Ultrabroadband, accelerazione sui fondi Cipe: si parte con 300 milioni - CorCom

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Ultrabroadband, accelerazione sui fondi Cipe: si parte con 300 milioni

Approvata (ma non ancora pubblica) la versione definitiva della delibera. Già nel 2016 la prima tranche dei 2,2 miliardi che saranno allocati entro il 2020. I fondi nazionali potrebbero entrare in gioco già nei bandi previsti a fine anno

28 Set 2015

Alessandro Longo

Ci saranno 300 milioni di euro di fondi nazionali per la banda ultra larga già nel 2016, dai 2,2 miliardi stanziati con la delibera Cipe passata a un Consiglio dei ministri d’agosto. Il totale dei fondi sarà allocato entro il 2020.

Sono due punti che si evincono dalla versione definitiva della delibera, approvata nei giorni scorsi dalla Corte dei Conti. E sono buone notizie rispetto a una precedente versione – la sola finora nota (la delibera non è stata ancora pubblicata) – dove invece la disponibilità al 2016 era solo di 40 milioni di euro e i fondi venivano spalmati fino al 2022.

A quanto risulta ci sarà comunque un’accelerazione negli anni successivi al 2016: 450 milioni di euro nel 2017, 500 milioni nel 2018 e 2019 e 450 milioni nel 2020.

Non sarebbe un problema, inoltre, la mancata assegnazione di fondi per il 2015, dato che il pagamento per i relativi bandi avverrebbe comunque nel 2016 (quando le risorse saranno effettivamente disponibili). Insomma, ne deriva che già nei bandi previsti a fine anno, per il nuovo piano banda ultra larga, potrebbero entrare in gioco i fondi nazionali della delibera, oltre a quelli già assegnati dai fondi strutturali europei (2 miliardi) alle Regioni.

La delibera Cipe – come già noto – scrive che i fondi saranno utilizzabili solo nelle aree a fallimento di mercato, pari al 35% della popolazione (cluster C e D del piano) e che seguirà uno stanziamento di 1,3 miliardi di euro per fare bandi le aree “nere” e 1,4 miliardi di euro di voucher a incentivo della domanda. Si useranno insomma da subito i soldi nelle aree e per gli strumenti (bandi di gara) su cui non ci saranno obiezioni dall’Europa.

Il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico Antonello Giacomelli ha già annunciato che le prime gare saranno entro fine anno e che la legge di Stabilità potrebbe contenere i nuovi strumenti (voucher e incentivi fiscali).

Recente la conferma da Raffaele Tiscar, con una precisazione, però: “nella legge di Stabilità saranno inserite due previsioni che necessitano di una norma primaria, ossia un fondo di garanzia accessibile agli operatori che investono nelle aree target e un credito d’imposta”.

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