annunci ha detto che raggiungerà il 55% entro il 2010 e il 75%
entro il 2011 per raggiungere 20 milioni di clienti.

“Con queste due mosse (ovvero espandendo la rete e riducendo i
prezzi all’ingrosso), stiamo aiutando i provider a portare una
rete veloce a più clienti”, ha spiegato Cameron Rejali,
managing director dei prodotti di Bt Wholesale. Una diminuzione
che secondo il manager della compagnia inglese, da gennaio
dell’anno prossimo, “vedrà i costi per la banda larga calare
di almeno il 50%” e i costi di noleggio standardizzati al
prezzo più basso fra quelli utilizzati ora. In più, Bt continua
il suo piano di stesura di una rete in fibra: entro l’inizio
dell’estate del 2010 la compagnia punta a raggiungere 1 milione
e mezzo di abitazioni, mentre per il 2012 l’obiettivo è di
arrivare al 40 per cento del Regno Unito, circa 10 milioni di
case.