Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

PROCEDURA DI INFRAZIONE

Unbundling, la Ue all’Italia: “Violati i poteri di Agcom”

La Commissione Ue ha inviato oggi al governo la lettera che apre formalmente l’iter della procedura di infrazione. Concessi al nostro Paese due mesi per sottoporre osservazioni. “L’indipendenza del regolatore principio fondamentale della direttiva Ue”. Pataki (Etno): “Azione Ue difende stabilità regolatoria e di mercato”

19 Lug 2012

Mila Fiordalisi

Due mesi di tempo all’Italia per “inviare osservazioni” in merito alla norma sull’unbundling ed evitare la messa in mora definitiva. Questo l’ultimatum che l’Europa ha dato al nostro Paese attraverso una lettera inviata oggi al governo che apre formalmente l’iter della procedura di infrazione. Come anticipato ieri la Commissione Ue ritiene la norma lesiva delle disposizioni comunitarie in materia di indipendenza delle Autorità di regolamentazione e considera violato il margine di discrezionalità concesso all’Agcom.

“L’indipendenza dei regolatori nazionali è un principio forndamentale della normativa Ue sulle Tlc – spiega in una nota Ryan Heath, portavoce del commissario all’Agenda digitale Neelie Kroes -. Ciò significa che non è possibile dare ‘istruzioni’ al regolatore su materie regolamentate e di competenza dell’Authority”.

Secondo la Commissione Ue la nuova legge sull’unbundling approvata dall’Italia nell’ambito del Decreto Semplificazioni – che consente la disaggregazione dei servizi di accesso alla rete fissa di Telecom Italia e obbliga l’Agcom a determinare le modalità di accesso e il relativo listino da parte degli Olo – “limita il potere discrezionale dell’Agcom. L’Autorità deve poteri deliberare sulle questioni relative alla competizione in maniera indipendente”, spiega ancora il portavoce di Neelie Kroes.

La Commissione Ue puntualizza che le Autorità nazionali possono decidere se e quando regolamentare singoli mercati sulla base delle specifiche condizioni competitive e quindi a seconda del caso specifico. Non spetta dunque al legislatore nazionale – puntualizza la Commissione – legiferare sulle materie di competenza dell’Autority come prescritto dall’Articolo 8 della Direttiva quadro Ue e in particolare su quelle che possono essere soggette a regolazione.

“L’azione della Commissione Ue conferma l’importanza dell’indipendenza dei regolatori- commenta Daniel Pataki, direttore dell’Etno, l’associazione che rappresenta le principali telco europee-. Siamo rassicurati dalle misure della Commissione che mira a difendere la stabilità delle regole e di conseguenza del mercato”.