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Valducci: “La rete è patrimonio di tutti”

Il presidente della Commissione Trasporti della Camera non ha dubbi sull’importanza dell’infrastruttura di Tlc di Telecom Italia per lo sviluppo della banda larga nazionale. “In caso di fusione con Telefonica serve un accordo che non penalizzi il Sistema Italia”

03 Feb 2010

“La rete è patrimonio di tutti”. Il presidente della
Commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci non ha dubbi
sull’importanza dell’infrastruttura Tlc di Telecom Italia.

Presidente cosa ne pensa dell'ipotesi di fusione
Telecom-Telefonica?

"La situazione di Telecom non è delle più facili. Inutile
nasconderlo. Ma è necessario che si trovi un accordo che non
penalizzi l’azienda italiana e soprattutto l’infrastruttura
italiana. La domanda che dobbiamo porci è: quanto sono disponibili
a investire gli spagnoli sull’infrastruttura? Da quando
Telefonica è diventata il socio di maggioranza di Telecom Italia,
non si sono visti investimenti. E scarsi sono stati gli interventi
anche riguardo alla manutenzione ordinaria della rete. E ciò deve
farci riflettere. Una cosa è certa: realizzare una nuova rete non
è pensabile. La duplicazione dell’infrastruttura costerebbe fra
i 40 e i 50 miliardi di euro. La banda larga è strategica per il
Paese, indipendentemente dall’attuale domanda di mercato.

Quale potrebbe essere la soluzione?
La società delle reti è sicuramente una soluzione: Telecom Italia
potrebbe parteciparvi con una quota del 51% portando in dote la
propria infrastruttura. Di fatto è l’obiettivo del modello Open
Access: il protocollo prevede, a regime, l’accesso alla rete da
parte di Telecom a pari condizioni rispetto ai concorrenti.

L’italianità della rete va garantita?
Il governo sta ragionando sul da farsi, ma l’importanza della
rete è innegabile. Telefonica dice di essere interessata al
mercato italiano. Anche senza la proprietà della rete può fare il
suo business, operando sul fronte dei servizi. In un modo o in un
altro, la situazione va comunque sbloccata.

L'intervista integrale sarà pubblicata sul numero 3 del
Corriere delle Comunicazioni in uscita lunedì 8 febbraio

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