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Un nuovo chairman per Vodafone. Gli azionisti contro Bond

Il cda potrebbe nominare il successore già al primo meeting annuale del 2011 sull’onda della pressione degli investitori che criticano duramente le strategie e le acquisizioni portate avanti da Sir John. Riflettori puntati sulla partecipazione in Verizon Wireless: nessun dividendo dal 2005

06 Set 2010

Dopo i rumors di quest’estate, sembra davvero prossimo l’addio
di Sir John Bond: il chairman di Vodafone sarebbe pronto a lasciare
il gruppo britannico delle tlc, secondo il Guardian e il Financial
Times, e il consiglio d’amministrazione potrebbe nominare il
successore già al primo meeting annuale del 2011.

La partenza di Sir John si dovrebbe alle forti pressioni degli
investitori, scontenti della strategia seguita da Vodafone e
insoddisfatti delle sue recenti acquisizioni. Le critiche si sono
concentrate sul chairman dopo che un gruppo di azionisti, guidati
dall’Ontario teachers’ pension plan, non è riuscito a far
passare la sua rimozione al meeting annuale del board di Vodafone a
luglio.

Secondo indiscrezioni riportate dal Ft, le pressioni per mandar via
Sir John risalgono a prima della mozione di sfiducia dell’Ontario
Teachers, ma l’intervento di questi ultimi ha reso la quesione
“più urgente”. Vodafone non ha rilasciato commenti ufficiali
sulla posizione di Sir John, ma questi ha affermato all’incontro
del cda di luglio che Vodafone sta pensando alla sostituzione di
tutti i membri del board, e quindi anche lui.

L’attacco dell’Ontario teachers si è rivolto a quelle che gli
investitori definiscono “le disastrose acquisizioni di
Vodafone” e la sua “debolezza strategica”. Quattro anni fa,
Sir John aveva svolto un ruolo decisivo nel placare le proteste
degli investori contro la politica aziendale dell’allora Ceo Arun
Sarin, ma nell’ultimo anno il rapporto del chairman con alcuni
degli investitori si è deteriorato; il pomo della discordia sono
alcune partecipazioni di minoranza di Vodafone, in particolare il
45% che detiene in Verizon Wireless, leader degli operatori mobili
americani, ma da cui non riceve il dividendo dal 2005.

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