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Unbundling, tariffe ridotte. L’Agcom approva

L’Authority accoglie i rilievi della Commissione europea e per il 2011 e 2012 diminuisce il canone. Bernabè: “Decisione che va al di là delle osservazioni di Bruxelles”

11 Nov 2010

Il Consiglio dell'Agcom ha approvato all'unanimità il
provvedimento finale relativo alle tariffe unbundling, vale a dire
il canone all'ingrosso che gli operatori alternativi pagano per
collegarsi alla rete di Telecom Italia. La rimodulazione, resasi
necessaria dopo i rilievi della Commissione Ue, riguarda come già
detto il 2012 (da 9,48 a 9,28 euro al mese), ma anche il 2011, per
il quale la tariffa scende dai previsti 9,14 a 9,02 euro al mese.
Per il 2010 il valore resta fissato a 8,70 euro. Una decisione che
ha preso di sorpresa l'amministratore delegato di Telecom
Italia Franco Bernabè: "Credo che le decisioni vadano al di
là delle osservazioni dell'Unione europea".

Il canone del servizio WLR al 2012, spiega una nota dell'Agcom,
è stato unificato ad un singolo valore pari a 12,89 euro al mese
con un taglio, per l'utenza non residenziale, di circa 10 euro,
pari a circa il 43%; per i servizi bitstream viene ribadita una
riduzione annua che nel caso del servizio di trasporto è del 6%
annuo (8,6% per la banda ethernet).

Per il canone di unbundling, si legge in una nota dell'Agcom,
resta confermato nel 2010 il valore di 8,70 euro/mese. Negli anni
2011 e 2012, viene fissato rispettivamente a 9,02 e 9,28 euro/mese
(anziché 9,14 e 9,48); gli aumenti relativi agli anni 2011 e 2012
sono tuttavia soggetti ad una puntuale verifica dell’Agcom del
miglioramento dei seguenti indicatori di qualità della rete:
percentuale dei rifiuti motivati da problematiche inerenti la rete
di accesso (i c.d. KO di rete); stato di avanzamento dei programmi
di rinnovamento della rete in rame (manutenzione preventiva) e,
solo per il 2012, grado di saturazione delle centrali; numero di
guasti segnalati per i servizi fonia e dati, per i quali si sia
reso necessario l’intervento di un tecnico.

Il canone del servizio WLR al 2012 è stato unificato ad un singolo
valore pari a 12,89 euro/mese con un taglio, per l’utenza non
residenziale, di circa 10 euro/mese, pari a circa il 43%; per i
servizi bitstream viene ribadita una riduzione annua che nel caso
del servizio di trasporto è del 6% annuo (8,6% per la banda
ethernet).

Per effetto della decisione – si legge in una nota dell'Agcom –
i canoni all’ingrosso di unbundling applicati in Italia si
confermano al di sotto della media dei Paesi europei che hanno
adottato un modello contabile analogo.

Il presidente Calabrò ha dichiarato: "Come avevo anticipato
nelle sedi istituzionali, abbiamo tenuto nel massimo conto le
osservazioni della Commissione europea. Grazie all'adozione del
nuovo modello, l’Italia si allinea alle best practices vigenti
nella gran parte dei Paesi europei, e, prima in Europa, introduce
un rigoroso meccanismo di verifica della qualità della rete come
condizione per riconoscere l'aumento dei canoni di unbundling
per gli anni 2011 e 2012".

Un supplemento d'istruttoria sulle nuove tariffe per
l'unbundling era stato avviato dall'Agcom a fine ottobre,
dopo le osservazioni critiche della Commissione Ue. Nel mirino di
Bruxelles la proposta inziiale di aumento delle tariffe per
l'accesso disaggregato alla rete locale (unbundling), per
l'accesso all'ingrosso bitstream (WBA) e per l’affitto
delle linee all’ingrosso (WLR). L'invito all'Authority
"a riesaminare i propri calcoli utilizzando i dati di una
società efficiente che gestisce una rete in rame di nuova
costruzione".

L'oggetto del "contendere", rivisto con la decisione
odierna, il 30% dei costi, ossia quelli commerciali e di
manutenzione. "La Commissione non ha da eccepire sul modo con
cui l'Agcom ha applicato tale metodologia per stabilire i costi
di rete, che rappresentano circa il 70% dei costi complessivi di
accesso – si legge nella nota emessa dalla Commissione Ue – Rileva
tuttavia che l'approccio usato per stimare i costi commerciali
e di manutenzione non appare coerente con tale metodologia. Da ciò
il rischio che gli operatori alternativi si trovino a dover pagare
prezzi più elevati di quelli generalmente esigibili per un accesso
di alta qualità a una rete moderna".

La Commissione sottolinea che i prezzi risultanti "dovranno
fornire indicazioni di investimento chiare sia a chi richiede sia a
chi fornisce l'accesso e garantire ai consumatori prezzi equi
per l'accesso all'internet ad alta velocità".

"Sono molto sorpreso dell'esito della decisione"
assunta oggi dal consiglio dell'Autorità per le comunicazioni
sulle tariffe dell'unbundling. È il commento che sul ritocco
all'ingiù apportato oggi dall'Autorità alle tariffe che
gli operatori alternativi (Olo) pagano a Telecom per passare sulla
rete giunge dall'amministratore delegato della società, Franco
Bernabè.

Pur sottolineando come sia "positivo che l'Autorità abbia
deciso in modo tempestivo concludendo il processo", Bernabè
ricorda che il modello da cui derivavano i ritocchi tariffari
"era stato definito dall'Autorità in tutti i suoi
particolari". Inoltre lo stesso modello, rileva Bernabè,
"era già stato modificato per tener conto delle esigenze di
gradualità dell'adeguamento" delle tariffe subendo già
"una decurtazione".

Dunque, osserva ancora l'ad, c'è stata con la decisione
odierna un'ulteriore modifica "che ha portato a delle
conclusioni diverse rispetto a quelle a cui conduceva il
modello". Viceversa "coerenza avrebbe richiesto di
mantenere risultati di quel modello. Prendiamo atto – ha proseguito
– che la decisione è stata diversa: per noi questo è un
sacrificio, ma quanto meno si chiude questo processo con una
decisione che, pur penalizzandoci, comunque dà atto che quel
modello è corretto, con parametri seri e a loro volta
corretti". A questo punto "se il risultato è cambiato
per ragioni non tecniche, ma di altra natura, non possiamo che
prenderne atto", ha osservato Bernabè.

In altre parole, secondo Bernabè il consiglio dell'Agcom è
andato al di là delle osservazioni con cui la Commissione europea
aveva chiesto all'Autorità italiana di effettuare un nuovo
calcolo delle tariffe. "La Kroes – ha detto – aveva espresso
obiezione su uno dei punti del modello, ovvero sui costi di
manutenzione che dovevano essere leggermente più bassi. Questo lo
potevamo accettare. Credo che le decisioni vadano al di là delle
osservazioni dell'Unione europea. Comunque prendo atto che la
decisione presa mette fine a polemiche strumentali e stabilisce il
principio che i modelli dei costi si basino sul principio di un Olo
efficiente. Un riferimento, questo ad un Olo efficiente, che non
solo condividiamo – ha concluso Bernabè – ma che riteniamo
fondamentale".