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#TELCO4ITALY18

5G, Viola: “Italia avanti così, non serve uno stimolo europeo”

Il direttore generale Dg Connect della Commissione europea: “Ultrabroadband, serve un passo avanti in termini qualitativi della maniera in cui i servizi vengono offerti. L’Europa, che è già un grande investitore, farà la sua parte: aumentano fino al 2027 gli investimenti in alta tecnologia”

14 Giu 2018

A. S.

“L’Italia è agli ultimi posti in Europa sulla domanda di servizi in banda ultralarga. Gli italiani sono gli ultimi a consultare i portali di informazione, non usano abbastanza l’home banking, in generale ci sono molti meno utenti internet che negli altri Paesi. E’ un aspetto che riguarda la responsabilità di tutti, delle istituzioni europee, delle istituzioni nazionali e dell’intero settore, perché trincerarsi dietro la motivazione che agli italiani non interessa Internet per non investire mi sembra una spiegazione semplicistica e un po’ troppo miope. L’Italia in questo momento fatica soprattutto dal lato dei cittadini, i cittadini non sono evidentemente convinti che l’offerta ei servizi digitali sia un’offerta interessante, e questo non è solo un problema per lo Stato, o per il sistema finanziario, o per l’informazione: è un problema di sistema, di cultura e di come l’offerta viene presentata”. Lo dice intervenendo con un videomessaggio a Telco per l’Italia Roberto Viola, direttore generale Dg Connect della Commissione Ue.

“Un altro elemento importante è la garanzia che ciascun cittadino abbia una connessione a Internet adeguata. Su questa base l’Europa cerca di affrontare una nuova stagione, in cui il rilancio degli investimenti è la questione più importante. Ma serve un passo avanti in termini qualitativi della maniera in cui i servizi vengono offerti in Italia – aggiunge Viola – L’Europa, che è già un grande investitore sulla banda ultralarga in Italia, farà la sua parte: aumentano fino al 2027 gli investimenti in alta tecnologia”

“In queste ultime settimane sono successe tante cose, sul piano politico, sul piano economico, e anche nel mondo delle telecomunicazioni. Una settimana fa è stato raggiunto l’accordo sulle nuove regole nel mondo delle comunicazioni. Queste nuove regole sono le regole per i prossimi 10 anni, quelle contenute nel codice delle comunicazioni europee, che vanno dall’assegnazione delle frequenze, come nel caso del 5G, dove l’Italia sta facendo comunque molto bene e non ha bisogno dello stimolo europeo, le regole sull’installazione degli impianti, con la semplificazione ad esempio per l’installazione delle microcelle, una più semplice condivisione degli impianti, meno burocrazia per i permessi. Poi – prosegue Viola – le regole sulla larga banda. Se ci saranno accordi tra gli operatori potranno esserci meno vincoli da parte del regolatore, quindi l’idea di favorire gli investimenti con una regolamentazione più leggera. Ma ovviamente rimangono in piedi tutte le salvaguardie nel caso questi accordi non siano giudicati sufficienti dalle autorità di regolamentazione”.

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